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Pericolo campi elettromagnetici

29 ottobre 2011

 

Riceviamo e volentieri diffondiamo la mail del Dr. Alfio Turco della Polab in merito al DDL sviluppo art.12 Limiti Campi Magnetici :

Gent.mi,
è in atto un pericoloso tentativo di innalzamento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici.

Infatti il Ministro dell’economia, On Tremonti, lo scorso 24 ottobre ha presentato in Consiglio dei Ministri un DDL contenenti le misure per lo sviluppo, che andrà in discussione in questi giorni.
Il DDL include un articolo ( il n° 12 – Limiti campi elettromagnetici) che contiene delle proposte di modifica dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici, così come erano articolati nel DPCM 8 luglio 2003 e che prevedeva tre tipologie di classificazione:
a) limiti di esposizione, inteso come valore massimo non superabile (per i dispositivi cellulari pari a 20V/m);
b) limiti di attenzione, da applicarsi per esposizioni superiori alle 4 ore consecutive ( 6 V/m)
c) obiettivi di qualità (6 V/m).

La nuova proposta prevede che l’applicabilità di questi limiti venga modificata, come segue:

– si escludono da ogni limite le emissioni generate da apparati portatili (cellulari, tablet, smart-phone etc…)
– si modifica il concetto di esposizione prolungata che finora riguardava TUTTI i luoghi, interni ed esterni ad edifici, e che verrebbe ristretto solo alle aree interne, mentre per le pertinenze esterne come terrazzi o balconi si applicano gli obiettivi di qualità, che subiscono anch’essi la modificazione del significato originario;
– il concetto di obiettivo di qualità, infatti, non viene più inteso come l’indicatore di un livello di campo, bensì come una metodologia che tiene conto del fatto che gli impianti non emettono sempre i valori massimi di segnale e pertanto, i limiti precedenti (6V/m), invece di essere un valore non superabile mai, ora diventa il valore di riferimento per una media statistica sulle 24 ore e su una superficie pari alla dimensione corporea.

Inutile sottolineare che, per far rimanere entro i 6V/m una media di 24 ore le emissioni di impianti quali quelli della telefonia mobile, che durante le ore notturne sono praticamente ad emissione zero, è possibile che nell’arco della giornata si posso avere anche picchi prolungati vicini ai limiti di esposizione e cioè dei 20 V/m.
A titolo di esempio: se su un terrazzo di una abitazione, tutti i giorni, un impianto emettesse per 8 ore consecutive un segnale che determina un valore pari a 18 V/m (contro il valore massimo di 6 V/m attualmente consentito) e poi andasse a zero per il resto della giornata, la media sulle 24 ore sarebbe pari a 6 V/m (calcolato in un solo punto, se poi la media viene estesa su una superficie pari alla dimensione del corpo umano, il valore risultante sarebbe ancora più basso nonostante l’intensa esposizione delle 8 ore), risultando quindi conforme ai limiti di legge;.

Le motivazioni e gli obiettivi di questa modifica sono stati esplicitati nello stesso documento di accompagnamento alla proposta:
a) la necessità di garantire potenze sufficienti a dare servizi con la nuova tecnologia LTE appena licenziata e che ha portato nelle casse dello Stato quasi 4 miliardi di Euro;
b) favorire gli investimenti nel settore delle telecomunicazioni;
c) semplificare i processi di valutazione delle pratiche con agevolazioni di tipo amministrativo (meno limitazioni da organi che esprimono pareri di carattere sanitario come ARPA E AUSL).

La Proposta non intacca comunque la facoltà dei Comuni di disciplinare i processi pianificando e regolamentando, ma per tutti quei casi in cui le Amministrazioni non sono dotati di strumenti di gestione, la modifica si traduce in una deregulation di fatto.

Per favorire la conoscenza della criticità, abbiamo predisposto un modello di OdG da sottoporre a Comuni, Province e Regioni in modo che il problema possa essere portato a conoscenza e discusso in tutte le sedi istituzionali in cui é possibile.

In allegato oltre alla bozza di OdG anche la proposta di modifica dell’Art 12 del DDL sviluppo.

Inutile specificare che questa proposta di modifica dei limiti di esposizione va in direzione diametralmente opposta a quanto é all’evidenza della Comunità Europea che invita ad adottare tutti i provvedimenti idonei a minimizzare il rischio da esposizione ai C.E.M (Campi ElettroMagnetici), anche scoraggiando ed in alcuni casi vietando espressamente, nei luoghi pubblici come scuole, biblioteche, etc.. l’uso dei cellulari e l’adozione di sistemi Wi-Fi per la connessione ad internet.

Come soluzione alternativa, segnaliamo che il passaggio dai cavi in rame, attualmente utilizzati, alla fibra ottica consentirebbe di avere all’interno delle abitazioni una fruibilità maggiore in termini di velocità di trasferimento dati e nessuna emissione dovuta a radiazione da impianti se si escludono i router wireless (comunque non necessari).

Invitiamo tutti a dare massima diffusione alla presente nota, nonché alla bozza di OdG allegata, e favorire la discussione della stessa in tutte le sedi istituzionali e non, ritenute opportune.

Cordiali saluti,

Alfio Turco

7 commenti leave one →
  1. Giuseppe Orofino permalink
    30 ottobre 2011 10:47

    Hanno venduto care le frequenze poche settimane fa agli operatori di telefonica mobile, che vorranno installare sui siti esistenti altre antenne, in qualche modo devono ridargli indietro qualcosa. Con questo sistema gli operatori potranno aggiungere altre antenne su siti già saturi minimizzando l’investimento e l’arpat non ci potrà fare niente.

    Per quanto riguarda il rame questo è di proprietà di telecom che lo vende carissimo, questo monopolio di fatto rende l’accesso alla rete in rame improponibile per i piccoli operatori che usano invece le radiofrequenze per offrire agli utenti connessioni internet alternative di qualità e a prezzi accessibili.

    A mio modesto parere sarà obbligo dei comuni dotarsi di un piano delle antenne che possa minimizzare l’impatto elettromagnetico favorendo al contempo quegli operatori locali che operano in sicurezza.

    Beppe

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    • Giampaolo Papalini permalink
      31 ottobre 2011 15:06

      Beppe e per quanto riguarda il WI-Fi cosa ne pensi ?

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      • Giuseppe Orofino permalink
        31 ottobre 2011 23:40

        Potenza massima 100mw almeno 10/16 volte meno potente del cellulare (>1watt) che portiamo in tasca…. il router wifi non te lo metti in tasca e non ci telefoni mettendolo all’orecchio 🙂

        Quindi se assumiamo come fatto certo che le microonde fanno male nel computo totale che ne assorbiamo il wifi concorre veramente per una percentuale infinitesimale.

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        • Giampaolo Papalini permalink
          1 novembre 2011 19:52

          Il cellulare ha questa capacità di emissione anche in stand-by ? L’emissione di onde, anche se bassa, di un router wi-fi è continua quando siamo connessi o più persone sono connesse nello stesso ambiente, quindi dovremmo parlare di esposizione nel tempo, non del valore massimo di potenza. Ad esempio che differenza c’è tra una telefonata di 5 minuti e un ora di connessione a livello di esposizione totale alle microonde ? Scusa l’insistenza, ma vorrei capire bene e approfitto della tua esperienza.

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          • Giuseppe Orofino permalink
            2 novembre 2011 08:32

            Non ho un esperienza così grande per riuscire a risponderti bene proverò a fare qualche considerazione:

            In teoria un AP wifi ed una cella mobile si comportano più o meno nello stesso modo mandano un impulso per avvertire che esistono e che sono disponibili ad erogarti il servizio. Il cellulare ed il computer si registrano ed in standby rispondono a questo segnale per rimanere agganciati al sistema, una cosa del tipo “sono pluto chi ce a giro? ci sono io mi chiamo pippo”. Nel AP wifi questa sincronia avviene generalmente circa 5 volte al secondo (valore definibile cmq dall’utente) e dura pochi centesimi per un cella telefonica non sò.

            Durante una conversazione telefonica viene stabilito un flusso continuo con la cella e l’esposizione dovrebbe essere quella che teorizziamo, per l’AP wifi la cosa diventa complessa: ogni singola pagina, video o mail sono un flusso dati che ha un inizio ed una fine. Una volta scaricata la pagina l’AP wifi non trasmette più dati, quindi se stai un’ora davanti al computer a rispondere e mail o navigare normalmente l’esposizione è minima due o tre minuti al massimo. Se scarichi un film con emule su 60 minuti è capace che l’ap trasmette per 10, 15 minuti in totale il tuo computer risponde per circa due o tre minuti del tempo. Questi sono calcoli teorici dipende tutto con quale velocità il computer riece a parlare con l’AP wifi e soprattutto con che qualità, esempio: se ti connetti ad un 1 Mb/s e scarichi un megabyte la trasmissione durerà circa 8 secondi, la stessa quantità di dati verrà trasmessa in meno di un secondo se ti colleghi a 10 Mb/s con l’ AP wifi.

            Nelle trasmissioni dati internet i computer memorizzano localmente la stragrande maggioranza delle informazioni questo per minimizzare il consumo di banda sulla rete, la cosidetta cache o file temporanei dei browser, quindi nella normale navigazione quotidiana spesso quello che scarichiamo dalla rete e viene trasmesso dall’AP wifi al computer può essere veramente infinitesimale.

            Quindi se facciamo tanto file sharing scaricando film, musica conviene sicuramente che il computer sia collegato al router via cavo per il resto delle normali applicazioni internet può andare bene anche il wifi.

            Chiudo con una provocazione/riflessione i cavi in rame o la fibra ottica è vero che non trasmettono onde elettromagnetiche ma quant’ è l’impatto ambientale per mantenere questa rete funzionale? Pensate agli “omini” della telecom che girano con i pandini ed i centinaia di chili di rame e plastica usati ogni giorno a Massa per riparazioni/nuove installazioni… ogni singolo utente ha un suo cavo personale che parte dalla centrale telecom e gli arriva a casa… mediamente almeno un paio di km a testa.

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    • 4 gennaio 2012 12:40

      Diffidate da chi vi vende qualcosa e da chi ha pagato lo stato.

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  2. 30 ottobre 2011 23:03

    In Svezia e negli Stati Uniti è riconosciuta l’ Elettrosensibilità come condizione fisica invalidante…
    http://marco-lavocedellaverita.blogspot.com/2010/06/ipersensibilita-elettromagnetica-ehs.html

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