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Aumentano le malformazioni, ma il registro tumori non si fa

10 ottobre 2016

Schermata 2015-03-30 alle 18.22.09Ecco che ci risiamo a parlare di allarme crescita annuale dell’incidenza dei tumori e del tasso di malformazioni fetali rilevato nel nostro territorio che pone la nostra media seriamente più in alto di quella nazionale. “Non so se mi indigna di più chi risponde a questi dati con mere chiacchiere o chi gli crede” dice la consigliera Mencarelli, infatti quando nel 2015 il M5S presentò un atto per l’istituzione di un Registro Tumori di Massa, le risposte, non solo arrivarono con 9 mesi di ritardo e dopo un esposto in Procura, ma ebbero la consistenza di ogni risposta data in merito alla sanità: solo parole.

Il Decreto Legge 179 del 2012 fissa, tra le altre cose, anche l’adozione dei sistemi di sorveglianza nel settore sanitario, tra cui i Registri Tumori, con lo scopo di registrare e caratterizzare tutti i casi di rischio per la salute, di una particolare malattia o di una condizione di salute rilevante in una popolazione definita. Allora fu risposto anche che quella del M5S era una richiesta inutile perché il registro esisteva già secondo la dottoressa Viviani, dimenticando di specificare che l’area coperta dal tipo di registro che chiedevamo riguarda le zone di Firenze e Prato, dato consultabile nel sito della Regione, e che il progetto a cui faceva riferimento l’epidemiologa “è ancora in fase autorizzativa, quindi non c’è nulla di certo” ad inizio 2016.

La registrazione dei tumori non viene effettuata in modo sistematico in tutta Italia; solo il 51% della popolazione è coperto da un registro accreditato di popolazione e solo nelle aree dove c’è un registro i tumori vengono contati uno a uno, e Massa non è tra quelle. Per il resto del territorio si procede in modo diverso: si producono stime statistiche a partire dai dati di incidenza delle aree coperte e dai dati di mortalità forniti dall’Istat. Per cui se è vero che sappiamo in quanti si ammalano e in quanti muoiono o sopravvivono all’insorgenza di un tumore in termini generali nella nostra zona, è altrettanto vero che non conosciamo la chirurgica corrispondenza territoriale.

Le informazioni raccolte dal tipo di registro accreditato AIRTUM che il M5S richiedeva, includono invece il tipo di cancro diagnosticato, il nome, l’indirizzo, l’età e il sesso del malato, le condizioni cliniche in cui si trova, i trattamenti che ha ricevuto e sta ricevendo e l’evoluzione della malattia. “Tutto questo avrebbe dato la possibilità di capire in quali zone del nostro territorio, con la precisione di via e numero civico, si originano il maggior numero e quali patologie tumorali e avremmo potuto indagarne seriamente il perché, arrivando a dati certi e non a ciò che può essere catalogato come confabulazioni astratte”. Questi dati, come già sostenuto, sarebbero stati decisivi e indispensabili per tracciare coscientemente l’utilizzo futuro delle varie zone del nostro territorio relativamente alle destinazioni urbanistiche attribuite con la massima sicurezza.

Questa iniziativa avrebbe potuto permettere di agire sull’insorgenza di tumori, ma è stata invece ritenuta troppo costosa, forse è più economico somministrare chemioterapia, oppure è più importante utilizzare questi dati come arma di ricatto quando il “reggente” Renzi dice, senza vergognarsene, che se vince il SI al referendum costituzionale ci saranno più farmaci oncologici per tutti!

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