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Volpi dorme, i gestori festeggiano?

27 aprile 2015

All’ultimo Consiglio comunale è stato portato in approvazione l’aggiornamento del Piano delle antenne di telefonia mobile, di cui ogni amministrazione si dovrebbe dotare per poter arginare, gestire e rendere compatibili con le esigenze del territorio, le richieste dei gestori. Questo iter è precisamente delineato dalla legge regionale 49/2011, che stabilisce i termini entro i quali devono essere inoltrate le richieste e rese pubbliche le controproposte.

L’obiezione della consigliera Luana Mencarelli M5S è stata proprio questa, perché i gestori hanno inviato il loro Piano entro il 31 Ottobre dell’anno precedente, come previsto dalle prescrizioni normative, ma l’amministrazione avrebbe dovuto rispondere entro 90 giorni, quindi entro il 31 Gennaio dell’anno in corso, pena l’operatività del Piano dei gestori, con i siti di installazione scelti da loro. “Abbiamo chiesto allora cosa stessimo approvando in realtà”, dichiara la Mencarelli “un vero piano di raziocinio amministrativo a tutela del territorio o un documento che lo facesse solo credere ai cittadini, visto che tutta la giurisprudenza esistente sul tema è composta da sentenze a favore delle richieste dei gestori?” L’assessore Berti ha risposto che gli operatori sono stati comprensivi ed hanno pazientato in attesa che la pratica amministrativa venisse finalmente portata a termine, ma noi siamo ancora convinti che se i gestori si adatteranno al Piano comunale senza ricorsi al Consiglio di Stato ci andrà solo di lusso e sarà dovuto non all’abilità di chi ci amministra, ma soprattutto alla crisi che ha ridotto i budget anche dei gestori che conseguentemente ha diminuito la loro capacità aggressiva, come sostenuto dal referente della Polab, società a cui la giunta ha affidato il compito di redarre questo tardivo piano comunale.

Ancor più nebuloso il progetto di monitoraggio dell’inquinamento elettromagnetico dovuto ai potenziali sforamenti dei limiti di legge da parte dei vari gestori, che si basa solo su una generica promessa di un “congruo” numero di centraline mobili (l’assessore ha parlato di 3) per il controllo dell’intero territorio, ma se consideriamo che i siti da monitorare sono circa 30 e che ogni centralina deve essere collocata per un periodo di almeno 2/3 mesi in ogni area, quante centraline dovrebbero essere disponibili per supervisionare il territorio ed essere considerate “in numero congruo”? A meno che non avendo precisato che il controllo deve essere annuo, non si sia pensato di spalmare il monitoraggio in un periodo molto più lungo e ridurre così il numero utile di centraline, in barba però alla certezza del rispetto dei limiti di legge. Nonostante tutta questa mancanza di chiarezza il piano è stato approvato, senza che si effettuare il passaggio partecipativo con la cittadinanza previsto anch’esso dalla legge di riferimento.
Il punto che solleva la Mencarelli però è: come mai questa amministrazione arriva sempre così in ritardo sulle scadenze importanti? Ci sentiamo veramente tutelati da questi decisori?

Cristina Piccinini, Luana Mencarelli, Alessandro Di Battista

Cristina Piccinini, Luana Mencarelli, Alessandro Di Battista

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