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Pariana e San Carlo, acque e frane

1 luglio 2012

Seconda giornata di “PROGRAMMA INSIEME” sabato 30 Giugno, gazebo a Pariana e San Carlo.

La frescura del posto ci ha aiutato a passare una splendida giornata. Ringraziamo gli abitanti per la simpatica accoglienza e per le idee che hanno condiviso. Ogni volta si rimane stupiti dalla bellezza delle nostre montagne e da questo patrimonio dimenticato. Nel mattino abbiamo impiegato il nostro tempo per ripulire il parco pubblico di Pariana lasciato in evidente abbandono. Con un minimo impegno potrebbe diventare un punto di aggregazione per i massesi alla ricerca di un luogo fresco in queste giornate di caldo, come lo era molti anni fa quando ancora era attiva la vecchia sorgente e  le persone in attesa di riempire le bottiglie con quell’acqua parlavano, ridevano e interagivano. Ora la volontà degradante e la fontana alimentata dall’acquedotto purtroppo non offrono più gli stimoli di un tempo. Le frane incombono sulla zona ed anche se qualche lavoro è stato fatto non si può certo parlare di messa in sicurezza definitiva. Che dire poi delle terme di San Carlo, l’eterno fiore all’occhiello mancato del nostro turismo?

L’urna trasparente continua a riempirsi di idee, vi aspettiamo al prossimo appuntamento con le vostre proposte.

Leggi come partecipare.

9 commenti leave one →
  1. roberto del sarto permalink
    2 luglio 2012 07:17

    oltre la crisi
    si parla troppo spesso di ripresa usando il termine “competitività” che dovrebbe essere cancellato dal Dizionario della nuova economia.
    il termine che dovrebbe sostituirlo? Equilibrio
    concetto e parola alquanto complessa perchè coinvolge in modo trasversale tutti noi , il nostro benessere e malessere , coinvolge politici , economisti ,la geomorfologia economica
    il mio pensiero: le risorse di un territorio devono necessariamente costituire un punto fermo dell’economia di un’area , di una regione ,…., rapportate ovviamente alla dimensione fisica (geografica) a cui si rapportano. Il nostro territorio vanta potenziali risorse prime fra tutte le acque e la particolare conformazione morfologica naturale , purtroppo non supportata da un paesaggio antropizzato che ha saccheggiato l’ambinete anzichè valorizzarlo.Ma il capitolo è ancora potenzialmente lungo , dobbiamo pensare di invertire il processo di degrado di loghi come san Carlo e le nostre Montagne attraverso una regia ed un chiaro progetto di utilizzazione di queste risorse .
    il 5 agosto 2009 ho presentato una osservazione al Piano strutturale in cui denunciavo la assoluta mancanza , nel capitolo delle previsioni del “rilancio del settore agricolo” , della previsione di una struttura che ho chiamato Cantina Sociale che oltre la consueta e consolidata attività legata alla viticoltura , fosse di fatto struttura che individuasse e coordinasse i percorsi di potenziamento e crescita di tutto il comparto legato alle risorse naturali , tra cui le acque . Tutto ciò potrebbe naturare una occasione di metamorfosi del mondo del lavoro e della occupazione , aprendo un ulteriore percorso occupazionale vocato al territorio rurale , agricolo , alla sua unicità alla sua riconoscibilità.
    ciò che potrebbe naturare deve essere pensato attraverso un rapporto di equilibrio con l’ambiente con la risorsa specifica senza andare oltre senza competitività garantendo in tal senso una rigenerazione naturale senza alterazioni senza violenze oltre gli interessi di pochi ma per il benessere di tutti. Le nostre colline sono in gran parte in stato di degrado di abbandono , fatta eccezione dell’area di Candia , ettari di oliveti abbandonati , il degrado che la mancata coltivazione crea si somma ad eventi atmosferici che ne amplificano gli effetti …. questo è ciò che accade. Non solo acqua… ma anche terra… ma anche l’uomo in un rinnovato rapporto di equilibrio naturale e sociale.

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    • Giampaolo Papalini permalink
      2 luglio 2012 13:48

      Condivido pienamente quanto dici e rilancio che anche la parola “crescita”, strausata ultimamente, dovrebbe essere sostituita da “equilibrio”. La tua osservazione al piano strutturale che fine ha fatto? Ti hanno risposto?

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      • roberto del sarto permalink
        3 luglio 2012 11:06

        la risposta è stata “parzialmente accolto” ?????
        forse hanno capito di avere un vuoto intellettuale ma pur di non riconoscere la atavica incapacità a progettare a programmmare a proporre e dimenticandosi che il processo partecipativo, su cui si fondano i presupposti della elaborazione del Piano Strutturale, è stato soddisfatto secondo tecniche politiche consolidate.
        il nulla sta dietro a queste menti pensanti e l’ovvietà è il minimo comune denominatore .
        risultato : il quotidiano senza speranza , senza alcuna prospettiva di reazione al nulla.
        Sono convinto che sia iniziata una fase nuova di vera politica fatta dalla cittadinanza che deve recuperare una coscienza ed un equilibrio ma può essere stimolata alla riflessione . grazie JP

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        • Giampaolo Papalini permalink
          3 luglio 2012 13:30

          I processi partecipativi sono stati interpretati dall’attuale classe politica non come ascolto e risorsa della cittadinanza attiva, ma solo come un modo per continuare a fare quello che vogliono dandoci l’illusione di ascoltare la nostra opinione. Quando poi gli sfuggono di mano si irritano un po’, vedi l’inchiesta pubblica su Cava Viti a Montignoso o le note vicende del pirogassificatore di Castelfranco http://www.gonews.it/articolo_128167_Enrico-Rossi-accolto-Comitato-contro-pirogassificatore-Castelfranco-Chiedono-spiegazioni-tira-dritto-Video.html

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  2. 2 luglio 2012 09:43

    Roberto mi trovi completamente d’accordo (già ebbi modo di parlare con te di queste problematiche quando tempo fa ci vedemmo lì al tuo studio con mio babbo Silvano Mazzanti). Lo stato di degrado che affligge il nostro territorio è impressionante, ma la cosa che più di ogni altra mi spaventa è la totale mancanza di progettualità in senso ampio di una vera e propria gestione virtuosa delle risorse. Non ci sono progetti volti a dialogare col territorio e forse, a guardarsi ben attorno, non ci sono mai stati. Ben vengano idee e proposte in tal senso. Abbiamo bisogno di intelligenza nostrana al servizio del territorio. Massa è ricca di gente in gamba, ne sono convinto.

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  3. patrizia permalink
    2 luglio 2012 10:22

    riguardo al degrado dei parchi pubblici , è vero che a sporcare sono sempre gli “altri”, ma quando vediamo qualche rifiuto abbandonato incivilmente non ci costa nulla raccoglierlo, oppure riprendere chi lo ha gettato . In particolare , il carico inquinante delle cicche di sigarette è enorme e difficilmente i fumatori le gettano nei cestini : soprattutto nella stagione estiva esse finiscono nella sabbia o in mare , dove rappresentano il 40% dei rifiuti !

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  4. Massimiliano Paolicchi permalink
    2 luglio 2012 21:23

    Il senso di equilibrio e di sviluppo sostenibile deve partire, prima che dalle istituzioni, dai cittadini. Finché non si evolve la mente di chi vota, non si evolvono i votati. Per questo è bello quando si riesce a mettere un semino nella mente di ogni persona, un piccolo senso civico, che diventa un grande pensiero condiviso. Spazzare in un parco pubblico non è solo spazzare in un parco pubblico, buttare una sigaretta nel cestino, non è solo buttare una sigaretta nel cestino, sapere chi stiamo votando, non è solo sapere cosa stiamo votando… è riappropriarci del futuro, di un futuro più giusto… in equilibrio. 🙂

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  5. Alessandra permalink
    2 luglio 2012 22:21

    I nostri paesi a monte sono sempre stati dimenticati, la politica è presente solo con qualche consigliere che fa da tramite per piccoli problemi, in pratica fa il suo lavoro. Non c’è mai stato un progetto che veramente si sia occupato di migliorare la vita e l’economia di chi ci abita. Spero che i cittadini colgano l’occasione lanciata dal MoVimento 5 Stelle per proporre delle soluzioni.

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  6. 3 luglio 2012 13:34

    Massa ha bisogno che i massesi facciano un salto in avanti di qualità culturale, devono liberarsi dai gioghi dei “favori” che li ha resi schiavi di questa politica avida e furba. Tanti, troppi cittadini dovrebbero chiedersi se invece di campare di promesse o permessi personali non sia meglio puntare su un’amministrazione con un obiettivo a lungo termine e generalizzato che creerebbe un benessere socio-ambientale collettivo, con ricaduta sull’intera città, in grado di trasformare le attuali “regalie personalizzate” in vere e proprie prerogative.

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