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“Itinera” passa dall’ospedale

29 luglio 2015

itinera-ospedale-massaSanità, Regolamento Urbanistico, speculazione edilizia, solidarietà, questi alcuni dei temi trattati durante la tappa di Itinera. I cittadini hanno fatto sentire la loro voce per esprimere le perplessità di fronte alle decisioni prese da una Amministrazione distante dalla cittadinanza e dalle sue reali esigenze. Con la struttura del monoblocco ospedaliero che faceva da cornice all’incontro, il Comitato “No alla variante vecchio ospedale” ha illustrato il progetto che prevede la demolizione della vecchia struttura pubblica ospedaliera, ristrutturata di recente, destinando l’area alla costruzione di nuove abitazioni, quindi ad edilizia privata. E altre firme sono state raccolte per esprimere il NO dei massesi a questa speculazione edilizia.
Finiremo a curarci nel Nuovo Ospedale Apuano nella palude di viale Mattei, senza una casa della Salute, dovendo andare all’ospedale di Carrara, per fare una radiografia, con tutte le incertezze del nuovo assetto sanitario del nostro territorio, mentre nel vecchio ospedale si demoliranno strutture appena ammodernate, non si sa che fine faranno attrezzature e macchinari medici, ma si costruiranno villette lussuose, andando anche a coinvolgere e stravolgere un parco pubblico, patrimonio della città, come il Monte di Pasta. E’ stato chiesto ai cittadini se sono d’accordo in questo radicale cambiamento in città? No, nessun processo partecipativo è stato avviato da questa giunta.

Si è parlato di Regolamento Urbanistico, con membri del neonato Comitato del quartiere Quercioli che non vuole subire la nuova colata di cemento che potrà sconvolgere la loro zona, allontanandola da quelle che sono da sempre state le sue caratteristiche primarie, ovvero una zona rurale, con terreni agricoli coltivati.
Ma i cittadini che vedranno stravolte le loro vite, le loro storie familiari, che vedranno demolire case per far passare strade, che subiranno il calo di valore delle loro abitazioni, magari acquistate dopo anni di sacrifici o ereditate da genitori che avevano fatto altrettanto per dare certezze ai figli, sono stati interpellati? No, nessun processo partecipativo è stato avviato da questa giunta

La zona di Cervara è testimone inoltre di una nuova sentita problematica, ovvero la situazione di chiusura imminente che dovrà affrontare la Caritas di Don Cipollini. Impossibilitati a svolgere l’annuale sagra del cinghiale, unica fonte di entrate (sufficiente per un anno) data la mancanza totale di aiuto da parte delle Istituzioni, non potranno poi sostenere l’attività solidale e caritatevole verso le persone in maggiore difficoltà. Certo le motivazioni per il no alla sagra fatto dall’Amministrazione sono importanti, dato che la sagra viene da oltre 15 anni fatta presso strutture che ahimè sono abusive. Si tratta però di strutture ERP, quindi l’abusivismo è stato fatto dal Comune stesso. Ci domandiamo se il prezzo deve pagarlo la Caritas, o meglio tutte quelle persone che qui potevano trovare una tettoia per la pioggia, un pasto caldo, un sorriso, una mano amica.Dato che in numerosi luoghi destinati a sagre ci sono altrettante strutture abusive ci aspettiamo che lo stesso divieto coinvolga tutti.

I cittadini sono arrabbiati, stanchi, delusi, ma non si arrendono e “Itinera” prosegue le sue tappe di ascolto.

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