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Liberarsi dalle banche si può! Incontro con Jak Bank

13 giugno 2012

COSA: Liberarsi dalle banche si può! Incontro con Jak Bank: un nuovo modo di concepire l’idea di banca e liberarsi dall’usura. Con Giorgio Simonetti, reporter freelance.

QUANDO: Venerdì 15 Giugno ore 21:00

DOVE: Casa delle Culture ex-CAT, Via Pomario Massa.

Mai come adesso sentiamo le nostre vite intrappolate dal sistema bancario, le domande che in molti si stanno facendo sono: “Possiamo liberarci dalle banche?”, “E’ possibile dare una diversa sistemazione ai nostri risparmi?”, “ Possiamo aiutarci tra cittadini?”. L’incontro con Giorgio Simonetti , giornalista e fondatore del progetto JAK Italia, ha lo scopo di dare delle risposte e dimostrare come è possibile creare un sistema differente da quello in cui viviamo. (Il reportage su JAK di Giorgio Simonetti è stato trasmesso da Report su Rai 3)

JAK ha a che vedere con la libertà, nasce nel 1965 come un movimento di emancipazione economica. Emancipazione da un sistema creditizio basato sul debito e sull’interesse, che rende sul lungo periodo le persone e le nazioni schiave di un meccanismo in altri tempi severamente condannato e definito con il termine di “usura”. A questo aspetto si è poi aggiunto, negli anni ’70, un motivo critico di natura ambientalista: com’è possibile concepire un sistema monetario in cui il debito cresce esponenzialmente, per via dell’interesse composto, all’interno di un pianeta dalle risorse limitate? Per spiegare JAK in due parole potremmo definirlo come un movimento di obiettori di coscienza del concetto di interesse, che scelgono di condividere tra loro i risparmi e i prestiti senza pretendere una remunerazione sul proprio denaro e pagando per il solo “servizio del prestito” che la banca offre. Per interesse è quindi intesa una remunerazione automatica del denaro che sia scollegata dai concetti di risorse naturali (J), lavoro (A), e capitale infrastrutturale (K), i tre capisaldi dell’economia “reale” a cui JAK si rifà anche con il proprio acronimo. Per citare un esempio, la remunerazione che si ottiene acquistando titoli di Stato non rientra per JAK nei criteri di economia reale. In poche parole il movimento lotta contro quella parte della finanza che non prende parte alla realtà economica ma è pura speculazione parassita, guadagno sicuro per chi ha già più del necessario e indebitamento progressivo per chi non ha ed è costretto a chiedere in prestito per vedere rispettati i propri diritti di essere umano. Per esempio per vedere soddisfatto il proprio diritto di abitare. Secondo la filosofia JAK l’interesse agirebbe come una sorta di strumento di redistribuzione monetaria, che funziona all’incontrario: una sorta di tassazione della povertà che trasferisce ricchezza dai poveri ai ricchi. La realtà sembra dare ragione a questa chiave di lettura, basti pensare alla crisi del debito dei paesi africani, sempre più strangolati dalla morsa dell’usura imposta da Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale

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  1. 26 ottobre 2012 19:18

    Un video illustrativo :

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