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Anche a Massa la manifestazione dei precari.

9 aprile 2011

Anche Massa tra le piazze della manifestazione nazionale dei precari del mondo del lavoro “Il nostro tempo è adesso”, ci auguriamo che non venga strumentalizzata dai partiti, tutti corresponsabili della grave situazione del lavoro in Italia.

Ecco l’appello dei precari italiani:

Salve a tutti,
Il 9 aprile sarà una grande giornata di mobilitazione in cui finalmente noi precari, disoccupati, lavoratori autonomi, studenti, noi giovani senza diritti scenderemo in piazza per manifestare, uniti, la nostra esistenza, per rivendicare i diritti che oggi ci sono negati, per far sentire la nostra voce e raccontare chi siamo, perché vogliamo un altro paese, un paese che investa sulla ricerca e sulle giovani generazioni invece di relegarle ai margini del sistema produttivo, mortificandone le competenze e cancellando ogni possibilità di realizzazione personale.

Per fare questo dovremo essere in tanti e dovremo essere ovunque.
Non una sola grande manifestazione a Roma, ma centinaia di piazze in tutta Italia
TRA CUI MASSA da cui gridare la nostra esistenza e il nostro desiderio non più rinviabile di vivere la vita.

LIBERIAMOCI DALLA PRECARIETÀ

Sabato 9 Aprile la mobilitazione che si svolgerà sotto il Comune di Massa si articolerà in una serie di eventi che in chiave ironica rappresenterà la vita dei precari e dei disoccupati:
ORE 17.00 PARANORMAL ACTIVITY: annunci di lavoro paranormali!
ORE 17.30 INDOVINA CHI SI SIEDE?: a chi tocca il lavoro precario? Rivisitazione tragicomica del gioco della sedia.
ORE 18.30 EQUILIBRI PRECARI: flash mob, tutti fermi in posizioni precarie, da equilibristi quali siamo nella vita di tutti i giorni!
ORE 18.45 OSTACOLATI: corsa ad ostacoli dei lavoratori precari
ORE 19.00 LOTTERIA DEL PRECARIO: vinci un lavoro, ma che tipo di lavoro?

IL TUTTO SARÀ ACCOMPAGNATO DA PERFORMANCE MUSICALI DI PERCUSSIONISTI VARI!

www.ilnostrotempoeadesso.it

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  1. 9 aprile 2011 13:10

    Egregi/e,
    la precarietà molto dipende dalla precarietà del nostro sistema economico, destrutturato 1. dalla globalizzazione e 2. dalla vecchia struttura della proprietà privata dei mezzi di produzione. Guardate come una sola famiglia (tanzi-parmalat) abbia messo a repentaglio 36.000 dipendenti e lavoratori della Parmalat.

    La proprietà statale dei mezzi di produzione non ha funzionato.
    ma vi sono molti esenmpi di proprietà collettiva dei mezzi di produzione come nei paesi Baschi (cooperative Mondragon, 200 coop con 190.000 persone, reddito pro capite più alto in Europa fino al ’90), Aegentina (200 coop. – i lavoratori hanno preso in mano le azien de in crisi e se le gestiscono) etc.

    la cooperazione COORDINATA e non SUBORDINATA potrebbe essere il nuovo trend che dovremmo perseguire: Democrazia anche nel posto di lavoro non solo in politica.

    In effetti la democrazia politica ci permette di inserire una scheda elettorale in un urna una volta ogni 4 anni, ma chi comanda poi sono coloro che detengono i cordoni della borsa.
    Ma la democrazia in sè solo politica diventa una farsa se non vi è democrazia anche nella’mbiente di lavoro con una massiccia partecipazione collettiva nella produzione, commercializzazione, finanza.

    In effetti le coop Mondragon dei Paesi baschi sono uin buon esempio:
    * 1 Università Cooperativa
    * banche coop
    * supermercati cooperativi
    Il 10% dell’utile di tutte le coop va a scopi sociali: scuole, strade, assistenza, ricerca etc.

    Responsabilità collettiva nell’ambiente di lavoro.
    Il governo non sta facendo nulla per ripristinare l’economia locale.
    E’ necessario ristabilire l’AUTOSUFIFICENZA LOCALE. così potremmo trovare lavoro, pagare tasse , avere servizi etc.
    Si creerebbe un circolo virtuoso lavoro, reddito, consumi, produzione…

    Non dovremmo importare beni e servizi che possiamo produrre in loco.
    Se tutti i paesi lavorassero in questo modo avremmo un equilibrio economico generale.

    La globalizzazione, BM, FMI e WTO, (27.000 pagine in 4 trattati TRIP, TRIM, GATT, NAMA creati da 400 multinazionali e il tesoro americano, non i singoli paesi) ha creato problemi per tutti i paesi.
    Tunisia: Ben Alì era legato al FMI, e si sa che le regole SAP del FMI portano alla rivoluzione sociale, perchè le multinazionali spremono come limoni le popolazioni…

    Quindi sono d’accordo con le proteste contro il precariato,
    ma è necessario anche essere chiari sulle eventuali soluzioni da percorrere e presentare ai nostri poco coscienziosi politici.

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