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Abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità?

28 aprile 2016

fef_loc_bozzaDagli anni ’80 il nostro debito pubblico cresce in maniera inarrestabile. Ad oggi ha sfiorato la cifra stratosferica di 2.215 miliardi di euro. Un macigno che pesa su ogni italiano, neonati compresi, per 36.500 euro. Nonostante anni di politiche governative fatte di tagli e privatizzazioni, il problema sembra non trovare una soluzione. Una campagna mediatica martellante indica, ormai da anni, proprio in questo enorme debito la causa della crisi che stiamo attraversando: la peggiore nella storia del nostro paese.

E’ chiaro abbiamo vissuto, sperperando, sopra le nostre possibilità. Siamo, è evidente, delle inguaribili cicale del sud, anzi dei maiali, dei PIGS.
La strada che ci viene indicata dalle autorità europee e dagli economisti mainstream è quella di una giusta e severa austerità. Dobbiamo rimediare alle nostre colpe con tagli, privatizzazioni e tasse.

Ma questo tipo di analisi storico-economica con relativa cura è giusta? Il nostro debito pubblico è veramente un problema così grande? Oppure viene utilizzato, arbitrariamente, come pretesto per giustificare un pianificato azzeramento dello stato sociale?

2 commenti leave one →
  1. roberto del sarto permalink
    28 aprile 2016 11:05

    I CRITERI DI ANALISI E I RELATIVI RIMEDI VIAGGIANO IN ACCOPPIATA ,PERTANTO E’ CERTO CHE ANDIAMO VERSO LA POVERTA’ , QUELLA POVERTA’ DI CUI VEDIAMO GLI EFFETTI TRASFORMATA IN MISERIA E INFERNO .
    IMMIGRAZIONE , MALATTIE, FAME SONO IL CONTRAPPESO DEL NOSTRO BENESSERE , QUINDI E’ GIUSTO CHE SI DEBBA PROVARE A CAPIRE , A PRENDERE COSCIENZA DI CIO’ CHE SIAMO DESTINATI A DIVENTARE . MA ATTENZIONE , QUESTO ACCADRA’ SECONDO I PRINCIPI E LE REGOLE ECONOMICHE CHE HANNO CONDOTTO LE DANZE , CON I DIRETTORI DI ORCHESTRA , COLONNELLI E GENERALI DELLA ECONOMIA E DELLA POLITICA GLOBALE , CHE NON CONOSCONO IDENTITA’ E/O TERRITORIALITA’. IN QUESTO SENSO SIAMO TUTTI UGUALMENTE SUPERFLUI O LO DIVENTEREMO PRESTO .
    AGGIUNGO PER L’ENNESIMA VOLTA CHE LA QUESTIONE STA NELLE RISORSE CHE SONO LA SOMMA DELLA COMPONENTE UMANA E DELLA COMPONENTE NATURALE AMBIENTALE , E LA EQUAZIONE DEVE NECESSARIAMENTE A PORTARE UN RISULTATO DI EQUILIBRIO . COSA SIGNIFICA ? CHE IL DEBITO PUBBLICO E’ UNA QUESTIONE DA TRATTARE CON ALTRI FONDAMENTALI , NON DA CURARE MA DA TRASFORMARE IN RISORSA OVVERO CIO’ CHE OGGI E’ FATTORE DI CRITICITA’ DEVE ESSERE TRASFORMATO IN RISORSA . LA TERRA E’ LA NOSTRA RISORSA , E NON SOLO L’ULTIMO ATTO A CUI SIAMO TUTTI INDIFFERENEMENTE DESTINATI , MA LA TERRA E’ ANCHE CIò CHE ABBIAMO ARTIFICIALMENTE COSTRUITO E CHE DOBBIAMO METTERE A DISPOSIZIONE QUALE RISORSA COLLETTIVA .
    NON SI TRATTA DI UTOPIA O VISIONARIO SCENARIO , SI TRATTA DELL’UNICO CHE VEDO POSSIBILE . RIPETO ANCORA UNA VOLTA CHE IL “CAPITALE” E’ DESTINATO ALLA AUTODISTRUZIONE , MA PRIMA DI ARRIVARE ALLA FASE TERMINALE PROVERA’ A FARE TERRA BRUCIATA , COME DEL RESTO STA ACCADENDO DA PARECCHIO TEMPO , ATTRAVERSO GUERRE SUBDOLE , LASCIANDO SPAZI PER ATTENTATI , ALIMENTANDOSI ,DA PARASSITA, DEI PARASSITI PIU’ O MENO INCONSAPEVOLI , ATTORI DI UNA SCENA DI CUI NON CONOSCONO IL FINALE .
    TORNANDO CON I PIEDI PER TERRA , GIUSTO QUELLO CHE DOBBIAMO FARE , OVVERO GUARDARCI INTORNO E CAPIRE CHE LA PROSPETTIVA E LA EVOLUZIONE DEVE MANIFESTARSI ATTRAVERSO ESEMPI ED AZIONI ALTERNATIVE ALLA “COMPETITIVITA’ “. LE PROPOSTE DEVONO ESSERE DEL TERRITORIO , DELLA POLITICA DEL TERRITORIO CHE PUò COSTITUIRE L’ESEMPIO ED IL FATTORE DI SOMMA DELLA TRASFORMAZIONE , DELLA EVOLUZIONE MA ATTENZIONE NON DELLO SVILUPPO.

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  2. roberto del sarto permalink
    28 aprile 2016 11:21

    RIPROPONGO QUALCOSA CHE CREDO DI AVER MESSO A DISPOSIZIONE IN PASSATO

    TERRITORIO

    Amministrazione locale Cittadini
    Struttura tecnica
    Struttura amministrativa e politica Struttura sociale economica
    Politica-tecnica

    ATTO CONOSCITIVO
    QUADRO CONOSCITIVO
    STRUMENTO PIANO STRUTTURALE

    AZIONI

    Partecipazione
    MAPPATURA DELLE RISORSE – MAPPATURA DELLE CRITICITA’

    PROPOSTE , SCELTE E SCENARI EVOLUTIVI CONDIVISI TALI DA GARANTIRE UNA AZIONE LOCALE VOLTA ALL’INTERVENTO SULLE CRITICITA’ MEDIANTE RISORSE PROPRIE DEL TERRITORIO SIANO ESSE GIA’ ATTIVE , POTENZIALI O DA RIATTIVARE

    ORGANO REGIONALE
    REGIA E COORDINAMENTO DELLE STRATEGIE EVOLUTIVE DEI SISTEMI TERRITORIALI MEDIANTE ACQUISIZIONE DEI QUADRI CONOSCITIVI DELLE PROPOSTE EVOLUTIVE DELLE REALTA’ TERRITORIALI , COORDINAMENTO DELLE INTERAZIONI CON L’ABBATTIMENTO DEI CONFINI / PERIMETRI AMMINISTRATIVI
    AMBITO LOCALE ANALIZZATO SU AREA VASTA
    L’azione tende a coordinare le risorse locali in modo tale da evitare repliche o cloni che incidano sull’uso del suolo attraverso l’inurbamento ( esempio zone industriali artigianali diffuse, zone commerciali etc etc )
    La mappatura delle “risorse” consente di individuare e pianificare strategie evolutive di lungo periodo favorendo un recupero organico dell’uso del territorio fino anche a prevederne la trasformazione urbanistica.
    Favorire la mobilità delle risorse umane

    STRUMENTI
    PIANI STRUTTURALI + PIANO DI INDIRIZZO TERRITORIALE REGIONALE

    PROSPETTIVE EVOLUTIVE
    INDIVIDUAZIONE DEGLI SCENARI

    ORGANO NAZIONALE LO STATO
    REGIA SULLE STRATEGIE EVOLUTIVE DI AREA VASTA E DEI SETTORI COORDINATI ED INTERAGENTI – SOCIALE-ECONOMICO -AMBIENTALE , TEMI QUALI LA SICUREZZA,LA SALUTE ,LA CULTURA

    ATTIVITA’ DI COORDINAMENTO ATTRAVERSO ATTIVITA’ LEGISLATIVA DELLE SCELTE E DELLE STRATEGIE EVOLUTIVE

    COORDINAMENTO DIRETTO CON LE REGIONI ATTRAVERSO LA STRUTTURA DEI RAPPRESENTANTI DELLE REGIONI AL PARLAMENTO (EX SENATORI)

    COORDINAMENTO CON GLI STATI DELLA COMUNITA’ EUROPEA ATTRAVERSO L’OFFERTA DELLE POTENZIALITA’ PROPRIE DELLE REALTA’ TERRITORIALI , CON UN REALE SUPERAMENTO DEI CONFINI E LIMITI POLITICO AMMINISTRATIVI STABILENDO RUOLI E AZIONI PROIETTATE A VALORIZZARE , EQUILIBRANDO , I RAPPORTI DI SCAMBIO DELLE RISORSE.
    Anche in questo caso occorre favorire la migrazione delle risorse umane che significa una evoluzione della struttura sociale seguendo un indirizzo quanto più lontano dal concetto di competitività ma favorendo in tal senso uno scambio di esperienze a tutti i livelli – economici culturali sociali etc etc
    La trans-nazionalità come valore aggiunto al coordinamento delle risorse su scala europea

    EDILIZIA
    CONTENUTI E STRATEGIE

    NON PIU’ SETTORE SPECULATIVO MA RISORSA CHE INCIDE SULLE CRITICITA’
    EVOLUZIONE DELLE PECULIARITA’ TERRITORIALI SEGUENDO IL PERCORSO STRATEGICO DELLE AZIONI VOLTE A VALORIZZARE LE RISORSE PROPRIE CHE NECESSARIAMENTE DEVONO INCIDERE SULLE CRITICITA’
    RISORSA COLLETTIVA GENERATA DAL PROCESSO DI ANTROPIZZAZIONE DEL TERRITORIO
    CONTENUTI DELLA ANTROPIZZAZIONE

    AZIONE COMPLESSA DELL’UOMO NEL TERRITORIO

    IL RIUSO NEL PROCESSO DI ANTROPIZZAZIONE

    AZIONE DI RECUPERO DEL TERRITORIO CON L’OBIETTIVO DEL RIEQUILIBRIO CON LA NATURALITA’ E L’AMBIENTE SECONDO STRATEGIE EVOLUTIVE CONDIVISE
    QUALITA’ DELLA VITA
    SERVIZI -SICUREZZA-SOCIALITA’-SANITA’-CULTURA ETC ETC
    ACCESSO ALLA QUALITA’ DELLA VITA CONSENTITO A TUTTA LA STRUTTURA SOCIALE SUPERANDO LE POSIZIONI DI PRIVILEGIO E L’ATTUALE GHETTIZZAZIONE SOCIALE

    EDILIZIA
    RISORSE

    FONDO DI INVESTIMENTO SOCIALE
    IL CREDITO PER INTERVENTI EDILIZI PROIETTATI QUALE RISORSA DELLA COMUNITA’
    GLI INTERVENTI INFRASTRUTTURALI STRATEGICI AL MIGLIORAMENTO DEI SERVIZI , ATTUATI MEDIANTE FINANZIAMENTO DEI CITTADINI INTESO QUALE FINANZIAMENTO DELLA COMUNITA’ ED IN TAL SENSO PUBBLICO .
    FONDI DI INVESTIMENTO SU INTERVENTI MA ANCHE SU PROGETTI DI RIGENERAZIONE E RECUPERO DI REALTA’ NON SOLO EDILIZIE QUALE AD ESEMPIO LA CANTINA SOCIALE ( PER IL COMPARTO AGRICOLO) MA ANCHE LE ATTIVITA’ ARTIGIANALI DI TRASFORMAZIONE DELLE RISORSE PROPRIE DEL TERRITORIO MA ANCHE CONNESSE ED INTERAGENTI CON LE STRATEGIE EVOLUTIVE CONDIVISE. IL PROGETTO CASA AD ESEMPIO PORTEREBBE ALLA CREAZIONE DI ALLOGGI NON SOGGETTI AL PROCESSO SPECULATIVO DEL MERCATO MA ESCLUSIVAMENTE FRUTTO DEL PROCESSO PRODUTTIVO ( TRASFORMAZIONE , RESTAURO , SOSTITUZIONE ETC ETC ) E GRAVATE PERTANTO DEGLI ONERI DEL LAVORO UMANO .
    LA PARTECIPAZIONE DEL CITTADINO AVVIENE CON UN FINANZIAMENTO PER QUOTE CON INTERESSI RICONOSCIUTI E GARANTITI SULLA BASE DEI RENDIMENTI DEI TITOLI DI STATO , SI TRATTA DI UN CONTRIBUTO CON PREMIALITA’ CHE IL CITTADINO OPERA NEI CONFRONTI DELLA COMUNITA’ E PERTANTO ANCHE SU SE STESSO.
    STABILIRE UNA DISTANZA DA INTERVENTI FINANZIARI OPERATI DA FONDI DI INVESTIMENTO ESTERI O NAZIONALI GESTITI DA SOCIETA’ PRIVATE CHE INTERVENGONO SOLO SU AREE STRATEGICAMENTE RILEVANTI E DIFFICILMENTE SU REALTA’ LOCALI MARGINALI , PICCOLI COMUNI E MOLTO ALTRO ANCORA .
    L’EVENTUALE RUOLO DEGLI ISTITUTI DI CREDITO SI CONCLUDE CON UNA ESCLUSIVA FUNZIONE TECNICA MA NON STRATEGICA .
    LE STRATEGIE FANNO RIFERIMENTO ALLA EVOLUZIONE CONDIVISA , CON UNA REGIA “POLITICA” ISTITUZIONALE
    LA QUALITA’ DEGLI INTERVENTI OLTRE A D INTERESSARE IL FUTURO ABITANTE , INTERAGISCONO IN MODO ORGANICO CON LA STRUTTURA URBANA , QUALIFICANDOLA SOTTO TUTTI GLI AMBITI , SOCIALE , CULTURALE , AMBIENTALE , SICUREZZA ……
    LA GARANZIA DI UNA SOGLIA DI INGRESSO AI SERVIZI ACCESSIBILE ALL’INTERA CITTADINANZA , L’ABBASSAMENTO DEI COSTI DI GESTIONE ATTRAVERSO LA QUALITA’ E LA SOSTENIBILITA’ DELLE REALIZZAZIONI , EQUIVALE ALLA SOSTITUZIONE PROGRESSIVA DI ELEMENTI CRITICI CON RISORSE.( IL RISPARMIO ENERGETICO E’ DI FATTO UNA RISORSA PER IL SINGOLO MA ANCHE PER LA COLLETTIVITA’)
    IL CITTADINO E’ CHIAMATO A DISCUTERE , INTERAGIRE CON LE PREVISIONI E SCENARI CHE NECESSARIAMENTE LO VEDONO ATTORE PROTAGONISTA, LA PRESA DI COSCIENZA E’ FRUTTO ANCHE DELLA AZIONE POLITICA ISTITUZIONALE CHE RECUPERA LA PROPRIA ORIGINARIA FUNZIONE DI REGIA E NON DI DITTATURA SUI CONTENUTI E SULLE AZIONI DELL’EVOLUZIONE SOCIALE .

    RIUSO E RIGENERAZIONE
    Appunti sul testo Ministro Lupi

    Nella premessa si parla di un percorso alla crescita attraverso il rafforzamento o della domanda interna , in particolare degli investimenti . Premesso che parlare di crescita vuol significare cercare di percorrere un sentiero mappato su criteri e contenuti passati la cui evoluzione ed il cui risultato é ciò che stiamo vivendo . Esiste in economia un punto di non ritorno , questa economia ci ha portato “oltre” e l’indirizzo ovvero il percorso deve cambiare radicalmente , strutturalmente. La sostituzione della definizione crescita con il sostantivo “evoluzione” significa porre in discussione i principi che regolano il sistema economico interno e non solo, rafforzare la domanda viene pertanto declinato in mappar e le criticità e mappare le risorse  proprie , territoriali , pianificando interventi che attraverso il recupero e la rivalorizzazione delle risorse proprie del paese ,incidano in modo strutturale sulle criticità presenti. Quando si introduce il termine di provvedimenti di urgenza si corre il rischio di definire  un principio operativo una tantum , tampone , ma  non strutturato ad un progetto evolutivo del sistema complesso , economico, sociale , culturale…. ( non occorrerebbe distinguere  diversi rami, sono di fatto alimentati dalla solita linfa  ).
    Gli usi del territorio dopo 70 anni  non possono essere che rigovernati , ma le presenze edilizie devono essere comprese e verificate  nella incidenza che le tipologie funzionali hanno rispetto al territorio , in sintesi rapporto tra tipologia residenziale e industriale sul paesaggio , ambiente territorio . Parlare di politiche ispirate alla logica  di social housing é certamente un obiettivo consequenziale alla ristrutturazione della struttura territoriale ma con l’obbligo di stabilire un principio di equilibrio tra ambiente e antropizzazione . La riduzione del consumo di suolo deve declinarsi in un uso del suolo fondato su principi di equilibrio e ,nel caso,  di reversibilità degli interventi

    Aggiungo al contributo di cui sopra una ritengo utile integrazione con appunti datati che riporto integralmente e dove inevitabilmente sono ripetizioni di quanto sopra

    In merito al riuso
    Premessa .
    In Italia il costruito , fatto salvo il fai da te , ha “seguito” precise indicazioni dalla pianificazione urbanistica , da previsioni di crescita ( espansionismo) il cui prodotto è coinciso in molti casi ad un territorio violato attraverso . Precise strategie di mercato hanno pianificato di fatto il territorio , mascherando interessi diffusi con una diffusa edificazione .
    Ma come spesso accade nella legge di mercato , le dinamiche di sviluppo coincidono con evoluzioni strutturali della economia , a cui lo stesso mercato risponde spesso con dubbie  alchimie.  Alchimie che hanno come obiettivo la formazione di un debito diffuso che possa alimentare un credito per pochi. Le formule sono state diverse , sempre più inglobate in scatole cinesi , ed oggi godiamo del risultato chimico che possiamo valutare come incontrollato e non più controllabile.
    Al mercato immobiliare quindi , il compito dell’agnello sacrificale , destinato a mascherare e conseguentemente a caricarsi delle contraddizioni del sistema economico ormai giunto ad una aberrazione tale da non comprendere dinamiche chiare , una nebbia finanziaria . Ma io ritengo che l’aberrazione (fondante) del sistema economico sia stata ed è certamente quella dell’abuso del consumo di ogni genere , della sovrapproduzione di “beni” mobili ed immobili  rispettivamente distribuiti e concretizzati secondo precise mappe geografiche , con conseguenti disequilibri ed iniquità  .  
    L’Italia non é certamente estranea a questa regola , anzi di questa regola e su questa regola il governo politico ed economico italiano ha costruito molto di ciò che vediamo concretizzato quale prodotto interno lordo a partire dagli anni 60 ovvero , per quanto riguarda il territorio , un disastro ambientale in lungo e in largo , che oggi mostra la sua qualità urbanistica ed ambientale . Dove siam stati noi architetti fino ad oggi? . La fine espansionistica coincide pertanto con la fine dell’ottenimento di profitti dal mercato immobiliare  che non è stato solo retrocesso a settore in ” crisi ” ( sostituirei  e lo farò avanti la parola crisi con evoluzione) ma addirittura quale generatore di ulteriori appesantimenti economici , responsabile due volte  del disastro ambientale ed economico.
    Accade dunque che la fine del credito generato dai mutui ipotecari , una delle molte declinazioni della evoluzione economica, abbia comportato l’esaurimento di quelle liquidità , nel mercato locale, investendo non solo l’indotto di settore ma conseguentemente tutta la filiera legata al ritmo dei consumi precedenti. Parlare di riuso e di rigenerazione urbana significa dover affrontare questa contemporaneità senza alcun tipo di scorciatoia . Parlare di riuso e rigenerazione significa declinare questi due termini alla intera struttura sociale e non solo all’accumulo edilizio più strettamente legato al nostro operare o meglio al nostro operato ( sempre fatta eccezione dell’architetto fai da te , vedi condoni edilizi) . Non credo possiamo dunque estraniarci dalla presa di coscienza complessa  o almeno da un confronto quanto più allargato con temi sociali economici non solo urbanistici, architettonici  ed ambientali.  Gli stessi slogan dello stop al consumo di suolo , coincidono con i rintocchi delle campane a morte della fase espansionistica, e coincide in modo sinistro con una campagna promozionale e di sensibilizzazione volta alla eco sostenibilità . Questo lato oscuro può nascondere una ulteriore chance per le forme speculative, una evoluzione alchemica della finanza immobiliare?
    Lo sforzo che molti “operatori” stanno facendo al fine di inquadrare possibili soluzioni evolutive, pare coincidere con la necessità di far prendere coscienza ad un ” pubblico” sempre più vasto distribuendo messaggi virtuosi, ma sembra anche che ci sia una incapacità da parte della “regia” politica ed economica di dare risposte o promuovere azioni dirette , rapide , che siano convincenti .
    Retrocedere dal processo di antropizzazione  territoriale , pare impossibile , non è stato pensato quale processo reversibile  e dunque la demolizione potrà avvenire secondo le logiche del mercato che lo ha generato ovvero solo quando il costo di gestione del bene supererà il valore del bene stesso , solo allora verrà rottamato o alienato in altro modo.
    Dunque il riuso potrebbe coincidere con il processo di alienazione ? Il mercato dunque rifiuta di operare direttamente sia nella gestione che nella rottamazione del bene cercando una leva  virtuosa speculando attraverso forme di finanziamento mascherate da fondi immobiliari , interessato solo alla gestione della finanza che sta dietro al manifesto della rigenerazione urbana ? Ma nello stesso tempo mi domando : la rigenerazione urbana è un problema di scala? Di dimensione di intervento , di ubicazione territoriale ? Milano può essere rapportata a Porretta Terme ? ( giusto per allegare qualche risorsa al paesello) . Se da una parte la morte del mercato speculativo espansionistico unitamente alla mancanza di prospettive ” evolutive” , maschera con gli slogan della sostenibilità e dello stop al consumo di suolo , il tentativo di accedere , attraverso una campagna di sensibilizzazione della comunità , alle risorse costituite dal ” risparmio”  ( più volte affermato che gli italiano sono un popolo di risparmiatori ) , dall’altra dobbiamo certamente adottare principi di sostenibilità e di riduzione del consumo delle risorse  a favore di un riequilibrio tra processo antropico ed ambiente inteso come naturalità . In questa equazione manca però un elemento fondativo : la sostenibilità economica per attivare queste virtuose azioni e progetti.
    Se da una parte possiamo ipotizzare , un mecenatismo illuminato ed impegnato in progetti di rigenerazione per fini pubblici ( culturali e sociali ) quale volano di sensibilizzazione diffusa , dall’altra , la rigenerazione urbana ed il riuso devono essere garanti di un recupero di risorse, della riattivazione di quelle risorse capaci di costituire esse stesse la sostenibilità del processo di rigenerazione , risorse che possano coincidere con la vocazionalità del territorio , con la storia , la cultura capace di generare quella specifica realtà che ha generato il “nucleo” . La scala di intervento è dunque quella specifica del territorio , dai centri metropolitani a quella dei piccoli borghi che di fatto sono ancor più gravati dalla mancata o scarsa appetibilità finanziaria.
    Risorse che costituiscano e concretizzino una continuità in uno scenario a lungo termine , attivabile nell’immediato  che siano capaci di rigenerarsi attraverso un mutuo rapporto con la struttura sociale e certamente non legate ad un mercato finanziario capace esclusivamente di soluzioni di continuità  sempre e solo facendo leva sul risparmio .
    Il risparmio deve e può essere usato  nel territorio , la speculazione avviene con l’ambiente in un processo virtuoso in cui gli interessi sono interessi ambientali , materializzati nella qualità della vita che significa qualità dei servizi , livello di accesso, qualità dell’ambiente e dei prodotti di consumo e di sostentamento, qualità urbana , architettonica , diminuzione dei consumi e sprechi energetici  nella prospettiva di un progressivo riequilibrio sociale ed ambientale .
    Quale compito agli architetti ?
    Prospettive e scenari
    Più volte mi sono chiesto chi o cosa dovrebbe occupare i pensieri di coloro che stabiliscono le strategie sul governo del territorio .
    Da una parte mi viene spontaneo pensare che ciò che viene pianificato sia funzionale alla qualità della vita nell’accezione più ampia del termine, qualità dei servizi , qualità dell’accesso agli stessi servizi, qualità dell’ambiente naturale ed artificiale e molto altro ancora.
    Ed ancora più spontaneamente mi viene di pensare che le risorse umane e quelle proprie dell’antropizzazione ( comparti industriali , turismo agricoltura, cultura , servizi , sanità etc etc ) debbano costituire il motore ovvero il volano di ogni possibile prospettiva di miglioramento qualitativo complessivo del rapporto uomo – ambiente.
    Di fronte , oggi , abbiamo però uno scenario spettrale , non solo provocato da accadimenti naturali che hanno innescato reazioni a catena ( la catena è costituita dalle maglie della antropizzazione) ma anche da un progressivo impoverimento a banda larga , crisi economica, culturale , politica , che ha avviato una criticità sociale di cui non siamo in grado di prevederne gli sviluppi possibili.
    Quali prospettive possiamo cercare di disegnare , pensando , progettando attraverso azioni che abbiano nelle risorse umane ed antropiche il soggetto motore nella visione di ristabilire un equilibrio sociale ed ambientale.
    L’ambizione è evidente così come è evidente che la pianificazione operativa debba essere cosciente e condivisa dal maggior numero di persone.
    La fase della comunicazione è dunque fondamentale per mettere a nudo le intenzioni di tutti e confrontarle al fine di definire strategie operative.
    Tutto ciò ha necessariamente tempi diversi come le azioni a breve medio e lungo termine ma in termini cinematografici , la sceneggiatura deve essere chiara agli attori siano essi protagonisti e/o comparse .
    La Mappatura del territorio
    La mappatura del territorio é atto conoscitivo preliminare ad ogni previsione o proposta evolutiva .  La mappatura consente di individuare le potenzialità sia in termini di sviluppo che di rischio ed conseguentemente ipotizzare la programmazione degli interventi a breve,medio e lungo termine , non escludendo per le ultime due fasi anche rivolgimenti importanti ( se necessari). Questa fase di lavoro è comprensibilmente strategica e delicata ed è necessario avere una condivisione ed una partecipazione allargata non solo di tecnici e politici ma anche di coloro che vivono quei luoghi che attivano il territorio con la loro presenza e le loro azioni. E’ la fase iniziale del riuso e della rigenerazione urbana ovvero la presa d’atto della condizione strutturale del territorio .
    Se volessimo considerare gli strumenti della pianificazione , in quanto legittimazione ad intervenire , una potenziale risorsa , dovremmo pensarli aperti alla partecipazione in ogni fase di studio e di elaborazione : ciò non avviene assolutamente .
    Riprendiamoci la partecipazione delle decisioni sul territorio antropizzato , che il territorio sia luogo della condivisione delle risorse , delle criticità e delle azioni rivolte al raggiungimento di uno stato di equilibrio con l’ambiente e con le azioni de fenomeni naturali.

    ESEMPIO DI RIGENERAZIONE URBANA

    Il comparto agricolo e la cantina sociale . Proposta presentata al Comune di Massa in fase di elaborazione del Piano Strutturale e del Regolamento Urbanistico
    Intesa come struttura al servizio della produzione agricola del nostro territorio
    La proposta è fondata sulla razionalizzazione e sulla valorizzazione del settore agricolo che coniuga anche un recupero di ampie aree del territorio e di alcuni centri montani in stato di abbandono , luoghi margine che potrebbero recuperare anche una funzione produttiva oltre che paesaggistica . Certamente si tratta di un ambito complesso ma attraverso un coordinamento della produzione e delle attività significherebbe attivazione di occupazione , (ANCHE IN INTEGRAZIONE QUALE AMMORTIZZATORE SOCIALE ), qualità del prodotto , riassetto ambientale , monitoraggio del territorio , razionalizzazione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente , recupero della qualità del paesaggio , turismo , filiera corta attraverso una distribuzione della produzione diffusa nel territorio attraverso il sistema commerciale di vicinato.
    La proposta
    razionalizzazione dell’attività olivinicola che consorziando la miriade di piccole realtà , attraverso un disciplinare di produzione avrebbero la possibilità di ottenere un prodotto di qualità e certamente costituirebbe anche un monitoraggio ed un controllo della attività e dell’assetto geomorfologio della zona. Ma il progetto significherebbe anche un vero e proprio protocollo di intervento e di uso del territorio garante di quegli Interventi di messa in sicurezza e di bonifica , attraverso ingegneria naturalistica, che costituirebbero un primo passo nella ricerca della salvaguardia di ciò che sta a monte ed a valle .
    Recupero dei piccoli borghi montani , attività legata alla pastorizia alla coltivazione del castagno, alla apicoltura , alla stagionatura del lardo e di tutti i prodotti derivati da questa possibile attività parallelamente ad una offerta turistica quale l’albergo diffuso , insufficiente da solo a poter garantire la sostenibilità del recupero e riuso .
    Recupero delle aree agricole abbandonate ; attraverso un censimento delle proprietà in disuso , promuovere un possibile recupero degli impianti esistenti coinvolgendo la possibile partecipazione dei proprietari direttamente o attraverso una disponibilità a contratti di comodato d’uso sottoscritti con la cantina sociale nelle forme atte a garantire il recupero degli investimenti ; si tratterebbe di un approccio diverso all’uso delle risorse dismesse delle proprietà private;
    Attività agricola della piana massese , prodotti tipici etc etc , incentivazione della attività sia attraverso la cooperazione attuata con la condivisione di attrezzature e mezzi sia attraverso una mappatura ed un programma produttivo indirizzato alla qualità e non allo sfruttamento intensivo . La manutenzione del sistema dei fossi e canali , fondamentale per il recupero ed il mantenimento di uno smarrito equilibrio con la naturalità, può essere attuato esclusivamente rendendo produttive le arre in modo da garantire un monitoraggio ed un controllo costante .
    La cantina sociale diverrebbe il referente locale nei rapporti con un sistema a scala regionale , nella evoluzione ottimizzando conseguentemente le risorse provenienti dalla comunità europea , bandi e potrebbe costituire un esempio per altre realtà comunali .

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