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I tecnici, i comitati, i politici

12 dicembre 2011


 Ormai è un ritornello che conosce bene chi da anni si occupa di criticità del territorio: quando la politica non riesce a far digerire le sue scelte ai cittadini viene chiamato in causa il Tecnico. Il copione viene rappresentato generalmente in un’ assemblea pubblica dove, insieme al politico di turno, compare il tecnico che con dati incontrovertibili, solo di sua conoscenza, inonda di numeri e percentuali i presenti concludendo sempre che la scelta proposta dall’amministrazione è innocua e vantaggiosa per la popolazione e per le casse pubbliche, senza dar modo ai cittadini di ricevere informazioni da altre fonti non legate alle istituzioni

Peccato che quasi sempre non è così, negli anni abbiamo assistito alle più grandi bugie della storia avallate dal tecnico di turno, inceneritori, industrie chimiche etc sono sempre stati presentati così. Noi siamo convinti che la strada giusta sia quella della “saggezza popolare”, le persone da sempre intuiscono cosa sia giusto per la loro famiglia senza bisogno di tecnici, poveri tutti quelli che negli anni si sono basati sui loro consigli nelle proprie scelte ! I cittadini hanno ormai i mezzi per informarsi e formulare domande alle quali deve rispondere la politica, non di certo il tecnico di turno. Noi crediamo che, in certe scelte, i cittadini debbano essere parte in causa della decisione e non inermi spettatori di soluzioni già prese dai politici (che lo ricordiamo sono NOSTRI DIPENDENTI) . Riteniamo corretto che prima di affrontare la messa in cantiere di unʼopera pubblica la popolazione sia chiamata a discuterne con lʼamministrazione, formulando domande, controproposte e modifiche sulla base di reali esigenze e richieste nate dal territorio. Ad esempio una piazza se deve servire per riqualificare un centro storico, deve essere la cittadinanza a dare unʼidea di come dovrebbe essere il progetto perchè sono i cittadini che devono viverla!

Recentemente poi c’è stata un’ ulteriore evoluzione della specie, il tecnico-politico; i sostenitori di questa figura decantano la possibilità di coniugare tecnicismo a politica dimenticando che proprio il tecnicismo porta la politica distante dai cittadini. Noi preferiamo pensare che la politica debba essere di tutte le persone che insieme riescono a prendere le decisioni migliori per il loro territorio, gli eletti devono essere portavoce dei cittadini non di università, banche o studi legali. Stiamo tristemente subendo il mondo dei tecnocrati, ma adesso basta, il futuro devono deciderlo insieme le persone lavorando e scambiandosi le idee, ” intelligenza collettiva“!

P.S. Dimenticavamo il terzo tipo di tecnico che è il tuttologo, ovvero quello che avvalendosi di un titolo generico, ad esempio professore in qualcosa, presta la sua opera al bisogno, leggendo qualche scheda tecnica diventa esperto di qualsiasi argomento, in funzione del mandatario di turno, che per arroganza rifiuta il confronto sull’argomento e per supponenza deride le opinioni altrui.

Istruzioni per l’uso: evitare accuratamente di ascoltarlo!

 I compromessi sono finiti, I cittadini hanno il diritto di decidere il futuro del proprio territorio, la risposta per questi signori è senza dubbio quella suggerita da Woody Allen nel video ….

 

2 commenti leave one →
  1. 13 dicembre 2011 06:34

    Bellissimo! vi ricordate il suo film in cui si vedono i suoi amici.tornando indietro ai tempi della scuola elementare , che seduti dai banchi dicevano: io sono un dentista, io un insegnante, io un rapinatore di banche, io uno spacciatore, io mi prostituisco part time etc etc? Grande Woody, insieme a Pasolini due profondi conoscitori della realta’ umana.

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  2. stefano permalink
    15 dicembre 2011 11:39

    temo che i parlamentari non siano nostri dipendenti; infatti, quando poco tempo fa è stato proposto il cosiddetto contributo di solidarietà per coloro che hanno redditi sopra i 90mila euro, in un primo tempo è stato applicato anche ai parlamentari, salvo invertire la rotta (con tanto di refusione del “maltolto”) il mese successivo, in quanto è stato asserito, appunto, che NON sono DIPENDENTI della P.A., non essendo stati assunti con procedura concorsuale, bensì essendo stati ELETTI.
    Per il resto condivido tutto: sto leggengo Michelotto nella sua “Democrazia dei cittadini”: abbiamo ai nostri confini un paese che applica con successo da oltre 100 anni la democrazia diretta e non siamo nemmeno capaci di copiarlo! Spero che riusciremo ad imparare, possibilmente prima che sia troppo tardi.
    Stefano

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