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ATTENZIONE: rischio contaminazione acque

26 maggio 2011

Condividendo le preoccupazioni espresse per la salute pubblica, per l’ecosistema marino e costiero, diffondiamo un comunicato della Sezione Apuo-lunense di Italia Nostra. Invocando il Principio di Precauzione auspichiamo, se non fosse già attivo, un divieto di balneazione con una congrua fascia di tolleranza, almeno durante l’esecuzione dei lavori. Invitiamo i bagnanti della zona ad auto-cautelarsi.
In quale tipo di discarica e dopo quali trattamenti, andrà il materiale dragato? Un’idea l’abbiamo, purtroppo. Verificheremo.

Movimento 5 Stelle – Massa

PERICOLO DI INQUINAMENTO DEL MARE

A CAUSA DEI LAVORI DI “BONIFICA” DEI FONDALI AL LAVELLO.

La Sezione Apuo-lunense di Italia Nostra esprime il suo più totale disappunto per il modo in cui la Provincia di Massa-Carrara e l’Assessore alla Difesa del Suolo Fabrizio Magnani stanno realizzando la bonifica dei sedimenti marini alla foce del Lavello.

Apprendiamo dalla stampa” scrive l’associazione “che i lavori saranno eseguiti con una piattaforma su cui è montato uno scavatore… Le nostre perplessità in proposito le abbiamo già espresse più volte. Sono legate al fatto che, a seguito degli studi effettuati dall’ISPRA lungo la fascia costiera (compresa nel SIN di Massa-Carrara) si è scoperto che detti sedimenti risultano contaminati da idrocarburi aromatici, policlorobifenili, pesticidi e metalli pesanti tossici del calibro di arsenico, piombo, mercurio, nichel e rame, con concentrazioni in alcuni casi superiori di ben 400 volte alla soglia consentita. Essi, pertanto, dovevano essere aspirati tramite una campana sotto vuoto per essere poi conferiti in discarica e non semplicemente rimossi da una scavatrice come sta invece avvenendo.

Sembrava che i responsabili dell’intervento tenessero conto di queste semplici considerazioni. D’altronde era stato Magnani stesso a dichiarare sulla stampa che la bonifica, proprio per ridurre al mimino i rischi di avvelenamento delle acque marine, sarebbe stata condotta aspirando gli inquinanti e non tramite dragaggio dei fondali. Poi, però, smentendo se stesso, l’assessore ha deciso di agire diversamente.

Ripetiamo che, effettuando le operazioni di rimozione dei sedimenti sollevandoli con lo scavatore, si corre il rischio – da subito e proprio in prossimità della stagione balneare – di contaminare gravemente un ampio tratto di litorale, in quanto gli inquinanti chimici potranno disperdersi nelle acque circostanti il Lavello… con la possibilità, nei prossimi 20 anni, di un aumento vertiginoso dei tumori sul nostro territorio.

L’allarme “rosso”, a ns. avviso, per la salute della popolazione risulta già chiaro e concreto fin d’ora, se è vero che appena poche ore dopo l’inizio dei lavori la zona del Lavello è stata invasa da miasmi irrespirabili, provocati, per l’appunto, dallo spostamento di detti pestiferi sedimenti, rimasti da decine d’anni depositati sui fondali.

Di fronte a tale, incombente rischio per i residenti e gli ospiti bagnanti del nostro litorale ci aspettiamo un immediato intervento della Capitaneria di Porto, dell’Arpat e dei Sindaci di Massa e Carrara, quali responsabili della salute pubblica, per porre fine a questo sconsiderato scempio e fare in modo che la bonifica avvenga in modo tecnicamente corretto e rispettoso dell’ambiente e della qualità della vita”.

ITALIA NOSTRA – Sezione Apuo-Lunense “Luigi Biso”

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One Comment leave one →
  1. 27 maggio 2011 11:28

    Siamo sempre alle solite, questi responsabili, pagati per niente, pubblicamente dichiarano una cosa poi fanno quella che economicamente gli consente di lasciarsi un margine cospicuo di introito personale. Sarei curiosa di confrontare il capitolo di spesa prevista per tale operazione e l’importo pagato realmente. I sindaci di Massa e Carrara, l’Arpat, e via dicendo, non dovevano essere pregati di intervenire, ma sarebbero dovuti essere presenti a vigilare sulla salute dei cittadini che dovrebbero rappresentare. Basta, è veramente troppo! Devono andare tutti a casa, ma prima pagare con il loro patrimonio personale tutto il male fatto alla NOSTRA comunità!
    Chiediamo le loro DIMISSIONI, è una vergogna; alla nostra provincia non mancava di certo un’altra causa grave di tumore.

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