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Rapporto economia Massa-Carrara

17 giugno 2013

Tasso di disoccupazione e stime prossimo triennio

Tasso di disoccupazione e stime prossimo triennio

Buongiorno Massa!

Il gruppo consiliare M5S nella mattinata del 14 giugno, ha assistito al rapporto economia della Provincia riguardante i dati dell’ anno 2012, presentato alla Camera di Commercio di Carrara, nella quale è ovviamente emersa una situazione di crisi profonda.
Purtroppo da quasi tutti gli interventi effettuati dai personaggi che ricoprono ruoli molto importanti nel panorama politico-economico della nostra provincia, non é stata posta l’attenzione sulla necessità di promuovere investimenti su high tech, green e blu economy, unici settori che hanno dato segnali di crescita, o su progetti di raccolta differenziata ed energia pulita. Peggio ancora, nessun accenno su ricerca e sviluppo, che nelle fasi di crisi economica hanno sempre rivestito il ruolo fondamentale per uscire da una situazione stallo. Nessun piano energetico a lungo termine, nessuna idea innovativa presentata nei commenti a questi tragici dati di recesso economico.
Inoltre è stato deludente ascoltare il neo sindaco Volpi affermare che pensare alla nostra zona come ad una terra unica per le sue bellezze naturali sia un luogo comune da sfatare: da ciò evinciamo che lo sviluppo turistico sarà di nuovo lasciato in secondo piano.
Ci si chiede, quindi, come sarà possibile poter avviare un percorso di uscita dalla crisi puntando sempre e solo sulle vecchie tipologie di commercio e di industria che sono ormai in forte decadenza. Il M5S vorrebbe ascoltare, una volta per tutte, strategie di rilancio a lungo termine e visioni del nostro futuro che dobbiamo fin da ora cominciare a costruire.

info@massa5stelle.it

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7 commenti leave one →
  1. Mercantino permalink
    17 giugno 2013 08:06

    E’ evidente dagli interventi che non vi è intenzione di creare sviluppo economico a discapito dei floridi orticelli dei pochi sia economici sia politici. L’affermazione del neosindaco Volpi ne è l’esempio e da leggersi in questo modo: non temano gli industriali del marmo, le Apuane non sono poi tutta questa gran bellezza unica al mondo e pertanto si potrà continuare a cavar marmo come s’è fatto fin oggi. La giustificazione di questo modo di ragionare sarà la necessità di difendere i posti di lavoro. La crisi della zona, il soffocare ogni possibile lancio turistico (non c’è da parlare di rilancio poichè non c’è mai stato il lancio) della zona e l’insabbiare ogni altro tentativo di sviluppo alternativo sono funzionali a chi adesso gode delle posizioni dominanti politiche ed economiche.

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  2. patrizia permalink
    17 giugno 2013 08:59

    e la cosa più triste è pensare cha per la maggioranza della popolazione queste cose sono del tutto indifferenti , a giudicare da come e per chi hanno votato …….

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  3. roberto del sarto permalink
    17 giugno 2013 14:38

    proposta

    AREE AGRICOLE
    Il comparto agricolo e la cantina sociale

    Intesa come struttura al servizio della produzione agricola del nostro territorio
    La proposta è fondata sulla razionalizzazione e sulla valorizzazione del settore agricolo che coniuga anche un recupero di ampie aree del territorio e di alcuni centri montani in stato di abbandono , luoghi margine che potrebbero recuperare anche una funzione produttiva oltre che paesaggistica integrata alla funzione turistica – “economia -ambiente- cultura” . Certamente si tratta di un ambito complesso ma il coordinamento della produzione e delle attività significherebbe occupazione , qualità del prodotto , riassetto e manutenzione ambientale , monitoraggio del territorio razionalizzazione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente , recupero della qualità del paesaggio , turismo , filiera corta attraverso una distribuzione diffusa nel territorio , nei centri e nei quartieri attraverso il sistema commerciale di vicinato.

    La proposta
    razionalizzazione dell’attività olivinicola , consorziando la miriade di piccole realtà ,attraverso un disciplinare di produzione ed un protocollo di interventi ed azioni coordinate ( vedi le Cinque Terre – manuale di costruzione e ripristino dei muri a secco ) avrebbero la possibilità di ottenere non solo un prodotto di qualità ma certamente costituirebbe un monitoraggio ed un controllo della attività e dell’assetto geomorfologio della zona. Interventi di messa in sicurezza e di bonifica attraverso ingegneria naturalistica e finalizzati alla messa in produzione , con la contemporanea messa in sicurezza di ciò che sta a monte ,costituirebbe un primo passo nella salvaguardia di ciò che sta a valle .
    Recupero dei piccoli borghi montani (esempio VERGHETO) , attività legata alla pastorizia alla coltivazione del castagno, alla apicoltura , alla stagionatura del lardo e di tutti i prodotti derivati da questa possibile attività.
    Recupero delle aree ad olivo ed a vite abbandonate ; attraverso un censimento delle proprietà in stato di abbandono promuovere un possibile recupero degli impianti esistenti coinvolgendo i proprietari direttamente o con contratti di comodato d’uso sottoscritti con la cantina sociale nelle forme atte a garantire il recupero degli investimenti ; si tratterebbe di un approccio diverso all’uso delle risorse delle proprietà private.
    Attività agricola della piana massese , prodotti tipici etc etc , incentivazione della attività sia attraverso la cooperazione attuata con la condivisione di attrezzature e mezzi sia attraverso una mappatura ed un programma produttivo indirizzato alla qualità e non allo sfruttamento intensivo che tra l’altro non avrebbe gli spazi. La manutenzione del sistema dei fossi e canali , fondamentale per il recupero ed il mantenimento di uno smarrito equilibrio con la naturalità, può essere attuato esclusivamente rendendo produttive le aree agricole in modo da garantirne un monitoraggio ed un controllo costante .
    La cantina sociale diverrebbe il referente locale nei rapporti con la provincia allargata o meno , con la regione , ottimizzando conseguentemente le risorse provenienti dalla comunità europea , bandi e potrebbe costituire un esempio per altre realtà comunali .
    la cantina sociale continua ad essere ignorata come struttura di riferimento per produttori professionali o amatoriali e per porre inizio alla filiera corta tanto celebrata nelle intenzioni.
    La cantina sociale , nel senso più allargato del termine, porterebbe ad una razionalizzazione ad un coordinamento ad una possibile regia sulla produzione agricola e non solo, regalando alla collettività un territorio pieno di possibili risorse che gli sono proprie ed uniche. La cantina sociale come ammortizzatore sociale

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  4. Valter Mattarocci alias Miles Gloriosus permalink
    17 giugno 2013 20:40

    Basta girare un pò l’Italia per capire che l’affermazione che ” Massa sia una terra unica per le sue bellezze naturali” oltre che un luogo comune sia populista e campanilista.

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  5. sandra permalink
    17 giugno 2013 23:30

    siamo indietro di 20 anni, purtroppo..!!!!

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    • Stefano Carloni permalink
      20 giugno 2013 15:05

      Siamo da sempre stati indietro di perlomeno 20 anni…..

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  6. max permalink
    18 giugno 2013 11:12

    tutti bei commenti,ma la vanga non la usate neanche voi.la terra la devono coltivare gli altri,chi ha un lavoro sicuro,al pulito e ben retribuito trova sempre lavoro agli altri.la pastorizia,l’agricoltura,l’allevamento del bestiame(preferibilmente in cima al cucuzzolo del verghetto).a quando il flauto di pan ed i calzari?

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