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La felicità

8 febbraio 2013

Happiness(1)

Cristina

Written by Cristina Piccinini

Non si sente quasi più pronunciare questa parola.

Quasi fosse un tabù o qualcosa di irraggiungibile. Forse ci siamo solo dimenticati che esiste. Siamo tutti presi dalla sopravvivenza più che dalla vita, dal tenere tutti i birilli in mano come fossimo degli acrobati dell’esistenza. Il lavoro che non c’è o che non soddisfa, che non ci permette di arrivare a fine mese, nel labirinto delle spese, delle tasse, degli impegni, delle scadenze, delle responsabilità. I figli da seguire, da accompagnare, a cui spiegare il perché non si possa avere tutto quello che si vede alla tv, nel martellamento quotidiano che ci induce a spendere, a possedere, a conquistare l’oggetto all’ultima moda, quello trendy, quello fashion.
La casa da mantenere, da pagare, le bollette, il cucinare, il riassettare e il tempo che non basta mai mentre la stanchezza vince ogni proposito e ogni intenzione.
Si corre da un attimo all’altro e ci si ritrova soli perché la frenesia isola, i problemi ci allontanano dagli altri, le ansie ci scavano la solitudine nel cuore.
E in testa ci rincorre il solito pensiero: a noi non pensa nessuno.
Certo non il politico che ci inganna con la favoletta delle promesse elettorali.
Certo non i dibattiti televisivi che ci raccontano di una società malata, stanca, avvilita e passiva, ma presto risorta grazie ai soliti venditori di fumo.
Certo non la carta stampata che manipola ogni fatto per condizionare il pensare e l’agire di ogni persona.
Ma la politica una volta, prima di diventare lo schifo che è adesso, parlava anche di felicità.
E lo faceva in modo appassionato, cercando di trasmettere il senso di comunità, di appartenenza, di condivisione e di solidarietà che sono i primi gradini su cui costruire una coscienza comune.
La felicità non è la ricchezza, e nemmeno il reddito o la produzione . Non è il comperare, non è il consumare, né il fregarsene dei problemi e far finta di niente per “vivere meglio”.
La felicità è forse solo un attimo, ma è anche libertà.
Libertà di avere un lavoro che realizzi sia le aspirazioni sia le qualifiche, di avere tempo libero da dedicare a se stessi, per non dimenticarsi di esistere, di essere, di vivere. E’ la soddisfazione di aggiustare un oggetto rotto e non andare a comperarne uno nuovo, di rispettare l’ambiente con una corretta gestione dei rifiuti, è la gioia di accarezzare il proprio cane o gatto senza ignorare i moltissimi animali che vivono nel dolore e nell’abbandono solo perché sono nati meno fortunati dei nostri. E’ la coscienza di seguire una alimentazione sana, che non ci induca ad ammalarci e che non comporti né la sofferenza né l’uccisione di altri esseri viventi. E’ avere quella coscienza d’animo che solo la consapevolezza e la serenità sanno dare, quando ci si guarda allo specchio e ci si sente fieri di se stessi.
La felicità sono anche mille altre cose, l’abbraccio dell’amore, il profumo del mare, il silenzio della montagna, il sibilo del vento tra i rami.
Ed è anche non cadere nei tranelli dei truffatori, degli imbonitori, dei cialtroni che in cambio del nostro voto direbbero qualunque cosa, con quell’ansia di potere tipica di chi ha interessi ben poco sociali e decisamente molto personali in ballo.
Ma io vado per la mia strada, verso la ricerca del bene, dell’esistenza buona, quell’
eudaimonia della filosofia greca che però so che non sarà una concessione di una potere superiore, ma dipenderà da me. Anche dal mio voto.
Per questo voterò per me.
Perché in me credo, mi conosco, di me mi fido.
E posso farlo grazie al MoVimento 5 Stelle, fatto da cittadini per i cittadini.
La felicità non sarà certo un traguardo facile da raggiungere, ma questa strada è quella giusta.
Bisogna credere in se stessi e non pensare che una sola persona non può cambiare le cose.
Non solo può, ma deve!
Votate per voi!

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3 commenti leave one →
  1. patrizia permalink
    8 febbraio 2013 16:43

    Il maestro sentenziò:
    Se la pietra dicesse: “Una pietra non può costruire una casa”, non si avrebbero case.
    E se la goccia dicesse: “Una goccia non può formare un fiume”, non si avrebbero fiumi.
    E se il chicco di grano dicesse: “Una spiga non può fare un campo”, non si avrebbe raccolto.
    E se l’essere umano dicesse: “Un gesto d’amore non può cambiare l’umanità”, non si avrebbero mai né giustizia, né pace, né dignità, né felicità sulla terra”

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  2. Antoc@mpo permalink
    9 febbraio 2013 22:32

    La felicità è un mito inventato dal diavolo per farci disperare.(Gustave Flaubert)
    Questa è la mia sintesi al tema trattato.
    E poi quando succedeva che “in passato la politica parlava di felicità?”
    Forse si voleva dire “questione morale?”
    Forse mi sono perso qualcosa?
    Parliamo di futuro….visto che ci è stato abbondantemente ipotecato!

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  3. Idalgo permalink
    10 febbraio 2013 11:04

    Cristina hai ricostruito l’Eden e spero tu abbia rimosso in ciascuno di noi ciò che la volontà potrebbe facilmente realizzare. La tua poesia per ora aleggia sulle nostre teste racchiusa dentro una bolla di sapone, ma ognuno di noi con una sottile spilla potrà rompere la bolla e far scendere su questo mondo corrotto, ipocrita ed egoista la vera ragione per cui dobbiamo vivere.

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