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Casa della Salute o Favola della Salute ?

23 settembre 2016

casa-della-saluteLa Dirigente De Lauretis inizia raccontando una sanità da favola, tutto è perfettamente funzionante, il Noa è il meglio che potevamo sperare, tanto che riesce ad effettuare un altissimo numero di interventi, il Pronto Soccorso è efficiente e “ricovera il giusto”, come se la quantità fosse parametro di qualità. Ricordiamo alla dirigente che se non ci fosse stato lo sforzo congiunto degli operatori di adeguarsi ad una struttura deficitaria, non si sarebbero raggiunti i numeri da lei erogateci e che per raggiungere livelli ottimali si dovrebbe appunto pensare di mettere tutto il personale in condizioni di lavorare bene e non invece rincorrere sempre e solo un risparmio fatto di tagli.

Il territorio non era pronto a questo cambio radicale dei servizi sanitari imposti da una riforma fasulla che non ha pensato assolutamente agli utenti, scaricando infatti proprio su di loro ogni costo e disservizio. A detta della direttrice generale “le linee di finanziamento per le case della salute non ci sono”, quindi mancano le risorse per realizzare il progetto completo, che comunque prevedendo la realizzazione di solo 120 Case della Salute in tutto il territorio toscano, ne avrebbe lasciato scoperto gran parte. Ciò significa che non tutti i cittadini avranno uguale servizio, tanto più che la stessa De Lauretis ha ammesso che il progetto Case della Salute è da considerarsi ancora “sperimentale” , ovvero dopo dieci anni e soldi pubblici spesi ancora devono capire come attuarlo.

A Massa abbiamo sessanta medici di famiglia, per ora solo cinque sono stati sistemati all’interno della Casa della Salute e in base alle risorse pochi altri troveranno spazio all’interno di queste strutture, quindi non tutti i cittadini massesi potranno godere dei servizi aggiuntivi previsti.

Le liste d’attesa parlano da sole continuando ad allungarsi e costringendo ad accedere a prestazioni private, ovviamente solo chi può permetterselo. In base ai dati tratti dal sito della Asl al 30 Agosto 2016, hanno raggiunto termini insostenibili, 322 giorni per un’ecografia, e sono tra l’altro drasticamente peggiorati dal 2015 nonstante tre anni fa siano stati spesi soldi pubblici per risolvere quella che già era una piaga. Dal censimento dell’operatività risulta però che molti macchinari non siano utilizzati al massimo delle loro possibilità per indagini di sanità pubblica, ma che gli stessi infatti, in orari e giorni che potrebbero essere utilizzati per potenziare il servizio pubblico, siano utilizzati dagli specialisti che lavorano privatamente (Intramoenia), costituendo un doppio guadagno per l’Asl e un costo per i pazienti. È un dato di fatto che una macchina per Risonanza Magnetica sia persino stata abbandonata dentro il vecchio ospedale.
Ci chiediamo se interessi veramente trovare una soluzione a questo problema!

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