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Il regolamento sugli Agri Marmiferi deve essere discusso con i cittadini

18 novembre 2016

apli-apuane-e1301908978394“Avevamo chiesto più volte dove fosse il Regolamento sugli Agri Marmiferi” dice la consigliera del M5S Luana Mencarelli. Il Comune di Massa infatti doveva redigerlo in ottemperanza alla Legge regionale, entro il 31 Ottobre 2016, prorogato al 30 Novembre dello stesso anno, “poi casualmente l’assessore Berti, rispondendo ad una nostra interpellanza in materia, dice che l’Università di Siena ne ha consegnato una bozza proprio questa settimana ed ora dovrà essere messo a conoscenza delle commissioni e approvato”.

Non è tanto il rispetto della data di emanazione che ci preoccupa quanto i tempi strettissimi e quindi il fatto che a questo lavoro non sarà offerta una reale possibilità di partecipare a coloro che dovrebbero essere riconosciuti come i più importanti interlocutori, ovvero i cittadini. I monti che vengono fatti a pezzi e venduti, con l’autorizzazione delle amministrazioni, sono infatti un patrimonio collettivo inalienabile, ma nessuno si è mai preoccupato di chiederci se siamo d’accordo a vederle velocemente sparire sotto i colpi voraci dell’ultima tecnologia. E’ riconosciuto dagli organi competenti come l’attività estrattiva abbia una diretta connessione con il dissesto idrogeologico e l’inquinamento delle nostre falde acquifere, con le conseguenze che conosciamo e i costi che sosteniamo.

Per questo “avevamo chiesto da tempo all’amministrazione e a tutela di tutti, di condividere la stesura di questo documento almeno con gli ambientalisti, cittadini con la competenza e passione per la tutela del nostro territorio” continua la Mencarelli. La condivisione e l’ascolto non sono stati realizzati e il silenzio sul regolamento preoccupa molto il M5S, perché di contro gli imprenditori hanno fatto invece sentire la loro voce, capace di modificare anche il Piano di indirizzo regionale, e attraverso promesse di posti di lavoro hanno avanzato richieste con ottime probabilità di essere accettate.

“Ricordiamo ai cittadini che anche ai tempi della Farmoplant la politica con i ricatti occupazionali zittiva, di fronte alla città, la protesta degli ambientalisti, a cui purtroppo la storia ha però dato poi ragione, per cui vi chiediamo di alzare gli occhi sui nostri monti e chiedervi se ritenete accettabile che la nostra opinione non venga richiesta mentre le montagne cambiano la loro forma e profilo, privandole, anche nei loro ventri, di blocchi che mai si rinnoveranno”.

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