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Registro tumori, inascoltate da anni le richieste della Mencarelli

6 gennaio 2017
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Luana Mencarelli M5S

“Dal 2015 chiedo, inascoltata, con atti pubblici e articoli che a Massa venga istituito un Registro Tumori certificato AIRTUM, normato dalla legge 221/2012”, dichiara Luana Mencarelli consigliera del M5S. “Proprio in questi giorni un articolo del Fatto Quotidiano riporta alla ribalta la problematica. Oggi se un cittadino volesse sapere dove in Italia si muore di più per cancro non trova una risposta” e, come dimostrato nell’articolo, non è una questione di negligenza o carenza di personale, ma di un’evidente mancanza di volontà.

La rete nazionale dei registri è ancora in alto mare: per adesso sono solo 44 quelli accreditati (con una copertura nazionale al 60 per cento), altri 15 invece sono già in attività, ma aspettano la convalida dell’Airtum (l’Associazione italiana registri tumori). Massa è appunto in quel 20% circa di territorio che non ha neppure cominciato ad interessarsi di tale strumento, una zona come la nostra, martoriata dalla chimica industriale che vede morire continuamente cittadini afflitti dal cancro e che dovrebbe essere in prima fila per l’attuazione del registro, visti i nostri tristi primati della patologia oncologica. Il M5S avrebbe voluto vedere un’amministrazione determinata nel sollecitare e pretendere dalla Asl l’istituzione di questo fondamentale strumento e non accettare che si liquidasse l’argomento con un superficiale “troppo caro”.
Noi crediamo che il registro sia anche strumento indispensabile per la programmazione del territorio. Visto che a breve ci troveremo a dover votare il nuovo regolamento urbanistico, ci spiega il Sindaco con quale consapevolezza può fare scelte di destinazione urbanistica su territori di cui non conosce il grado di criticità oncologica?

Nuovo canile, per ora solo propaganda

5 gennaio 2017

1488250_10202200971258329_2107814771_nE’ giusto in tema di animali fare le giuste precisazioni e siamo d’accordo con gli animalisti che hanno scritto una replica alle dichiarazioni dell’amministrazione pubblicate sui giornali, per ristabilire l’ordine dei meriti in fatto di interessamento al benessere dei cani purtroppo rimasti confinati in un canile rifugio troppo lontano dal nostro territorio, non tanto per ottenere gratitudine, ma anche per un senso di giustizia.

Il M5S appena approdato in Consiglio ha iniziato a cercare informazioni certe e i dati venuti alla luce con la prima interpellanza del 2014 furono che più di 100 cani di Massa erano ospitati in un canile di Correggio, molti dei quali con un ingresso risalente persino al 1998/2000. Da quel momento non abbiamo più smesso di chiedere informazioni e sopralluoghi e il numero di cani ha cominciato a diminuire, soprattutto perché i volontari delle associazioni, che si sono fatte totale carico della “liberazione” di quei cani, si sono visti rimuovere il divieto da parte del proprietario ad accedere al canile, ma purtroppo anche perché i cani biologicamente non sono immortali.

Questa amministrazione non è mai sembrata particolarmente sensibile al tema della tutela del benessere degli animali ed esempio ne è proprio il relativo Regolamento che finalmente si dice verrà portato in approvazione. E’ bene precisare però che fu il primo lavoro svolto dalla commissione appena insediata nel 2013. Quindi dopo 3 anni di rimpallo e stallo siamo ancora alla fase di promessa di definitiva discussione. Altro argomento di interesse è la costruzione di un canile sanitario che così si possa definire con un minimo di dignità. La dotazione di tale struttura per i Comuni non è opzionale, ma obbligatoria per legge e a Massa stanno ancora nascondendosi dietro l’approvazione del Regolamento Urbanistico per poterne procrastinare la realizzazione, per la quale sono previsti, sempre per legge, anche contributi regionali.

Allora chiediamo qualora il Regolamento Urbanistico non fosse approvato il canile non verrebbe mai realizzato? Oppure, ne siamo in qualche modo costretti perché non possono coesistere un canile e un asilo-nido nella stessa area?

Luana Mencarelli Consigliera M5S

Consiglio Comunale su GAIA: una minestra riscaldata

21 dicembre 2016

img_20161216_181157Analizziamo insieme i punti emersi durante il consiglio comunale su Gaia di venerdì 16 dicembre:

  • Le tariffe – secondo Gaia sono le più basse della Toscana –

Le tariffe di Gaia NON sono le più convenienti in Toscana. Nel caso di una famiglia di tre persone con un consumo medio stimato dall’AIT in 150m3 l’anno, sono ben tre gli enti gestori con tariffe più basse di Gaia : Geal (Comune di Lucca), Pubbliacque (Province di Firenze, Prato, Pistoia) e Nuove Acque (Provincia di Arezzo). Situazione simile anche nel caso di utenti singoli: di nuovo Geal e Pubbliacque, insieme a Asa (Provincia di Livorno) hanno tariffe più basse di Gaia. Anche l’analisi del costo medio al m3 elaborato sempre da AIT riserva delle sorprese. Se apparentemente Gaia ha la seconda tariffa più economica, sempre dopo Geal, basta rivedere la tabella al netto dei costi di investimenti per scoprire che Gaia ha uno dei costi al m3 più alti della Toscana. L’evidenza è che in Gaia, con € 426 euro l’anno, si spende il 36% in più rispetto della media nazionale che, secondo un rilievo della Federconsumatori, è di € 276 l’anno. Qual è il risultato di questa politica tariffaria? Che in ambito Gaia, la morosità ha superato il 6% degli utenti, superando di gran lunga la media del Centro Italia che è del 3,9%.

  • I consumi – non siamo spreconi come dice Gaia –

Sfatiamo il dato che i massesi sono spreconi. Secondo un recente rilievo della stessa AIT, una famiglia di tre persone consuma a Massa 157m3 l’anno, quindi molto vicini alla media Toscana stimata in 150m3 l’anno. Ci sono comunque capoluoghi come Pisa e Lucca che consumano più di noi, rispettivamente 162m3 e 171m3 l’anno, ma soprattutto c’è da mettere in rilievo un dato molto importante: la Toscana ha i consumi di acqua pro-capite più bassi d’Italia! Secondo l’ultimo censimento delle acque per uso civile dell’ISTAT, in Toscana, nel 2012, si consumavano 195 litri al giorno a persona (71m3 l’anno) contro i 241 litri al giorno della media nazionale.

Saranno sicuramente più chiari i motivi per i quali quasi due anni fa abbiamo prodotto due ordini del giorno per calmierare le tariffe del servizio idrico e uno dei punti proposti prevedeva proprio di alzare lo scaglione eccedenza, quello che penalizza gli “spreconi”, che oggi parte da 91m3!

  • La migliore gestione del servizio idrico – è fuori da Gaia –

Il modello Gaia non va bene. La gestione di un monopolio naturale come l’acqua, dove la filiera inizia con la captazione dai monti e finisce con la depurazione al mare – pochi km2 – e dove non c’è possibilità di competizione economica tra operatori diversi, deve essere per logica, per buon senso e per economicità a filiera corta, per bacini idrici. Per questo siamo in netta contrapposizione a Volpi, alla sua maggioranza e a parte dell’opposizione – come gli Arancioni – che continuano a difendere Gaia, nonostante non sia conveniente economicamente, nonostante gli alti livelli di morosità che sono indice della raggiunta insostenibilità delle tariffe, nonostante copra un territorio grande come due province intere più tre comuni del pistoiese. Il nostro sospetto è che vogliano mantenere questa situazione solo per il timore di non scoperchiare il pentolone di anni di mala gestione.

Troviamo debole anche la scusa che Gaia vada difesa per conservare il suo status di società “pubblica” ed evitare così l’ingresso del privato che è già presente negli altri sei enti gestori della Toscana. Trattandosi di una società per azioni l’ingresso del privato non è mai scongiurabile, sarebbe quindi opportuno modificare la forma giuridica in un’azienda speciale consortile sul modello di quanto già fatto a Napoli. Ma non basta, quanto prima è necessario mettere mano alla legge regionale che governa il servizio idrico in Toscana e modificare la dimensione dell’ATO, l’ambito territoriale ottimale, che prevede, alla scadenza delle attuali convenzioni di far gestire il servizio idrico di tutta la regione ad una sola società, molto probabilmente Publiacque.

Purtroppo però la nostra proposta di bloccare questo scempio (chiedendo la cancellazione degli articoli 2 e 18 della LR 69/2011) e viceversa di avviare un percorso per uscire da Gaia è stata bocciata dal consiglio comunale di Massa.

  •  Il PD e gli Arancioni – e i copia e incolla –

L’ultimo ordine del giorno proposto da PD e Arancioni è una presa in giro. La proposta di far intervenire la Regione Toscana a sostegno finanziario di Gaia – prendendosi carico di una parte dei costi degli investimenti o ripianando il debito di 75milioni di euro che l’ente gestore ha con i Comuni soci – al fine di ridurre sensibilmente la bolletta dell’acqua, l’ha già proposta il M5S di Massa a inizio 2015 e l’atto di indirizzo è stato approvato all’unanimità! Quindi di cosa stiamo parlando?

La proposta di spostare il costo degli investimenti dalla tariffa alla fiscalità generale era già contenuta nel disegno di legge 2212 – a prima firma della pentastellata Federica Daga – discussa alla camera la scorsa primavera con il risultato che il PD ha cancellato quella norma. Dopo 8 mesi di letargo, il PD locale si sveglia e propone un atto di indirizzo che sembra utile solo per lavarsi la coscienza.

Ma adesso li vogliamo inchiodare alle loro responsabilità, visto che il disegno di legge in questione, pur profondamente stravolto nei contenuti, è dallo scorso maggio all’esame della commissione ambiente del Senato e visto che la maggior parte dei componenti della commissione sono di partiti rappresentanti nel consiglio comunale chiediamo un impegno scritto dei Senatori affinché ripristino la norma che sposta il costo degli investimenti dalla tariffa alla fiscalità generale; tradotto in soldoni si avrà una riduzione della bolletta da un 18% a un 40%.

Nota inviata alla stampa locale

Consiglio Comunale su GAIA

15 dicembre 2016

schermata-2016-12-15-alle-17-42-12Venerdi 16 Dicembre alle ore 18:00 si terrà un Consiglio Comunale straordinario su GAIA.

Sarà presente il Presidente di GAIA Vincenzo Colle e oltre agli organi del Consiglio, avranno diritto di parola anche i Comitati dei cittadini che potranno confrontarsi pubblicamente sui temi più caldi della gestione dell’acqua.

Questo Consiglio aperto ai cittadini arriva dopo molti mesi dalla sua richiesta e potrebbe diventare un importante passaggio  per la salvaguardia dei diritti su uno dei più importanti beni comuni.

Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare.

Grazie ai 22.512 massesi che hanno salvato la Costituzione

5 dicembre 2016

schermata-2016-12-05-alle-02-36-01Il Movimento 5 Stelle di Massa ringrazia i 22.512 elettori massesi che hanno votato No al referendum Costituzionale. Grazie anche a tutti i cittadini che hanno partecipato al voto dando vita ad una grande giornata di democrazia.

La percentuale del NO nel comune di Massa è stata del 59,48% contro il 40,52% del SI, il miglior risultato tra i Comuni capoluogo di Provincia della Toscana.

Siamo veramente felici di aver salvato la nostra Costituzione e consci che ora bisogna lavorare ai problemi reali del Paese e della nostra città.

Pronti a controllare i seggi

1 dicembre 2016
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corso rappresentanti lista

Pronti gli 80 rappresentanti di lista del M5S che andranno a presidiare tutte le sezioni del Comune di Massa durante il referendum costituzionale di domenica prossima.

Due i corsi formativi tenuti presso la sede del MoVimento 5 Stelle di Massa nei giorni scorsi che hanno preparato i volontari al controllo delle operazioni di voto e scrutinio di questa importantissima consultazione.

Vogliamo garantire al massimo il corretto svolgimento delle votazioni” dichiara Riccardo Ricciardi capogruppo al Comune “e sopratutto controllare il conteggio, non desideriamo perdere un solo voto. I nostri rappresentanti sono preparatissimi ad affrontare tutte le situazioni ambigue”.

Il Movimento si augura un corretto e tranquillo svolgimento della giornata elettorale ed invita i cittadini a partecipare informandosi adeguatamente sui contenuti del quesito referendario, la nostra indicazione di voto è NO e siamo disponibili a qualsiasi chiarimento di merito.

Semplici strategie per ridurre il degrado

30 novembre 2016

schermata-2016-11-29-alle-22-51-40La consigliera Luana Mencarelli del M5S ha protocollato un ordine del giorno che propone semplici strategie per ridurre il degrado cittadino, in sintesi ampliare l’orario della Ricicleria e far conoscere meglio il servizio di raccolta degli ingombranti.
L’iniziativa parte dalla constatazione che la trascuratezza e il degrado della città sono dovuti anche al fenomeno dell’abbandono di rifiuti voluminosi sia nelle vicinanze dei cassonetti che lungo le strade, pur essendo una violazione della legge.

Analizzando i servizi di raccolta e recupero degli ingombranti da parte di ASMIU si è potuto verificare che per tali rifiuti è previsto un servizio di raccolta domiciliare su appuntamento a zero spese per l’utente, oppure possono essere conferiti gratuitamente alla Ricicleria.
“La considerazione che abbiamo fatto” afferma la Mencarelli “è che probabilmente molti cittadini non sono a conoscenza di queste opportunità oppure hanno orari lavorativi che gli impediscono di usufruirne. Altrimenti perché una persona dovrebbe faticare per caricarsi una lavatrice in auto per poi scaricarla lungo la strada, quando potrebbe tranquillamente farla ritirare gratis sotto casa?”.

Inoltre molti probabilmente non conoscono neppure l’iniziativa “Più pesi meno paghi” con cui l’utente domestico che conferisce autonomamente gli ingombranti in Ricicleria può ottenere uno sconto in tariffa fino ad un massimo di 25 € all’anno.
Per questo motivo con l’atto che il Consiglio Comunale andrà a discutere, abbiamo proposto di ampliare l’orario in cui la Ricicleria rimane aperta e quello in cui è attivo il prelievo domiciliare, al fine di permettere l’accesso a questi servizi anche al di fuori dei tipici orari lavorativi e promuovere una campagna informativa tramite i canali social e con l’affissione di cartelli ai cassonetti sui servizi gratuiti e gli incentivi.

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