Skip to content

Volpi, Rossi e lo scippo dell’acqua pubblica

19 marzo 2016

acqua_pubblica2A questo punto pare chiaro come mai le proposte del M5S di Massa, approvate, oramai, più di un anno fa, da tutto il consiglio comunale, per calmierare le tariffe dell’acqua, vietare i distacchi per morosità e garantire un minimo vitale gratuito, non sono mai state portate dal Sindaco di Massa nelle opportune sedi per essere, quantomeno, discusse.

L’altro ieri, in commissione ambiente, alla camera dei deputati, il Partito Democratico ha infatti mostrato la sua vera natura, bocciando l’articolo chiave della proposta di legge scritta dai movimenti a favore dell’acqua pubblica e presentata in parlamento nel 2012 grazie ad uno schieramento trasversale che vedeva la prima firma di Federica Daga, deputata dei cinque stelle.
L’articolo in questione, il numero 6, parlava di ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico integrato, e ben esprimeva il desiderio di quei 26 milioni di italiani che con il referendum del 2011 chiedevano che l’acqua fosse pubblica, fuori dal mercato e non mercificata. Tutto cancellato da uno dei tanti emendamenti del PD volti a umiliare la volontà popolare.

A questo punto è chiaro anche come mai in Toscana, con Enrico Rossi, si è costituito un ambito territoriale per la gestione del servizio idrico grande come l’intera regione, allontanando sempre di più il governo dell’acqua dai cittadini a favore delle grandi società di capitali. Tutto questo per avere in cambio cosa? La bolletta più alta d’Italia e un peggioramento costante della qualità dell’acqua.

Che il PD volesse consegnare l’acqua alle multinazionali affinché potessero farci soldi pareva già evidente sia con la finanziaria 2015 che con lo Sblocca Italia di Renzi, ora però, l’evidenza si è fatta arroganza, è infatti iniziato l’iter per l’approvazione del decreto attuativo della cosiddetta legge Madia che, oltre a prevedere l’obbligo di gestione dei servizi pubblici locali a rete attraverso società per azioni, ripristina “l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito” nella composizione della tariffa, nell’esatta dicitura che il referendum aveva abrogato.
Noi non glielo permetteremo!!

No comments yet

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: