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Estate 2016, spiagge e fondali con marmettola

6 febbraio 2016

marmettola-spiaggiaII tratto di litorale tra Ronchi e Poveromo è da qualche mese interessato da lavori di rinnovo delle barriere a pettine, con un traffico di camion che portano e scaricano massi in mare.
A parte l’inefficacia dimostrata di queste misure sulla risoluzione dell’erosione e l’ingente costo che comportano (si parla di 1 milione e 800 mila euro per realizzare gli interventi), non si può non rilevare come un intervento di questo tipo comporti azioni inquinanti sia dell’arenile sia del mare stesso.

Sono state create delle vie camionabili sulla spiaggia, utilizzando come materiale presumibilmente terra di cava, steso su teli che dovevano, in teoria, rendere removibile il tutto a fine lavori. Le recenti mareggiate però non solo hanno riversato in mare la maggior parte del materiale utilizzato, ma hanno lasciato tracce che si sono solidificate come cemento e questo potrebbe essere indice della presenza di marmettola che però essendo un materiale inquinante, dovrebbe essere smaltito come rifiuto speciale.

Anche i massi trasportati dai camion e buttati in mare sembrerebbero essere sporchi di terriccio, sassetti e marmettola, che eventualmente si depositerebbero sui fondali recando danni all’ecosistema.
Il nostro litorale e il nostro mare dovrebbero essere una risorsa primaria per il nostro territorio e non trattati come una discarica.
Come cittadini dobbiamo pretendere delle risposte. Vogliamo sapere se il materiale utilizzato per creare vie camionabili sull’arenile è idoneo e compatibile con il luogo e se verrà rimosso al termine dei lavori o invece verrà buttato a mare, sempre che non ci pensino prima le mareggiate, e se i lavori sono eseguiti sotto stretta sorveglianza degli organi competenti, verificando giornalmente, che quanto viene portato non contenga materiali inquinanti.

Dopo l’amianto ritrovato nella spiaggia di fronte alle colonie e la marmettola che si riversa nel Frigido ad ogni pioggia, abbiamo il timore che non si stia agendo in tutela del nostro ambiente.
E ci chiediamo inoltre perché utilizzare ancora tanto denaro pubblico in interventi che, data l’esperienza del passato, si sono dimostrati inutili nel fermare l’erosione, forse solo per compiacere i balneari?
Come sempre le domande sulla gestione del nostro territorio sono molte e le risposte che arrivano, se arrivano, sono insoddisfacenti.
Il nostro territorio però grida aiuto dal mare alle montagne e tutti abbiamo il dovere di ascoltarlo perché i danni potrebbero essere senza rimedio.

Mercato: bastava ascoltare gli ambulanti

5 febbraio 2016

raccolta-questionari-mercatoIl Movimento 5 Stelle, unica forza politica a presentare una interpellanza sul tema, aveva messo in discussione la nuova collocazione del mercato settimanale del martedì, ma purtroppo inascoltati. L’obiettivo era quello di lasciare i banchi nel Viale Roma fino al 2017 per trovare la giusta e condivisa sistemazione, in accordo anche con quelle che saranno le obbligatorie direttive Bolkenstein, evidenziando quelle che sarebbero state le conseguenze di questo atto dell’amministrazione. E infatti dopo una prima fase di curiosità, emerge in questi giorni con limpidezza la delusione degli ambulanti.

“Bastava saper ascoltare gli ambulanti – dichiara la consigliera Luana Mencarelli – che avevano mostrato grandi perplessità sullo spostamento e purtroppo anche rassegnazione e sgomento”. Uno spostamento, ricordiamo, che la stessa amministrazione ha definito “temporaneo”, in attesa dell’approvazione del piano del commercio e che inizia a mostrare oggi i suoi limiti ed i costi. “Sono stati già spesi 15 mila euro per allestire il mercato in questa nuova sede, oltre al dispendio delle forze dell’Ordine costrette spesso a presidiare il traffico il martedì mattina – prosegue Ricciardi – ma soprattutto ci preoccupa il futuro del mercato che con tutti questi cambi sta perdendo di attrattiva e le famiglie di ambulanti potrebbero veder morire il loro mestiere storico e tradizionale, trovandosi a dover chiudere e allora i costi sociali sarebbero veramente troppo alti da pagare”.

Visto ciò che è successo a Massa, anche con la graduatoria che alcuni operatori reputano essere “viziata”, il Movimento 5 Stelle si preoccupa anche di cosa succederà al mercato settimanale del venerdì mattina a Marina di Massa. “Noi continueremo ad ascoltare tutti i cittadini, ambulanti e residenti, vigileremo e chiederemo trasparenza e buon senso” – chiosa la consigliera.

400 tonnellate di marmettola filtrate dall’acquedotto, pagano i massesi

1 febbraio 2016

Schermata 2016-01-31 alle 17.06.01Chi inquina paga, questa la posizione del M5S nell’interpellanza depositata nei giorni scorsi dalla consigliera Mencarelli Luana riguardo alle 400 tonnellate di fanghi derivanti dall’attività di estrazione del marmo che ogni anno devono essere depurati per potabilizzare l’acqua dei massesi.

Per essere immessa nell’acquedotto l’acqua proveniente dal canale del Cartaro che scorre sotto le cave sovrastanti gli abitati di Casette e Caglieglia deve subire il passaggio di numerosi filtri, per la precisione 6 a quarzite e successivamente 5 a carbone, mentre l’altra piccola fonte proveniente dalla Brugiana che scorre lontano dal bacino industriale necessita di un solo filtraggio, questo a testimonianza che il potente sistema di filtraggio è funzionale alla scarsa qualità dell’acqua della fonte, dalle analisi fatte risulta che il valore di torbidità è di 1351 quando per essere potabile l’acqua deve essere inferiore ad 1.

La presenza della marmettola nelle acque sorgive è prova evidente che non si adempie al previsto e normato smaltimento in violazione della legge come più volte segnalato da ARPAT e ambientalisti.

Nell’interpellanza la Mencarelli chiede di sapere il costo del filtraggio aggiuntivo dell’acqua che la cittadinanza deve sostenere per renderla potabile e se l’amministrazione intende accollare questo costo ai concessionari delle cave invece che ai cittadini sul principio che chi inquina paga.

La buona scuola….al freddo

27 gennaio 2016

Schermata 2016-01-26 alle 18.57.36Non è ammissibile che nel 2016 ci siano problemi di riscaldamento nelle scuole. Si parla di buona scuola, di tablet, di preside manager e, nel frattempo, alunni, docenti e personale si recano ogni giorno in aule pericolose, fredde e degradate.

La Provincia sta svendendo il patrimonio pubblico ma non riesce comunque a fare una semplice manutenzione. Dove sono finiti i soldi in tutti questi anni? Chi sono i responsabili di questo scempio? Stiamo parlando di riscaldamento nelle scuole, ovvero del minimo sindacale. Anni di malgoverno nazionale e locale stanno lasciando solo macerie.

Come Movimento 5 Stelle Massa chiediamo però che il Sindaco combatta in prima linea su questa vicenda; vogliamo sapere cosa l’Amministrazione comunale ha fatto e sta facendo per porre rimedio a questa situazione. Non vogliamo semplicemente sentire il ritornello della competenza sugli istituti. Sappiamo bene che non è questo il compito degli uffici comunali; ma è altrettanto vero che sono cittadini massesi quelli che ogni mattina sono costretti a rimanere al freddo per colpa della pessima gestione della cosa pubblica.

GAIA, per Volpi tutto bene

25 gennaio 2016

logo-gaiaIl M5S ha presentato la richiesta di una Commissione Speciale d’Inchiesta su Gaia spa, ma il Sindaco ha dichiarato di non capirne il motivo e non viene neppure posta in discussione dal Presidente del Consiglio, come da Regolamento.

“Il consiglio di amministrazione attuale funziona e sta perseguendo con efficienza il disegno strategico ad esso assegnato dall’assemblea e volto al risanamento aziendale e alla ristrutturazione finanziaria” hanno affermato i Soci (cioè i Sindaci delle province di Massa Carrara e Lucca, o i loro delegati) intervenuti all’assemblea di GAIA di mercoledì.
Delle due una: o prima abbiamo buttato via molti soldi pagando lo stipendio a dei consiglieri d’amministrazione, che dalle dichiarazioni attuali si deduce non fossero necessari visto che il Cda di Gaia funziona anche così, o siamo al solito pasticciato compromesso politico, figlio dei litigi interni al PD e ai veti incrociati con i Socialisti, che si sono trascinati anche all’interno del rimpasto di giunta del Comune di Massa diventato ora un caso regionale.

La cosa appare ancora più sorprendente se si guarda la situazione del Presidente di Gaia Lattanzi che appena un mese fa, per la seconda volta, presenta le sue dimissioni, sempre respinte dai Sindaci, proprio perché all’orizzonte si configurava la sostituzione di due consiglieri mancanti; anche in questo caso o a Lattanzi piace giocare a “dare le dimissioni” o vengono taciuti accordi che spiegherebbero i ripensamenti del Presidente di Gaia.

Nel frattempo l’ AIT, senza la minima condivisione e partecipazione, il 14 dicembre scorso ha approvato la Carta dei Servizi di Gaia con cui rimanda ciò che riguarda ritardati pagamenti, morosità e distacchi al Regolamento del Servizio Idrico, le cui linee guida sono state approvate sempre a metà dicembre con il voto favorevole di Volpi e degli altri Sindaci presenti.
Pensate forse siano state inserite le norme per il minimo vitale garantito o il divieto dei distacchi, richiesti anche dal consiglio comunale di Massa? Assolutamente no, anzi.
Considerando anche che l’esposizione debitoria è peggiorata, nonostante l’impennata delle tariffe,
ci sembra ce ne sia quanto basta per confermare l’esigenza della commissione d’inchiesta richiesta dal M5S.

Nel frattempo continua la raccolta firme presso i nostri banchetti per costituire la commissione di inchiesta, venite a firmare!

Ai massesi interessano salute e sicurezza, altro che Bugliani e Nardi contro Volpi!

22 gennaio 2016

Volpi-Nardi-BuglianiL’unica cosa trasparente che il PD riesce a fare è la propria guerra interna. Da tempo il Movimento 5 Stelle sostiene che questa battaglia di poltrone e di carriere sia dannosa per la nostra città. Massa ha bisogno che i suoi rappresentanti in Regione e in Parlamento lavorino per risolvere problemi concreti: la sanità, i fondi per il dissesto idrogeologico, l’accordo di programma ecc…

Invece vediamo l’onorevole Nardi, che dopo averci lasciato un Piano Strutturale disastroso e altre eredità spiacevoli da assessore all’urbanistica, pensa più a prepararsi il campo per il 2018 (candidata sindaco di parte del Pd, Articolo Primo e Arancioni?) che non a lavorare per la nostra zona; il consigliere Bugliani, dalla doppia poltrona, che oltre a fare inutili dissertazioni di giurisprudenza, abbiamo visto più nei manifesti elettorali che in comune.

Il Sindaco Volpi, nel frattempo, dovrebbe arrendersi all’evidenza: il boccone amaro che ha fatto ingoiare ai “civici”, ovvero l’alleanza col PD prima e il tesseramento poi, non ha portato i suoi frutti. Siamo sempre trattati da periferia delle periferie nei palazzi romani; in Regione siamo considerati solamente quando si deve inaugurare un ospedale blindato. Sulle risorse promesse da Firenze per i lavori di messa in sicurezza, il palazzo di via Pisacane, la difesa del suolo si sta facendo una pericolosa retromarcia.

Ci viene un legittimo dubbio: il problema è il patto di stabilità o la vendetta interna al PD? La soluzione però è sempre una: a pagarla sono i massesi.

Regolamento Urbanistico, sbagliato il perimetro

20 gennaio 2016
Sindaco Alessandro Volpi

Sindaco Alessandro Volpi

E’ tempo di dare pubblicità alle osservazioni al RU e tra le 50 presentate dal M5S c’è la rilevazione di macroscopici errori nella “perimetrazione del territorio urbanizzato”, elemento importante in quanto delimita la parte di territorio su cui il Comune decide in autonomia cosa fare, mentre per ciò che ne è all’esterno serve la pianificazione preventiva con la Regione con apposita Conferenza.

Questa perimetrazione, secondo l’osservazione del Movimento, poi sostenuta anche dalla Regione, è stata realizzata in modo non coerente al Quadro Conoscitivo che accompagna il RU, alla legge regionale 65/2015 e al PIT. Nel merito il Settore Pianificazione del Territorio della Regione rileva infatti l’inclusione di “aree presumibilmente attinenti il territorio rurale” in apparente incoerenza con i disposti delle leggi e ritiene sia necessario intervenire sul RU “anche allo scopo di escludere che talune scelte pianificatorie possano generare effetti di discrezionalità”. Il Settore regionale per la Valorizzazione del paesaggio (PIT) è molto più esplicito affermando che “La metodologia di individuazione del perimetro del Territorio Urbanizzato, e di conseguenza del territorio ad esso esterno, non è coerente con i principi del PIT e della legge regionale 65/2014.”

La revisione del perimetro secondo gli indirizzi imposti dalla Regione comporterà una modifica del piano perché la trasformazione in edificabili di quei terreni che nel quadro conoscitivo sono indicati come aree agricole residuali, doveva essere approvata dalla Regione prima dell’adozione dell’atto, quindi dovranno essere stralciati, ma cosa ha inteso la Regione parlando di discrezionalità, forse che i proprietari delle aree “erroneamente” incluse nel perimetro ne venivano discrezionalmente avvantaggiati?

Sia la Regione Toscana che la Provincia hanno presentato osservazione al Regolamento Urbanistico di Massa. In particolare la Regione ha presentato un lungo elenco di richieste di modifiche, di integrazioni e chiarimenti redatti dai vari settori regionali. Dette osservazioni confermano molte delle obiezioni mosse dal Movimento 5 Stelle al Regolamento Urbanistico e la portata delle richieste regionali è tale che obbligherà il Comune a rivedere in modo sostanziale lo strumento adottato. In pratica l’adeguamento alle richieste regionali comporterà una rielaborazione di parti significative del piano e un allungamento dei tempi di approvazione.

Il Sindaco continua a minimizzare e a parlare di contributo accademico da parte della Regione, ma così non è. In realtà il RU è un vero pasticcio!
Sarà nostra cura entrare nel merito di ogni osservazione cercando in questi mesi di creare un dibattito costruttivo con la cittadinanza, anche attraverso giornate di confronto con esperti del settore, affrontando molti argomenti importanti oggetto delle nostre osservazioni e sottoposti al giudizio critico della Regione

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