Skip to content

Abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità?

28 aprile 2016

fef_loc_bozzaDagli anni ’80 il nostro debito pubblico cresce in maniera inarrestabile. Ad oggi ha sfiorato la cifra stratosferica di 2.215 miliardi di euro. Un macigno che pesa su ogni italiano, neonati compresi, per 36.500 euro. Nonostante anni di politiche governative fatte di tagli e privatizzazioni, il problema sembra non trovare una soluzione. Una campagna mediatica martellante indica, ormai da anni, proprio in questo enorme debito la causa della crisi che stiamo attraversando: la peggiore nella storia del nostro paese.

E’ chiaro abbiamo vissuto, sperperando, sopra le nostre possibilità. Siamo, è evidente, delle inguaribili cicale del sud, anzi dei maiali, dei PIGS.
La strada che ci viene indicata dalle autorità europee e dagli economisti mainstream è quella di una giusta e severa austerità. Dobbiamo rimediare alle nostre colpe con tagli, privatizzazioni e tasse.

Ma questo tipo di analisi storico-economica con relativa cura è giusta? Il nostro debito pubblico è veramente un problema così grande? Oppure viene utilizzato, arbitrariamente, come pretesto per giustificare un pianificato azzeramento dello stato sociale?

5 domande su GAIA

26 aprile 2016

GAIA-vediamocichiaroDi acqua se ne parla quasi esclusivamente all’arrivo delle bollette e anche questa volta brutte sorprese per i massesi: aumento del deposito cauzionale, aumento di fognatura e depurazione, rialzo di alcuni scaglioni dell’acqua che sommati ad altri balzelli come le partite pregresse e gli oneri di perequazione, hanno prodotto veri e propri salassi.

Una recentissima inchiesta di Cittadinanza Attiva ha infatti messo in luce che Massa è, in Italia, il capoluogo di provincia con il più alto aumento percentuale della spesa per l’acqua: +22% in un solo anno. Carrara, sempre a livello nazionale, ha invece registrato la più alta spesa per fognatura e depurazione, infatti nella classifica delle bollette più care d’Italia è salita al quinto posto; Massa è poco più sotto ma solo perché, in ambito Gaia, gode ancora (per poco) di una tariffazione speciale.
Gli aumenti che subiamo oggi sono stati decisi mesi fa durante le riunioni della conferenza territoriale prima e dell’autorità idrica toscana dopo.

Come M5S abbiamo denunciato la situazione ma con scarso rilievo dei media esattamente com’è successo per la recente legge sull’acqua (D.L. 2212), approvata qualche giorno fa in parlamento dopo essere stata spolpata a forza di emendamenti del PD. Con questa legge nazionale si cercava di riportare la gestione del servizio idrico a livello di bacini idrografici, quindi localmente, dando la possibilità ai cittadini di controllare meglio l’ente gestore. Si voleva spostare una parte dei costi che finiscono in bolletta nella fiscalità generale e soprattutto si voleva affermare in maniere netta che l’acqua non è una merce, non ci si può guadagnare sopra e quindi dire di no ai soci privati. Non è rimasto nulla di tutto questo.

Ora sono arrivate le bollette è quantomeno si è acceso il dibattito sull’acqua, anzi no, su Gaia. Nel 2015, il M5S di Massa, nel presentare una fila di proposte per calmierare le tariffe, aveva messo in luce che Gaia è solo la punta dell’iceberg. Certamente Gaia non è l’esempio di una gestione efficiente e lo dimostrano le partite pregresse che l’autorità idrica toscana ha legato a doppio filo al recupero di una parte dei debiti che la società ha maturato nei confronti dei comuni soci, in pratica i cittadini pagano in bolletta l’incapacità gestionale.
Gaia, innanzitutto è una S.p.a., quindi una società di diritto privato, nata per fare utili. La discussione su tariffe, regolamenti e carte servizi è stata spostata a livello regionale, nella “intimità” di un’assemblea composta da una manciata di Sindaci tra i quali Zubbani e Volpi. Tra circa sei, sette anni ci sarà probabilmente una gara per avere un unico gestore regionale (con socio privato) e il metodo tariffario lo decide, grazie ad un decreto di Mario Monti, l’autorità per l’energia elettrica e il gas. Di tutto questo però se ne parla troppo poco nonostante siano tutte cause del salasso bollette.

E allora, purché si parli di acqua, entriamo nel vivo del dibattito su Gaia ponendo qualche domanda aperta a Sindaco, comitati e cittadini.

1) Visto che saranno gli utenti a pagare gli errori gestionali di Gaia, perché non facciamo partire una commissione d’inchiesta per sapere chi ha fatto errori?

2) Perché non è stata fatta intervenire la regione toscana per il sostegno finanziario a Gaia (come prevede la legge regionale) in modo da calmierare le tariffe?
3) Riguardo ad una eventuale uscita da Gaia, chi gestirà il servizio idrico viste le attuali leggi nazionali e regionali (non ultimo il decreto Madia)?

4) Massa riuscirà a recuperare il credito milionario che vanta nei confronti di Gaia?

5) Ci potranno essere ripercussioni legali, ad esempio richieste danni da parte degli altri comuni soci?

Smettiamo con la demagogia e iniziamo a dare risposte e fare proposte.

Il vicesindaco Berti ha visto le foto dei cani o parla per sentito dire?

22 aprile 2016

Tutto in regola i cani stanno bene” e “ mensilmente il Comune di Massa ne certifica le condizioni” sono le dichiarazione con cui l’assessore Berti si assume la responsabilità delle condizioni di trattamento dei nostri cani affidati al canile Balugani. Dichiarazioni molto forti che risultano però incongruenti con le foto, i video, i referti e le relazioni rilasciate da personale certificato accompagnato dai Carabinieri nel sopralluogo. Il vicesindaco dice che hanno a disposizione tutti gli atti che obbligatoriamente e in tempi perentori previsti dal capitolato, il titolare del canile deve inviare al Comune di Massa, compresi i certificati di morte, ci chiediamo quindi come mai dal 30 Novembre 2015, data in cui ne abbiamo fatto richiesta, non ci siano stati mai messi a disposizione.

Periodicamente i cani vengono sottoposti a visite mediche di cui viene inviata la fattura”, e di questo ultimo passaggio non abbiamo dubbio, ma come mai i cani che sono stati faticosamente fatti adottare dai volontari massesi, risultano essere affetti da patologie gravi e cronicizzate, come da testimonianza drammatica del chow chow adottato due giorni fa (nel video) e costretto al ricovero in una clinica veterinaria in gravissime condizioni? Come mai un cane aveva una zampa fratturata, senza che si fosse provveduto alla riduzione oppure come mai ce n’erano di affetti da dermatiti estese?  Queste sono domande alle quali non si è provveduto a fornire risposta e se porre domande viene definito dall’assessore Berti “inutile allarmismo”, come dovremmo definire il non riconoscimento del diritto di accesso agli atti dei consiglieri?

L’unica cosa riscontrabile attualmente è l’aggiornamento delle foto dopo il sopralluogo del Comune, perché prima risalivano persino al 1998.
Provi, il vicesindaco, a spiegare ai cittadini come mai i cani ci sono morti in quel canile invece di aver favorito le adozioni negli anni.
Per quanto riguarda l’invito ad effettuare un sopralluogo, ricordiamo a Berti che è dal 2014, anno in cui presentammo la nostra prima interpellanza su questo canile, che noi gliene avevamo fatto richiesta ufficiale, ma dopo un anno di attesa ci siamo decisi ad eseguirlo senza di lui, perché è chiaro che per essere efficace non deve essere preavvisato.

__________________________________________________________________

Schermata 2016-04-22 alle 21.04.35

Canile, senza risposta le domande del M5S all’amministrazione

21 aprile 2016

I cani del comune di Massa vivono a Reggio Emilia, ma non sappiamo come…o almeno non lo sanno in Comune, di seguito la narrativa di un anno di richieste, domande e indagini che il M5S di Massa ha effettuato, sollecitato da tanti massesi che amano gli animali e avevano forti dubbi sulla gestione del canile.

Immagina un cane randagio, vagante.
Viene trovato e portato al canile di Massa, un canile sanitario dove resterà 60 giorni e se nessuno lo reclamerà, sarà portato in un canile rifugio, pronto per essere adottato. A Massa però un canile non c’è, lo hanno promesso (in campagna elettorale), ma mai realizzato nonostante la possibilità di usufruire di contributi regionali, allora lo si trasferisce in una struttura convenzionata fuori regione, in provincia di Reggio Emilia, lontana. I nostri cani erano giovani nel 98/2000 quando sono stati inseriti in quel canile, mentre ora sono cani anziani, sopravvissuti ad una vita in gabbia in attesa di un’adozione che non è mai avvenuta, alcuni sono morti là dentro.

Li abbiamo mantenuti noi massesi, con i soldi pubblici, ci sono costati, e ci costano, parecchio, oltre 100.000 (centomila) euro all’anno. Il contratto che è stato sottoscritto prevede tutte le cure necessarie per il benessere fisico e psichico di ogni cane massese, gabbie a norma, area sanitaria dove ricevere le cure mediche, prati per la sgambatura. Aspetti non solo indispensabili per il rispetto delle esigenze di vita degli animali, ma anche per mantenerne le condizioni di adottabilità. Poi immagina di andare a fare un salto in quel canile, con i carabinieri, e di renderti conto che non ci sono le cure necessarie per il benessere dei cani, non c’è un’area sanitaria a norma, nel prato per la sgambatura non c’è segno di calpestio. E immagina di vedere cani che girano compulsivamente su se stessi dentro le gabbie, dove spesso la luce è poca, spaventati, malconci, uno persino con una zampa fratturata, calcificata in modo deforme, un cane con la schiena coperta da croste di dermatite, un cucciolo di poche settimane solo, senza la mamma, sdraiato sopra la segatura.

E ti domandi come mai succede questo, come mai stiamo pagando per un servizio ben diverso, come mai se si sostiene di aver verificato periodicamente lo stato dei nostri cani, come mai un veterinario esterno, Ctu del Tribunale di Reggio Emilia, presente alla nostra visita nel canile, invece ha prodotto una relazione dove sottolinea che la struttura risulta non conforme alle normative vigenti e che le condizioni in cui si trovano alcuni cani sono più che sufficienti per ravvisare condizioni ambientali, strutturali e gestionali tali da non garantire il benessere psicofisico dei cani e quindi il rispetto del contratto.

E allora che faresti? Noi del M5S di Massa a Novembre 2015 abbiamo richiesto al Comune tutti gli atti relativi al canile convenzionato, ma non abbiamo ancora avuto risposta.
Allora abbiamo fatto un’Interpellanza Urgente per chiedere al Sindaco cosa intende fare alla luce della situazione, supportata da un ampia documentazione, con questi nostri cani, pagati con i soldi pubblici, i soldi di tutti. Anche stavolta lAssessore non ci ha fornito risposta dal 30 Marzo, abbiamo quindi tenuto una conferenza stampa per mettere la cittadinanza al corrente della situazione.

Grazie a tutti i cittadini che sono andati a votare

18 aprile 2016

Schermata 2016-04-18 alle 20.24.58Il M5S di Massa ringrazia uno ad uno i 16568 cittadini massesi che sono andati a votare, dimostrando senso civico e volontà di esprimere la propria opinione sulle scelte che riguardano la vita ed il futuro di tutti noi.

Li ringraziamo perchè malgrado gli inviti ad allontanarsi dal diritto al voto non hanno mollato e testimoniano la volontà di resistere alla deriva totalitaria che la politica di governo vuole imprimere al paese.

Il M5S non molla, saremo sempre e comunque con i cittadini nella difesa dei diritti e dei beni comuni.

 

Foce del Magliano, acque “scarse”….ma solo a sinistra

1 aprile 2016
Foce del Magliano

Foce del Magliano

E’ passata sotto silenzio la notizia che l’Arpat abbia classificato come scarsa la qualità delle acque alla sinistra del Magliano (a destra possiamo stare tranquilli? l’acqua si blocca in quel punto?).

Da mesi il vice sindaco Berti ci parla della possibilità che abbiamo di raggiungere la Bandiera Blu; anche se non c’era bisogno di questi dati, una volta ancora, vediamo come le bugie hanno le gambe corte. I massesi non hanno bisogno, purtroppo, dei dati Arpat per giudicare la qualità delle nostre acque: basta guardare il mare.

Ci preoccupa però un passaggio della notizia in questione: l’Arpat ha certificato la qualità dell’acqua come “scarsa”, dunque non balneabile, e la Regione, in deroga, ha concesso comunque la possibilità di fare il bagno. Alcune leggi di questo paese non finiranno mai di stupirci ma qui siamo al surreale. E’ come se un esame (Arpat) dichiarasse un paziente (il nostro mare) malato e contagioso, dunque impossibilitato a muoversi, e il medico (Regione) ignorasse l’esame e dicesse al paziente di andare pure che problemi non ce ne sono.

Aldilà della Bandiera Blu, noi pretendiamo innanzitutto per i nostri concittadini una qualità delle acque eccellente. Il Movimento 5 stelle aspetta da tempo che si lavori in questa direzione; ogni proclama demagogico e irreale, come al solito, viene smentito dalla realtà.

Pronto il microcredito M5S per imprenditori e liberi professionisti apuani

25 marzo 2016

12891547_10205889770711378_9187594654367061074_oFinalmente gli imprenditori e i liberi professionisti apuani potranno accedere al microcredito finanziato con i versamenti dei parlamentari del Movimento 5 Stelle, oltre 5.000.000 di Euro dedicati alla Toscana.

Il Movimento 5 Stelle di Massa ha appena definito la filiera di assistenza che permetterà di svolgere al meglio le operazioni di accesso al fondo di garanzia che permetterà ai richiedenti di ricevere finanziamenti fino a 25.000 euro in una sola tranche o fino a 35.000 se presi in due volte.

“Siamo veramente soddisfatti del lavoro fatto dal gruppo di Massa che ha permesso in tempi rapidissimi di definire l’accesso al fondo per i nostri imprenditori e liberi professionisti” così dichiarano i portavoce in Consiglio Comunale Luana Mencarelli e Riccardo Ricciardi che continuano “il nostro territorio ha sofferto una grave perdita di posti di lavoro, con questo contributo potremo sostenere le piccole imprese e le nuove aziende così penalizzate dalla crisi, è una rivoluzione nel modo di far politica”.

Potranno usufruire del microcredito liberi professionisti, nuove aziende, aziende, società cooperative costituite da non più di 5 anni con una situazione debitoria inferiore a 100mila euro e ricavi annui inferiori a 200mila euro non in stato di sofferenza con le banche (quando le Banche non hanno ancora chiesto di rientrare degli scoperti), la restituzione avverrà in 7 anni.
Istituita una casella mail dedicata alla quale rivolgersi per accedere all’assistenza e ad ogni tipo di informazione microcredito@massa5stelle.it

Scopri di più nella pagina dedicata Microcredito Massa

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 5.437 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: