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Quando i “volpini” non arrivano all’uva…#rivotateli

16 dicembre 2013

Certo che sentir parlare esponenti di partiti come il PD, la neo-vecchia FI o da altre forze politiche di pseudo liste civiche, di senso di responsabilità rivolgendosi al M5S, fa molto più che indignare. Partiti che non solo hanno determinato la crisi generale italiana, sotto ogni termine la si consideri, che hanno fatto da culla e da sponda a Berlusconi, che hanno fatto carta straccia dell’impianto normativo e costituzionale, che hanno permesso alla mafia di strutturarsi dentro le istituzioni, che hanno deliberatamente dissestato il territorio per poterlo vendere a pezzi, che non hanno rinunciato a privilegi e rimborsi elettorali neppure in tempi di vacche magrissime.

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E localmente non cambia. Ricordiamo a questi signori/e, vecchi e nuovi, che hanno fatto parte delle varie scorribande amministrative che si sono succedute negli anni, che hanno lasciato questo territorio gemente, povero ed abbandonato. Che non hanno attuato nessuna politica di salvaguardia collettiva, basta guardarsi intorno: il tessuto idrogeologico ha subito solo trascuratezza ed il massimo dell’insulto per esclusive brame speculative; il depuratore insufficiente da anni non è ancora giunto al dovuto raddoppio, screditando anche il turismo balneare; politiche del lavoro delinquenziali hanno determinato una “ufficiale” povertà diffusa; il Piano strutturale inesistente da decine di anni, perché avrebbe solo creato ostacolo alle mire personalistiche di questi personaggi, così come il Regolamento degli agri marmiferi e delle varie concessioni.

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E se non bastasse ricordiamo loro che senso di responsabilità si dimostra anche arrivando puntuali alle commissioni, o ancora peggio partecipando all’intera durata dei lavori e non assicurandosi il gettone con un’apparizione di soli 5 minuti, onorando l’impegno del Consiglio comunale e non sospenderlo a piacimento per i più svariati e banali motivi. Candidarsi non è obbligatorio e dopo tanti anni sapevano pur bene cosa comporta. Anche il Sindaco, che per 5 anni ha gestito gli affari della precedente amministrazione, nascosto dietro una docenza universitaria si è assunto un compito che non sembra poi in grado di gestire con quella trasparenza, linearità e partecipazione promessa. Si fa gioco di leggi e regolamenti: avrebbe dovuto presentare le linee programmatiche entro 90 giorni dalla sua nomina ed invece non sono state neppure allegate al Bilancio come previsto e le stiamo ancora aspettando. Non assume posizioni nette e inequivocabili su nessun tema decisivo venga affrontato: non sappiamo cosa sarebbe disposto a fare per ripubblicizzazione Gaia, se sia favorevole o meno all’ingresso del socio privato in RetiAmbiente per la gestione dei rifiuti. Prende decisioni all’interno della Giunta, non rispettando la sovranità del Consiglio, perché, parole sue, non se ne fida. E’ stato sbugiardato dal Presidente della Regione per quanto riguarda l’operazione Eaton ed anche per la Gesco ha suscitato irritazione all’interno del suo consesso per mancanza di chiarezza. Ha arbitrariamente ridotto ad un terzo il gettone dei consiglieri per potersi fregiare del merito della riduzione dei costi della politica con l’opinione pubblica, ma ha lasciato libero arbitrio ai presidenti di commissione di fissarne il numero desiderato per pareggiarne la differenza, considerando anche che si sono appesantite di un consigliere per loro volontà. In ultimo non ha rispettato il dettame della legge regionale per le elezioni del Consorzio di Bonifica, che chiaramente stabilisce che un Sindaco deve esprimere un solo voto, votando decine di schede. Gli irresponsabili però, per lui e i suoi adepti, siamo noi del M5S che abbiamo denunciato questa irregolarità, per cui non dimentichiamoci la Regione ha aperto un’indagine, e perché corriamo in coerente solitaria.

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Mercoledì sera non è stato possibile discutere di una nostra mozione che denuncia il mancato rispetto di questa amministrazione anche della legge 33 sulla Trasparenza che comporterà una sanzione per inosservanza alle varie scadenze che graverà sul Bilancio del 2015 per la proroga della sanzionabilità. Danno erariale all’Ente che poteva essere almeno ridotto se i consiglieri fossero stati disposti a portare a termine l’ordine del giorno del Consiglio, e se solo leggessero gli atti e non solo i titoli e i nomi dei proponenti. Queste cose i cittadini devono saperle, altrimenti che ci fa il M5S dentro le istituzioni? Si dovrebbe adeguare al “loro” senso di responsabilità? La somma tiratela voi!

Portavoce Consigliere M5S Luana Mencarelli

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