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Acqua pubblica. Cari partiti, dentro o fuori?

16 giugno 2016

acqua_pubblica2Massa è diventata la “capitale” del dibattito sul tema dell’acqua, almeno per quanto riguarda il nord toscana. Per questo c’è da riconoscere il gran lavoro fatto dai comitati civici sia in termini di sensibilizzazione che di mobilitazione. Del resto una fila di leggi scellerate, nate con il governo Berlusconi e, se possibile, peggiorate dai suoi colleghi Monti, Letta e Renzi, hanno prodotto un sistema tariffario insostenibile che in Toscana è purtroppo accentuato da una legge fatta altrettanto male, questa volta promossa da Enrico Rossi. E’ chiaro quindi che il problema degli aumenti della bolletta dell’acqua e della mala gestione del servizio idrico è di carattere prettamente politico.

Come Movimento 5 Stelle ribadiamo allora una serie di proposte da portare avanti nei diversi livelli istituzionali:
1) Indaghiamo con un’apposita Commissione Speciale GAIA Spa affinché emerga in modo chiaro la natura dei debiti.
2) Facciamo intervenire la Regione Toscana a supporto finanziario di GAIA, come prevede la LR 69/2011, almeno per quanto riguarda i debiti che ha maturato nei confronti dei comuni; in questo modo eliminiamo le partite pregresse e riduciamo le bollette.
3) Ripristiniamo all’interno della Legge 2212-A gli articoli abrogati alla Camera che permettevano di spalmare una parte della bolletta nella fiscalità generale.
4) Chiediamo alla Regione Toscana di spostare una parte delle opere idriche che incidono sulla bolletta di GAIA nel Piano Ambientale Energetico Regionale ottenendo così un ulteriore risparmio in bolletta
5) Riappropriamoci del controllo diretto da parte dei cittadini del servizio idrico integrato portando la gestione ad una dimensione locale (dei comuni) e trasformando l’attuale S.p.a. in azienda speciale: si può fare sia intervenendo sulla Legge regionale 69/2011 che ripristinando gli articoli originali della Legge 2212.

La bolletta e la gestione dell’acqua è una questione politica, quindi invitiamo i vari partiti a dire chiaramente se appoggiano queste proposte che troveranno una forte opposizione di chi ha deciso di svendere la nostra acqua a società come ACEA e IREN che vantano tra i loro azionisti banche, multinazionali e palazzinari.

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  1. Nicola Cavazzuti permalink
    16 giugno 2016 19:28

    Come Rifondazione Comunista riteniamo che le proposte siano condivisibili e debbano però essere ulteriormente declinate. Per il punto 3 noi riteniamo che debbano essere le spese per infrastrutture da ripartire nella fiscalità generale: senza di queste continueremo ad avere bollette elevate e acquedotti non adeguati. Condividiamo la battaglia per l’approvazione della legge 2212-A nella sua versione originale. Riteniamo importante rivedere gli ambiti di gestione idrica, oggi troppo vasti e a vantaggio esclusivo delle società multinazionali: reputiamo però si debba ragionare per bacini idrografici e non per singoli comuni, come tra l’altro dal M5S richiesto di recente in consiglio regionale e previsto dalla proposta di legge nazionale. In più riteniamo che il modello di tariffazione, nato sotto il governo Monti, bipartisan, debba essere profondamente rivisto nella sua impostazione che non deve guardare esclusivamente alla salvaguardia del capitale investito e delle banche che lo garantiscono, ma alla garanzia del servizio, prevedendo forme di compensazione sulla base dei consumi per permettere l’erogazione dei minimi vitali riconosciuti a livello internazionale.

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