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Bollette GAIA, Pucci non lo sa..#elezionimassa

5 maggio 2013

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Schermata 2013-01-21 alle 16.55.11Written by Marco Di Gennaro

Buongiorno Massa!

Rimaniamo esterrefatti dalle risposte di Pucci al nostro intervento sulla vergognosa situazione delle bollette di GAIA Spa. Non tanto dal tono, cui i cittadini di Massa sono ben abituati dopo un ventennio di Impero, ma dalle numerose imprecisioni esternate sul piano tecnico-finanziario con l’illusione di demolire quanto da noi affermato.

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Vediamole, queste imprecisioni:
Pucci: “nella tariffa ci sono gli oneri finanziari dei mutui, ma non il guadagno garantito dei soci” (soci che in GAIA coincidono coi Comuni, nda).
M5S: Dovrebbe sapere, il sindaco, che la “remunerazione del capitale investito” è stata abrogata col referendum 2011 ma è stata reintrodotta con la denominazione di “costo della risorsa finanziaria”. Come dovrebbe sapere che nei bilanci tali costi sono già contabilizzati negli ammortamenti dei debiti. Ciò significa che al costo effettivo dei mutui viene aggiunta una rendita per le banche che hanno concesso il credito. Questa nuova voce, guardacaso, compensa il mancato gettito della remunerazione abrogata. Un bel regalino, quindi, al gruppo Monte dei Paschi di Siena, molto “vicino” a GAIA e al Comune di Massa, capofila in queste concessioni di credito. Fra gli interessi dei cittadini e gli interessi delle banche, il Movimento 5 Stelle privilegia nettamente i primi. Tanto è vero che proponiamo, da tempo, che questi mutui vengano accesi presso la Cassa Depositi e Prestiti, a tassi agevolatissimi e non ai tassi “di mercato” delle banche private che comprendono anche l’odioso SPREAD. L’assemblea di Ato1 ha quindi, il 30 aprile, approvato il parametro “teta” come moltiplicatore tariffario al posto del vecchio parametro “k” del metodo normalizzato: è un fatto inconfutabile.
Prendiamo anche atto che, neppure questa estate, i cittadini potranno vedere attivo il nuovo depuratore: non vorremmo ricordare che Pucci ha avuto 20 anni di tempo per rimediare al problema della depurazione.

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Pucci: “non sono d’accordo che i costi per gli investimenti nei servizi idrici siano pagati dalla fiscalità generale.”
M5S: questa affermazione denota una scarsa conoscenza delle nostre posizioni oppure una voluta distorsione della realtà. Nella proposta di riforma delle Tariffe proposta dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Bene Comune, da noi sostenuta a livello nazionale, gli investimenti sono finanziati dalla “Finanza Pubblica”. Riteniamo che lo Stato debba tornare ad avvalersi di questa risorsa, ripubblicizzando la Cassa Depositi e Prestiti o creando una Banca Pubblica Nazionale. La “fiscalità generale” verrebbe da noi utilizzata per garantire la gratuità a “50 litri al giorno per ogni componente del nucleo famigliare” e per rendere accessibile il “consumo di necessità” di 100 litri/persona/giorno. Tutta l’ordinaria attività invece dovrebbe essere finanziata tramite tariffa, con le garanzie della bontà degli interventi programmati che solo la presenza di cittadini e lavoratori negli organi di indirizzo e controllo possono dare.
Sorridiamo quando si afferma che le tariffe di GAIA sono le più basse in Toscana: qualora avessimo le banche direttamente anche nei consigli di amministrazione, come succede negli altri gestori, sarebbe logico che queste vorrebbero spartirsi anche i dividendi, recuperandoli aumentando le tariffe. Per adesso in GAIA le banche sono esterne e si fanno pagare profumatamente il denaro prestato. Pucci dimentica anche che durante il referendum sull’acqua c’era un bando internazionale per la privatizzazione dell’acqua a Massa voluto dalla sua amministrazione (all’ora al gran completo), poi ritirato dopo l’esito del referendum. Per scongiurare definitivamente il rischio di privatizzazione, da anni chiediamo che si utilizzi una “Azienda Speciale” governata da leggi di diritto pubblico anziché una “Spa” governata dal diritto commerciale.

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Pucci, e quindi la candidata Gabrielli nel solco della continuità, non vuole cambiare nemmeno una virgola della situazione attuale di GAIA Spa e del Servizio Idrico. Proprio come il PD a livello locale, tramite il candidato Volpi, dato che in entrambi i programmi elettorali non si fa minimamente cenno alla questione GAIA, come anche nessuno fra loro due accenna al fatto che si sta procedendo a privatizzare la gestione dei rifiuti alla multinazionale di turno che speculerà su questo servizio essenziale. Eppure erano tutti belli, in piazza, con le bandiere di partito il giorno della vittoria del referendum: potevano starsene a casa e avrebbero fatto una figura migliore.
Il centrodestra si smentisce da solo: basta vedere nelle regioni e nei comuni dove governa per capire che i loro programmi sono solo “di facciata”.

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Possiamo quindi affermare, da un lato con orgoglio e dall’altro con preoccupazione, di essere -a Massa- gli unici custodi del voto referendario.

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info@massa5stelle.it

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