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Consiglio Comunale su GAIA: una minestra riscaldata

21 dicembre 2016

img_20161216_181157Analizziamo insieme i punti emersi durante il consiglio comunale su Gaia di venerdì 16 dicembre:

  • Le tariffe – secondo Gaia sono le più basse della Toscana –

Le tariffe di Gaia NON sono le più convenienti in Toscana. Nel caso di una famiglia di tre persone con un consumo medio stimato dall’AIT in 150m3 l’anno, sono ben tre gli enti gestori con tariffe più basse di Gaia : Geal (Comune di Lucca), Pubbliacque (Province di Firenze, Prato, Pistoia) e Nuove Acque (Provincia di Arezzo). Situazione simile anche nel caso di utenti singoli: di nuovo Geal e Pubbliacque, insieme a Asa (Provincia di Livorno) hanno tariffe più basse di Gaia. Anche l’analisi del costo medio al m3 elaborato sempre da AIT riserva delle sorprese. Se apparentemente Gaia ha la seconda tariffa più economica, sempre dopo Geal, basta rivedere la tabella al netto dei costi di investimenti per scoprire che Gaia ha uno dei costi al m3 più alti della Toscana. L’evidenza è che in Gaia, con € 426 euro l’anno, si spende il 36% in più rispetto della media nazionale che, secondo un rilievo della Federconsumatori, è di € 276 l’anno. Qual è il risultato di questa politica tariffaria? Che in ambito Gaia, la morosità ha superato il 6% degli utenti, superando di gran lunga la media del Centro Italia che è del 3,9%.

  • I consumi – non siamo spreconi come dice Gaia –

Sfatiamo il dato che i massesi sono spreconi. Secondo un recente rilievo della stessa AIT, una famiglia di tre persone consuma a Massa 157m3 l’anno, quindi molto vicini alla media Toscana stimata in 150m3 l’anno. Ci sono comunque capoluoghi come Pisa e Lucca che consumano più di noi, rispettivamente 162m3 e 171m3 l’anno, ma soprattutto c’è da mettere in rilievo un dato molto importante: la Toscana ha i consumi di acqua pro-capite più bassi d’Italia! Secondo l’ultimo censimento delle acque per uso civile dell’ISTAT, in Toscana, nel 2012, si consumavano 195 litri al giorno a persona (71m3 l’anno) contro i 241 litri al giorno della media nazionale.

Saranno sicuramente più chiari i motivi per i quali quasi due anni fa abbiamo prodotto due ordini del giorno per calmierare le tariffe del servizio idrico e uno dei punti proposti prevedeva proprio di alzare lo scaglione eccedenza, quello che penalizza gli “spreconi”, che oggi parte da 91m3!

  • La migliore gestione del servizio idrico – è fuori da Gaia –

Il modello Gaia non va bene. La gestione di un monopolio naturale come l’acqua, dove la filiera inizia con la captazione dai monti e finisce con la depurazione al mare – pochi km2 – e dove non c’è possibilità di competizione economica tra operatori diversi, deve essere per logica, per buon senso e per economicità a filiera corta, per bacini idrici. Per questo siamo in netta contrapposizione a Volpi, alla sua maggioranza e a parte dell’opposizione – come gli Arancioni – che continuano a difendere Gaia, nonostante non sia conveniente economicamente, nonostante gli alti livelli di morosità che sono indice della raggiunta insostenibilità delle tariffe, nonostante copra un territorio grande come due province intere più tre comuni del pistoiese. Il nostro sospetto è che vogliano mantenere questa situazione solo per il timore di non scoperchiare il pentolone di anni di mala gestione.

Troviamo debole anche la scusa che Gaia vada difesa per conservare il suo status di società “pubblica” ed evitare così l’ingresso del privato che è già presente negli altri sei enti gestori della Toscana. Trattandosi di una società per azioni l’ingresso del privato non è mai scongiurabile, sarebbe quindi opportuno modificare la forma giuridica in un’azienda speciale consortile sul modello di quanto già fatto a Napoli. Ma non basta, quanto prima è necessario mettere mano alla legge regionale che governa il servizio idrico in Toscana e modificare la dimensione dell’ATO, l’ambito territoriale ottimale, che prevede, alla scadenza delle attuali convenzioni di far gestire il servizio idrico di tutta la regione ad una sola società, molto probabilmente Publiacque.

Purtroppo però la nostra proposta di bloccare questo scempio (chiedendo la cancellazione degli articoli 2 e 18 della LR 69/2011) e viceversa di avviare un percorso per uscire da Gaia è stata bocciata dal consiglio comunale di Massa.

  •  Il PD e gli Arancioni – e i copia e incolla –

L’ultimo ordine del giorno proposto da PD e Arancioni è una presa in giro. La proposta di far intervenire la Regione Toscana a sostegno finanziario di Gaia – prendendosi carico di una parte dei costi degli investimenti o ripianando il debito di 75milioni di euro che l’ente gestore ha con i Comuni soci – al fine di ridurre sensibilmente la bolletta dell’acqua, l’ha già proposta il M5S di Massa a inizio 2015 e l’atto di indirizzo è stato approvato all’unanimità! Quindi di cosa stiamo parlando?

La proposta di spostare il costo degli investimenti dalla tariffa alla fiscalità generale era già contenuta nel disegno di legge 2212 – a prima firma della pentastellata Federica Daga – discussa alla camera la scorsa primavera con il risultato che il PD ha cancellato quella norma. Dopo 8 mesi di letargo, il PD locale si sveglia e propone un atto di indirizzo che sembra utile solo per lavarsi la coscienza.

Ma adesso li vogliamo inchiodare alle loro responsabilità, visto che il disegno di legge in questione, pur profondamente stravolto nei contenuti, è dallo scorso maggio all’esame della commissione ambiente del Senato e visto che la maggior parte dei componenti della commissione sono di partiti rappresentanti nel consiglio comunale chiediamo un impegno scritto dei Senatori affinché ripristino la norma che sposta il costo degli investimenti dalla tariffa alla fiscalità generale; tradotto in soldoni si avrà una riduzione della bolletta da un 18% a un 40%.

Nota inviata alla stampa locale

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