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Ricortola non ci sta!

27 agosto 2015

ricortola-itineraLa rabbia dei Ricortolesi alza la temperatura di una serata fresca di fine agosto, in tanti sono intervenuti all’assemblea del M5S di Massa e in tanti hanno qualcosa da dire.
C’è chi va a braccio e chi si è preso appunti, non c’è da dimenticare nulla di questa zona della nostra città che soffre di una situazione gravissima.
Molte le perplessità di fronte a quanto è previsto dal nuovo Regolamento Urbanistico circa le ex colonie. Un gruppo di cittadini sta organizzando una raccolta firme per chiedere un vincolo culturale e sportivo sulla riqualificazione delle strutture in abbandono, per non cedere al rischio, dopo trent’anni di attesa, di vedere trasformato un bene del territorio in una serie di appartamenti, con la copertura di strutture di ricezione che potrebbero non funzionare a dovere e aprire quindi a soluzioni di maggiore resa per gli investitori.
Meglio sarebbe avere una visione a lungo termine, investire sulla qualità del territorio, recuperare la spiaggia mangiata dai massi buttati sul litorale, dare nuova linfa ai campeggi, che non hanno mai smesso di essere sommersi da maree di balzelli, nonostante la grave crisi del loro lavoro.
Ma poi perchè quei massi sono stati piazzati sul litorale? Perchè distruggere l’arenile sabbioso? A vantaggio di chi? Come se non bastasse il regolamento delle sagre varato dall’amministrazione ha permesso ben 9 gg di “Sagra della Cozza”, sotto Ferragosto per giunta, che ha portato via il lavoro a tutti i ristoratori in zona.
Le risposte a queste domande si nascondono dietro occhiate e mezze frasi, di chi sa, ma non vuole dire : “ meglio non fare nomi, ci manca una denuncia…”
E si ritorna a parlare del rischio idrogeologico, degli argini bassi del fiume Ricortola, della necessità di una palancolatura, oltre che di manutenzione del fosso, dei pannelli fonoassorbenti montati dal lato sbagliato dell’autostrada, dei problemi di viabilità, con via Massa Avenza trafficatissima e tutta la zona ormai impraticabile per chi, come molti, vorrebbe usare le biciclette per muoversi.
Lo sguardo va oltre gli alberi del parco, verso quel mare che prima era la forza e l’orgoglio del territorio e che negli anni è diventato vittima di amministrazioni poco attente al bene comune.
Ma i cittadini non ci stanno, a Marina senza mare non si vive.
E i Ricortolesi lo dicono a gran voce: “Senza attenzione per questa zona noi si muore.
Il lavoro non c’è, le nostre case non valgono più niente, siamo alla disperazione.
Vogliono farci morire per comperarci?
Ma certo non moriremo in silenzio, ci vuole una rivoluzione, una rivoluzione per sopravvivere, per avere un domani. “
Ogni istanza, ogni denuncia è stata raccolta e nei prossimi giorni saranno completati i documenti necessari a portare la voce dei Ricortolesi in Consiglio Comunale e forse anche in Procura.

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