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GAIA, per ora solo promesse

26 settembre 2016

schermata-2016-09-26-alle-08-13-52Nella giornata della manifestazione a favore dell’acqua pubblica e in appoggio alla protesta della contestazione delle bollette, GAIA, con un gran colpo di teatro, dichiara di non effettuare distacchi agli indigenti e di aver intenzione di portare in discussione all’AIT la possibilità di utilizzare i riduttori di flusso per i cittadini che non pagano la bolletta, garantendo quindi l’erogazione del minimo vitale

Vero è però che l’aiuto agli indigenti non è una novità e riguarda solo coloro che accedono ai servizi sociali, mentre la novità dell’applicazione dei riduttori di flusso sembrerebbe prevedere il costo a carico dell’utente moroso, già in evidente stato di difficoltà, ed inoltre per un periodo molto limitato di tempo, dopodiché se il cittadino non sarà in grado di pagare la bolletta, oltre al costo del riduttore di flusso e gli altri oneri aggiuntivi, si procederà al distacco del contatore.

In tutto questo il sindaco Volpi dov’è? Il sindaco sta dimostrando di essere più fedele ai dettami e ai progetti di privatizzazione del PD che alla tutela dei diritti dei cittadini, perché una sua ordinanza avrebbe dato una risposta immediata e certa. Aprire una discussione in AIT infatti non garantisce una risposta favorevole e in tempi brevi oltre al determinante fatto che non sancisce il riconoscimento dell’Acqua come bene comune.

Il mancato distacco non deve essere un “regalo” fatto da Gaia, ma la legittimazione del principio che l’acqua è di tutti e non di una società per azioni o di sindaci che lucrano sulle difficoltà dei cittadini per equilibri di bilancio. I comitati avevano fatto una richiesta ben precisa al sindaco Volpi, di emettere un’ordinanza contro i distacchi che tutelasse TUTTI i cittadini massesi, senza vincoli e condizioni.

Le promesse di Gaia quindi rappresentano solo un piccolo passo, lontane però dal considerarsi una vittoria, viste soprattutto alla luce dell’imminente nuovo aumento del 5% delle tariffe, che a Massa potranno superare anche il 10%, pertanto se alla politica chiediamo di dare seguito agli ordini del giorno approvati quasi due anni fa per calmierare le tariffe ed evitare i distacchi, l’invito che facciamo ai cittadini è di continuare la battaglia con determinazione, sostenendo i comitati impegnati in questa impresa perché non basta la firma di una petizione.

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