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Le ore di Nicola #elezionimassa

10 maggio 2013

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Written by Luana Mencarelli

Buongiorno Massa!

Stamattina, rispondendo ad una delle tante chiamate al cellulare del M5S di Massa, ho raccolto la disperazione di Nicola N, un ragazzo di 40 anni, con famiglia a carico e la pesante responsabilità di non riuscire a mantenerla. Nicola è una guardia giurata, è stato licenziato qualche tempo fa e pur avendo un curriculum vitae di cinque pagine e due encomi per aver salvato la vita ad una persona, non riesce a trovare un nuovo impiego. A quarant’anni è ritenuto troppo vecchio per una nuova assunzione e suo figlio di 14 forse troppo giovane per aver diritto a mangiare, vestirsi e crescere?

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Tra le angosciate parole dette è passata anche l’idea del suicidio, perché Nicola lavora solo quattro ore, una domenica ogni due, per una remunerazione di 68,00€, da cui tra l’altro deve togliere le spese per raggiungere il posto di lavoro per nulla vicino a casa. Questo si chiama contratto di lavoro interinale. A parte che forse costa più redigere il contratto stesso che quello che garantisce, ma credete proprio che questo sia giusto definirlo lavoro? Ed è giusto continuare a mantenere con lauti stipendi coloro che sono responsabili dello sfacelo sociale che ci ha investiti? Questi abomini sono targati Pd, PdL e Monti, con annessi e connessi, che traggono origine tutti dallo stesso calderone e rispondono tutti alla stessa fattucchiera. Come è possibile che un governo possa fare questo ai cittadini della sua nazione? Come è possibile che con una mano imponga sacrifici, povertà e debiti e con l’altra firmi disposizioni miliardarie a favore delle banche? Come è possibile che da un lato sottragga dignità all’essere comune e dall’altro porti tronfiamente a spasso la sua gonfia di favori, mazzette e concussione?

E’ possibile solo perché gli offesi” continuano a votare i partiti responsabili di certe scelte, che scuoiano, derubano, succhiano anche l’ultima goccia del loro sangue, ma abilmente millantano. Fanno promesse improponibili, ma gli “offesi” sono disposti a credergli ancora.

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.Io ho provato sincero dolore nell’ascoltare Nicola e sapere di non poterlo aiutare, ma sono stata sincera. Non ho approfittato della sua instabilità, non gli ho mentito solo per accaparrarmi il suo voto e quello della sua famiglia. Gli ho spiegato che il M5S non ha il progetto di trovare il posto al singolo, magari con qualche raccomandazione in più e meno requisiti, ma di porre le condizioni per un rilancio del lavoro come concetto e rigenerare il tessuto sociale. Ho provato profonda pena nell’ascoltare un uomo che si costringeva a chiedere come favore ciò che gli spetterebbe come diritto in questa Repubblica. Ho provato profonda pena ascoltando la voce di quell’uomo, la stessa con cui Nicola deve spiegare a suo figlio che non può crescere come tanti altri, ma che dovrà imparare a rinunciare.

Io ho provato profonda pena, ma se voi votate gli uomini del Pd o PdL non potete dire lo stesso!

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info@massa5stelle.it

7 commenti leave one →
  1. patrizia permalink
    10 maggio 2013 07:51

    non possiamo promettergli un lavoro , ma sostegno e ascolto sì : se si unisce alla nostra lotta potrà sperare in un futuro per sè e suo figlio

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    • 15 maggio 2013 07:48

      E INUTILE FARE COMMENTI,CI VUOLE LA RIVOLUZIONE ARMATA ANDARE NELLE STANZE DEL POTERE E BUTTARLI FUORI A CALCI IN CULO A STE MERDE CHE SI SONO MESSI SEDUTI SULLE POLTRONE,QUESTA E LA SOLA SOLUZIONE

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  2. Nicola Cavazzuti permalink
    10 maggio 2013 09:38

    Puoi comunicare a Nicola che c’è un ristorante di forte dei marmi che cerca un parcheggiatore addetto alla sicurezza per il pomeriggio? Può venire al centro per l’impiego di Massa per ogni dettaglio. Non sarà la soluzione definitiva, ma credo che sia un aiuto.
    Nicola Cavazzuti

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  3. Cristina Piccinini permalink
    10 maggio 2013 09:59

    La coscienza non è un dettaglio.
    Alla coscienza dobbiamo rispondere tutti, prima o poi. Anche chi ha governato finora, sia il paese sia la nostra città, creando un vuoto profondo, sottraendo invece di creare presupposti, privando le persone di una speranza.
    Ma chi lo ha fatto non è il solo responsabile, perchè ha agito autorizzato da un mandato elettorale. Chi ha ridotto i cittadini in questo stato è stato votato dagli stessi cittadini e da loro autorizzato ad essere artecifice della loro stessa rovina.
    Le cose cambiano solo se si comprende che è nostra responsabilità attivarci in prima persona, che i ruoli istituzionali non devono essere dati a chi li vede come mezzo di potere, a chi promette favori personali, a chi si offre che sistemare parenti o amici ( e sono favori irrealizzabili poichè fatti a centinaia di persone, basta ragionare sulle cose per capire!), ma vanno dati a chi si mette al servizio della cittadinanza e intende agire davvero per il bene comune. Ci vorrà un po’ di tempo, ma le cose possono cambiare. La speranza non è un’utopia, ma bisogna partire da radici solide, dall’onestà, dalla trasparenza, dalla partecipazione. Tutti insieme possiamo e dobbiamo darci da fare perchè queste storie diventino lontane nel tempo, perchè a tutti sia data un’opportunità, perchè la dignità non sia merce di scambio.

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  4. Alberto permalink
    10 maggio 2013 10:25

    La battaglia sarà durissima e richiede il supporto di TUTTI perchè gli interessi che governano le dinamiche della produzione e del lavoro sono enormi e ben organizzati.
    A Massa, in Italia e nel Mondo.
    Partendo dalla gestione del credito e della moneta fino alla scelta di quali prodotti sviluppare e produrre e alle aree geografiche dove produrli.
    Ma in Italia siamo già avanti in questo percorso, abbiamo già avuto la bolla del credito e degli investitimenti finanziari (anche esteri), la riforma del mercato del lavoro COCOPRO, COCOCO etc, le esternalizzazioni e i subappalti, la fine della ricerca applicata e dell’innovazione, l’esplosione del debito pubblico e la riduzione dei servizi pubblici, delle pensioni e stato sociale.
    ADESSO BASTA si deve ripartite in modo DIVERSO.
    E non sentiamoci in colpa come tutto questo fosse dovuto a nostri comportamenti.
    E’ , invece, un metodo ben organizzato che viene replicato in paesi diversi , in maniera scientifica. Dopo Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Cipro, Italia adesso sta andando in crisi la Slovenia e anche in Germania sta scoppiando la questione del lavoro sotto pagato (soprattutto per gli immigrati – italiani inclusi – che, differentemente dai tedeschi , non hanno l’integrazione data dallo stato) .
    Perchè anche nella ricca ed efficiente germania si ricorre a contratti del genere, conoscendo la solerzia e l’affidabilità dei lavoratori tedeschi NON è perchè sono vagabondi e assenteisti allora … CUI PRODEST ?

    leggete questo e i commenti http://goofynomics.blogspot.it/2013/05/il-modello-tedesco-e-la-notte-dei.html

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  5. max permalink
    10 maggio 2013 11:14

    ma siamo sicuri che la colpa sia solo dei politici?la solidarietà non costa niente e la danno tutti soprattutto se chi la dà è garantito da un bel lavoro,e nemmeno chi vota al di fuori dei 5 stelle è un disumano che apprezza queste situazioni,io sono in cigs da 2 anni ,ma quando qualcuno dice no a questi contratti ci sono molti che dicono si e solo con organi preposti alla verifica dei diritti dei lavoratori si possono ottenere dei risultati.

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  6. Alberto permalink
    10 maggio 2013 11:33

    la Slovenia ha un rapporto debito/Pil SOLAMENTE al 60% ma http://www.finanzaonline.com/notizie/news.php?id=%257B9909D844-AA35-4B42-8CD7-3D8BE6AD06C0%257D&folsession=2c3dba4e1bf10f05e066cfedd91b0f25

    vedi andamento investimenti , debito privato e debito pubblico ciclo di Frenkel http://www.rischiocalcolato.it/2013/03/cipro-e-ciclo-di-frenkel-bagnai-e-moderatore-di-cobraf.html

    CUI PRODEST … cioè chi ci guadagna … il pesce puzza dalla TESTA

    http://www.rischiocalcolato.it/2013/01/lo-fanno-e-te-lo-dicono-pure-tanto-il-99-delle-persone-non-capisce.html

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