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L’acqua che ci piace

26 maggio 2016

IMG_20160525_180358La politica che piace ai 5 stelle: ascolto dei problemi che arrivano dai cittadini, confronto franco e puntuale su tutte le possibili proposte per risolverli; potremmo sintetizzare con queste poche parole l’incontro che si è tenuto ieri con il Comitato “Acqua alla gola” in merito al caro bollette e all’uscita da Gaia.

Se da un lato è emerso che alcune delle soluzioni prospettate dal comitato sono già patrimonio del consiglio comunale di Massa grazie a due ordini del giorno del M5S approvati addirittura oltre un anno fa, dall’altro si capisce che la politica che ha i numeri, quindi la maggioranza, per fermare ed invertire l’impennata dei costi del servizio idrico, non stia facendo nulla, o peggio, disattendendo anche gli indirizzi già approvati fino ad arrivare, in parlamento, a tradire l’esito referendario del 2011.

E’ stato infatti sottolineato come a parole, alcuni sindaci come Volpi e Zubbani, chiedano che una parte dei costi che incidano sulla bolletta, come gli investimenti delle infrastrutture, finiscano nella fiscalità generale – identica richiesta avanzata dai comitati – ma che nei fatti, in parlamento, gli stessi partiti che li sostengono, votano contro a questa ed altre proposte per ridurre le tariffe. In regione Toscana solita scena: si approva a Massa come a Carrara un atto per evitare i distacchi e garantire un minimo vitale gratuito di 50 litri a persona e il consiglio regionale boccia la stessa mozione presentata dal M5S.

Non ci si può quindi lamentare se i cittadini si organizzano per protestare in modo gentile, ma altrettanto fermo e deciso, e in questo senso il M5S si schiera dalla parte del Comitato garantendo, come fatto fino ad oggi, non solo di evitare qualsiasi ingerenza o strumentalizzazione, ma di farsi promotore all’interno delle varie istituzioni, di ogni tipo di atto, anche scritto da altre forze politiche, che vada nella direzione di ridurre i costi della bolletta, di garantire che il servizio idrico sia assicurato a tutti e gestito a livello locale, pubblico e partecipato dai cittadini. Abbiamo un modello funzionate in Italia, ABC di Napoli, Azienda speciale interamente pubblica, 8 milioni di utili da reinvestire completamente nel miglioramento delle infrastrutture, e bollette meno care di Gaia di oltre il 40%. Perseguiamo quel modello, cambiando le leggi toscane se necessario.

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