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A Massa chi inquina non paga

17 agosto 2016

2015-06-25-1435260887-2132043-IMG_0685In questi ultimi giorni, data l’allerta dei cittadini di Alteta per un forte odore del famigerato “Rogor” prodotto proprio su quel sito e ricondotto a degli scavi eseguiti in quell’area, si è tornati a parlare di bonifica in questo territorio avvelenato. Qualche tempo fa l’assessore Berti attraverso la stampa ha divulgato l’intenzione, il costo e i contributi riconosciuti per dare inizio a questa operazione.

Non è stato detto però che non sono state stanziate le risorse necessarie per mettere in sicurezza l’intero territorio, infatti si partirà dall’area interessata dal progetto del nuovo palazzetto dello sport, utilizzando i soldi pubblici anche per bonificare aree private di cui non abbiamo alcuna speranza di rientro in quanto la Provincia, dice il sindaco, non è riuscita a rintracciare i proprietari o la loro volontà a pagare il conto, quindi al mantra “Chi inquina paga”, sarebbe più onesto aggiungerci un “forse” o “dipende da chi”.

Nessuna spiegazione neppure al riguardo della scelta della tecnica di bonifica, ovvero raschiare via le terre dell’intera area individuata per un metro di profondità e portarle altrove. Non si sa se fosse la strategia migliore, visto che ne esistono altre di “digestione” naturale degli inquinanti, ma non sono stati presentati studi specifici. Dove saranno poi portate le terre inquinate non è dato di sapere, a casa di qualcun altro che potrebbe essere anche la vicina Montignoso, nella discarica di cava Fornace, già oggetto di numerosi dubbi di legittimità e posta al di sopra di una falda acquifera importante.

Nessuna meraviglia però quando a prendere le decisioni e ad elargire autorizzazioni è una regione PD, che spende i nostri soldi in progetti di bonifica, ma non ha avuto dubbi quando ha accolto la richiesta della società Programma Ambiente di sversare nella nostra fognatura urbana lo “scolo” della discarica sopracitata, oppure quando avvalla, senza la valutazione di impatto sull’ambiente (VIA), l’installazione di una centrale a biomasse, parente stretta dell’inceneritore, ad Alteta, la parte del territorio massese già straziata dall’inquinamento chimico. Oppure quando permette di progettare l’installazione di un numero elevato di micro centrali idroelettriche a carico del nostro fiume Frigido, anch’esse senza VIA perché ogni singolo impianto è al di sotto dei 220 kw, non tenendo conto che ognuno di essi necessita comunque di infrastrutture, e sono 5 quelle già esistenti, oltre a quella enorme della Filanda di Forno e 7 quelle in attesa di autorizzazione. Sembra proprio che la Regione scriva leggi per aggirare se stessa, ma il danno è tutto dei cittadini.

Nessuno sembra poi voler parlare della “discarica” Sabed, permanentemente stoccata in area ex Bario, di tutte le altre discariche e dei 70 depositi antropici scovati con la tecnologia Lidar e dei siti potenzialmente utilizzabili come discariche indicate nel RU della nostra città.
Questo territorio ha assoluto bisogno di uno scrupoloso studio sull’impatto ambientale generale e totale già subito, sulla base del quale stabilire chiaramente quanto ancora possa sopportare e su quella base decidere cosa ancora possa essere autorizzato, perché è la somma di tutti gli insulti che genera la salubrità e la vivibilità di un luogo e non solo la dimensione dell’agente stuprante.

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