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L’ultima spiaggia libera #M5S

3 agosto 2013

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1005047_548925518487081_671918760_nWritten by Daniela Bennati

A seguito di un progetto importante proposto dall’amministrazione greca, una sentenza della Corte di Giustizia europea del 2012, sancisce che la deviazione del corso di un fiume può essere ammessa, in linea di principio, se ci sono motivazioni di rilevante interesse pubblico come ad es fini idropotabili o irrigui. Tuttavia, nel caso di siti importanti a livello comunitario, qualora non intervengano adeguate misure di compensazione, il progetto può essere stoppato.

Se pur in scala ridotta, il pensiero corre al fiume Fescione, sito in località Poveromo a Marina di Massa, destinato sembra a costringersi in più forzature a 90 gradi, per poter sfociare in mare seguendo il percorso che l’uomo sceglie per lui e attraversando quindi, una delle pochissime spiagge libere rimaste nel nostro “bel” litorale. Al di là delle tante motivazioni tecniche che certo professionisti e politici addurranno a sostegno delle proprie tesi, quale voce potrà equamente calcolare la misura di compensazione per la riduzione di circa metà del frontale di quella spiaggia ancora bene pubblico e comune? Quante voci si sono rassegnate a tacere convinte che non sia più possibile dare fiato e speranza a diritti inalienabili destinati a soddisfare bisogni collettivi? Le voci dei ragazzi che oggi lì sembrano confondere lavoro e amore per il mare, dopo che per anni si sono battuti per riappropriarsi di uno spazio demaniale, saranno ascoltate? L’etimo della parola è sufficiente a raccontare che demanio significa ciò che è del Signore. Intanto ciò che perdiamo per strada o lungo l’argine di un fiume, è il recupero di ciò che già ci appartiene, il recupero di quella libertà che non fa distinzioni tra chi può permettersi o non permettersi di vivere il mare senza chiedere permesso. Al di là del rispetto per chi nei bagni privati ha investito lavoro, tempo e denaro, si dice che uno stabilimento balneare quando ancora non è ufficialmente aperto, può essere frequentato solo per cure elio-fisio-terapiche, ma sembra si voglia continuare a violentare quel rimasuglio di lembo di Terra dove vento e sabbia sono “aperti” e a disposizione di chiunque tutto l’anno. Intanto che molte altre voci sapranno argomentare la spesa prevista pari a 3 milioni e mezzo di euro per un intervento che avrà certo alternative, in questi tempi di crisi e fatiche, possiamo tentare di restituire voce, spazi, speranze e ai nostri figli?

Basterebbe forse ricordarsi che se non saremo noi a farlo, probabilmente sarà la natura stessa a far sentire la propria voce, come da sempre fa ogni volta che pretende di riappropriarsi di ciò che non può che essere di tutti. Forse questo è uno dei casi in cui la Grecia ha, nonostante i tempi, ancora tanto da insegnare.

Progetto Fescione da Il Tirreno

info@massa5stelle.it

Se volete seguire e partecipare alle attività del M5S di Massa iscrivetevi a Meetup

One Comment leave one →
  1. Mercantino permalink
    3 agosto 2013 13:25

    Per una semplice legge fisica, dovendo far defluire dell’acqua, più il percorso è breve e più il gradiente aumenta e, quindi, logica vorrebbe che non ci fossero curve e controcurve e si puntasse dritti al mare. A Massa valgono le leggi fisiche universali? Non sembra vista la querelle in atto.

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