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5.500 metri cubi di marmettola annui

29 febbraio 2016

5.500 m3 di marmettola prodotta in un anno dalle 17 cave presenti nel comune di Massa per estrarre 110mila tonnellate di blocchi; marmettola che, in assenza di raccolta all’origine, finisce inesorabilmente nel bacino idrografico del Frigido, inquinando non solo il fiume ma anche le sorgenti che alimentano l’acquedotto di Massa.
Questi dati, da capogiro, frutto dello studio della commissione ambiente del M5S di Massa, rischiano comunque di essere sottostimati se si considera che, stando alla denuncia del Procuratore Giubilaro, il 75% dei blocchi viene venduto al nero e che alcune cave del comune di Carrara, per la conformazione geomorfologica delle Apuane, sversano la marmettola nel versante massese.

Ecco allora la prima proposta del Movimento 5 Stelle: uno studio scientifico che stabilisca con certezza quali cave inquinano – oggi abbiamo solo ipotesi – e a queste sospendere la concessione almeno fino a quando non siano adottate tecniche di taglio a secco in grado di ridurre drasticamente la produzione di marmettola.
La seconda proposta riguarda l’elaborazione del costo sociale generato all’escavazione delle nostre montagne; nonostante lo sfruttamento di una risorsa pregiata, e non rinnovabile, come il marmo, continuiamo a vivere in un territorio depresso sia dal punto di vista economico che occupazionale.

Del resto la legge regionale impone un tetto ai contributi che i concessionari di cava devono versare – massimo il 15% del valore medio commerciale del materiale – poi, dei soldi che entrano nelle casse comunali, oltre il 10% va a Regione, ASL e Parco delle Apuane, e con una parte di quello che avanza si devono pure coprire le spese per i controlli delle attività di cava, compresa la vigilanza.
Aggiungiamoci infine i costi che la collettività deve sostenere a causa dell’escavazione – solo per fare degli esempi: depurazione dell’acqua, bonifica dei fiumi, manutenzione delle strade, deturpazione del paesaggio, danni al turismo – e a questo punto proviamo a tirare le somme.

La politica fino ad oggi si è tenuta ben distante dal risolvere tali problematiche e la giunta Volpi non si è distinta dalle precedenti, solo recentemente sulla spinta delle indagini della magistratura ha annunciato delle azioni tutte da concretizzate. Anche la regione giocherà un ruolo importante, ma mentre sappiamo con certezza che il nostro consigliere Giannarelli si adopererà per la difesa del territorio non ci pare delineata la posizione del doppio-consigliere Bugliani su questo tema. La politica del PD come sempre è in ritardo rispetto alla realtà dei fatti, ma il nostro territorio non può aspettare oltre.

Nota stampa su cave e marmettola

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