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Il “nostro” ambiente #elezionimassa

21 maggio 2013

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Schermata 2013-05-21 alle 20.57.43Written by Matteo Fazzi

Buongiorno Massa!

Abbiamo la fortuna di vivere in un luogo splendido che dai monti al mare ci regala emozioni e panorami unici e lo vediamo mutare sotto i nostri occhi, con le montagne mangiate da una cementificazione selvaggia che disbosca ed indebolisce i versanti, i fiumi che diventano strade e strade che diventano fiumi, la mancanza di manutenzione e pulizia dei monti e dei torrenti, piani di gestione forestale che mancano e che potrebbero garantire per anni una corretta manutenzione e utilizzo dei boschi, la montagna abbandonata. Nel mezzo una città che soffre ad ogni pioggia abbondante, con allagamenti, frane, crolli, esondazioni. L’assenza di un piano di Protezione Civile che renda efficaci gli interventi e gli aiuti complica ulteriormente le cose. C’è bisogno di una presa di coscienza importante e di una svolta decisa. La tutela dell’Ambiente è uno dei temi più sentiti del Movimento 5 Stelle, perché la devastazione del territorio non può che ripercuotersi sull’uomo e sulle sue attività, pregiudicandone la qualità di vita attuale e futura. Il programma del MoVimento 5 Stelle di Massa prevede una linea di azioni precise e concrete perché provvedere alla riduzione di ogni rischio è un dovere e una priorità, di una corretta amministrazione. Questo va posto in essere come misura preventiva e non dopo che le calamità si sono abbattute.

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La prima azione consiste nell’individuare tutte le criticità per poterle affrontare. Noi non raccontiamo favolette né diamo messaggi ingannevoli ai cittadini, a causa degli elevati costi , nell’ordine di centinaia di milioni di euro, per la totale messa in sicurezza dei versanti e dei corsi d’acqua, è possibile pensare principalmente a mitigare il rischio in via preventiva, individuando le situazioni più critiche. Per prima cosa vanno eliminate le cause del dissesto, cioè l’abbandono dei terreni, l’abusivismo edilizio, il taglio non coordinato dei boschi, le attività estrattive impattanti , l’occupazione delle zone fluviali, il prelievo abusivo di inerti dagli alvei, la mancata manutenzione di versanti e corsi d’acqua. Importante è il controllo delle vecchie opere di messa in sicurezza dei fenomeni franosi e l’individuazione delle situazioni più a rischio per provvedere a nuovi interventi. Occorre un progetto corale con una visione d’insieme del problema del dissesto territoriale che può essere gestito mettendo insieme le competenze e le conoscenze di più soggetti privati e pubblici che operano su di esso. Le poche risorse economiche devono necessariamente essere ottimizzate con specifici progetti che nascono da strette collaborazioni tra università, enti pubblici e privati (cittadini proprietari terrieri e aziende agricole) in modo da poter realizzare opere risolutive su tutto il territorio. Infatti gli interventi puntuali e scollegati non possono che parzialmente tamponare le ferite aperte sul territorio, spostando il danno in un’altra area o in un altro momento. Occorre pertanto un progetto d’insieme con durata pluriennale che sappia dare una risposta a tutto il comprensorio comunale e che fornisca le linee guida d’azione per tutti i soggetti che realizzano opere nuove o che mantengono quelle già esistenti. Occorre eseguire un preventivo censimento delle criticità da riportare su di una dettagliata cartografia a cui far seguito la predisposizione del piano delle opere necessarie tenendo in considerazione fattori come i “tempi di ritorno” delle inondazioni, pericolosità, vulnerabilità ed esposizione dei suoli per restituire al territorio lo spazio necessario per i corsi d’acqua, per rispettare le fasce di pertinenza fluviale, per realizzare casse di espansione dei fiumi, per riaprire, ove possibile, i fossi tombati, per fare la pulizia e la manutenzione di fossi , canali e fiumi, per gestire correttamente le colline e le montagne.

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I fondi saranno reperiti tramite i finanziamenti comunitari, statali, regionali e provinciali (erogabili sia a enti pubblici che a soggetti privati) e anche tramite la buona gestione del bilancio comunale, dato che l’eliminazione degli sprechi permetterà di risparmiare cifre considerevoli che saranno destinate alle criticità del territorio. Inoltre, grazie ad un progetto complessivo pluriennale, saranno anche meglio gestibili le risorse economiche pubbliche e private, non è concepibile infatti spendere ingenti quantità di denaro se non si hanno garanzie di successo delle opere realizzate. Un piano così concepito sarà anche di cruciale importanza, per l’amministrazione comunale, per indicare le proprie necessità agli Enti al momento della stesura dei bandi pubblici di finanziamento in modo da ottimizzare ulteriormente le risorse economiche in opere realmente necessarie ed efficaci. Infine, un piano di Protezione Civile coordinato, efficiente e al quale sarà data massima divulgazione sarà comunque necessario per “prevedere l’imprevedibile” e garantire un coordinamento delle operazioni post-evento e limitare, quindi, al minimo i danni inevitabili.

Scarica e diffondi la Carta di Massa

info@massa5stelle.it

 

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  1. Roberto del sarto permalink
    22 maggio 2013 06:51

    Individuare le cause non è semplice , risolvere criticità molto più complesso.
    Quando parliamo di manutenzione dei boschi , manutenzione del sistema dei fossi canali e gore , abbandono dei terreni , occorre riflettere sulla necessita di una azione continua sul territorio , non interventi una tantum . La prospettiva è unicamente questa: queste azioni devono trovare l’auto sostenibilità , ovvero devono produrre occupazione e posti di lavoro e conseguentemente risorse che garantiscano la gestione senza contributo pubblico(se non in una fase iniziale e limitatamente alla strutturazione della stessa azione).
    Non ci sono alternative se non attraverso un coinvolgimento partecipato dei cittadini ed una azione che li veda protagonisti .

    Mi piace

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