Skip to content

Una colonia francese.

28 marzo 2011

 

Forse negli anni appena passati non ce ne siamo accorti, ma è ormai evidente che stiamo diventando una colonia francese, guardate questo elenco :

Grande distribuzione: – Carrefour, Le Clerc, Le Roy Merlin, Decathlon, Auchan

Alimentari: – PARMALAT. Lactalis e i fondi esteri soci dell’azienda italiana hanno siglato un accordo per la cessione di tutte le quote ai francesi e il gruppo dei formaggi conta su una partecipazione del 29% del capitale di Parmalat. -DANONE

Energia: – EDISON. E’ al centro della contesa con Electricite’ de France che detiene il 19,3%. Il riassetto della societa’ italiana e’ stato sospeso fino a settembre. – ACEA vede fra i suoi azionisti Gdf-Suez, con il 10%.

Servizio Idrico: – Gruppo GdF-Suez. -ACEA. -Veolia

Acqua in bottiglia: – Gruppo NESTLE’: Acqua Panna, Acqua Vera, Levissima, Pejo, S. Pellegrino, San Bernardo, Recoaro -DANONE: Evian

Banche: – BNL e’ entrata a far parte del colosso bancario francese Bnp Paribas nel 2006; il processo di integrazione si e’ concluso nel 2008. – CARIPARMA e’ entrata nel 2007 a far parte di Credit Agricole. – MPS vede una partecipazione di Axa del 2,5%. – MEDIOBANCA ha fra i suoi azionisti Bollore’ col 5% e Groupama con il 4,9%.

Moda: – BULGARI e’ stata acquisita da Lvmh: una operazione da 4,3 miliardi di euro. – GUCCI e’ entrate nel gruppo Pinault-Pritemps-Redout (Ppr).

Trasporti: – ALITALIA ha visto nell’operazione di salvataggio l’intervento di Air France-Klm, che ne detiene il 25%.

Inceneritori di rifiuti: Veolia

Centrali Nucleari: EDF, Areva

Se poi andiamo ad analizzare la qualità della presenza francese troviamo il peggio che la società industrializzata ha prodotto nel secolo scorso, centrali nucleari, inceneritori, grande distribuzione. Nel più bieco stile coloniale i cari cugini ci piazzano la loro “spazzatura” e si portano a casa i guadagni, i fatti delle ultime settimane ci consegnano un’immagine decisamente negativa dei transalpini, un paese che si fonda su guerra e nucleare ben lontano da quel Libertè Egalitè Fraternitè che in molti casi ci faceva un pò di invidia: noi paese senza identità e disunito, loro rivoluzionari e coesi.

L’invasione francese rientra nei piani del “vero potere”, quello che con l’avvento dell‘Euro e del trattato di Lisbona sta mettendo a segno i propri obiettivi, ben tracciati dal giornalista Paolo Barnard autore del libro “Il più grande crimine” nella sintesi qui di seguito:

Questa è la spirale perversa che fu pianificata fin dagli anni ’30 dello scorso secolo e che oggi è giunta a piena fruizione – i dettagli ne Il Più Grande Crimine:

– Agli Stati dell’Eurozona è stata sottratta la sovranità legislativa e monetaria con i Trattati di Maastricht e di Lisbona, che danno poteri immensi alla Commissione Europea di burocrati NON eletti.

– Quei Trattati hanno regole che hanno paralizzato gli Stati nella loro funzione di spendere a deficit per la piena occupazione e pieno Stato sociale dei cittadini. E in ogni caso l’euro non è più degli Stati, che lo devono chiedere in prestito ai capitali privati con limiti enormi di sovranità proprio nella spesa.

– Peggio, ai governi è stato inculcato il dogma dei tagli alla spesa a tutto campo, blocco o riduzione degli stipendi pubblici, e di tutti i servizi sociali.

– Il calo degli investimenti pubblici ha così sottratto ricchezza anche al settore privato, che di conseguenza taglia, licenzia o precarizza. C’è una deflazione dei redditi sia pubblici che privati.

– La deflazione dei redditi pubblici e privati crea un calo di domanda, cioè meno vendite e meno ricchezza che circola, ma questo costringe le aziende che non vendono a licenziare e precarizzare ancor più, innescando un circolo vizioso di calo di redditi, calo di domanda e ancora crisi di aziende e licenziamenti e deflazione dei redditi senza fine.

– Licenziamenti e calo dei redditi costringono però gli Stati a spendere in ammortizzatori sociali di ogni tipo, per cui ciò che essi avevano risparmiato dai tagli alle spese viene poi rispeso per gli ammortizzatori, cioè sempre peggio in termini di deficit e debito.

– A peggiorare ancora il deficit e il debito c’è appunto il fatto che gli Stati devono chiedere gli euro in prestito ai privati che ne decidono i tassi d’interesse. Questo fa sì che oggi il debito degli Stati dell’Eurozona sia un vero debito dovuto a grandi capitali esteri, che gli Stati possono ripagare solo tassandoci o facendo altro debito. I mercati sanno questo e hanno perso la fiducia negli Stati dell’Eurozona che sono visti come a rischio di fallimento. E più crolla la fiducia e più i mercati alzano i tassi per darci gli euro, e questo ci indebita sempre più, in una spirale senza fine di debito che causa sfiducia, sfiducia che causa debito e via così.

– Quella spirale costringe gli Stati a tagli pubblici sempre maggiori, quindi come detto sopra riparte la spirale del crollo dei redditi, crollo delle aziende, crollo dell’impiego, aumento spese per ammortizzatori e di nuovo riparte la spirale del debito e del deficit ecc. ecc. Un gorgo nero senza fondo che si chiama Crisi, quella che oggi stiamo vivendo, ma che come sopra dimostrato è stata voluta a tavolino.

Stati ridotti in questo modo fruttano però ai grandi capitali del Vero Potere due cose: masse di lavoratori disperati per un lavoro e disposti ad accettare ogni precarizzazione indegna; e la svendita agli stessi capitali dei beni pubblici a due soldi ‘per far cassa di Stato’. Conclusione: il Vero Potere della grande industria franco-tedesca assume a costi del lavoro stracciati e può esportare in concorrenza con USA, Cina e India. Gli speculatori della finanza ci comprano le telefonie, l’acqua, la sanità, le autostrade, ecc. a prezzi stracciati perché Stati con economie in collasso non possono certo contrattare sui prezzi delle privatizzazioni. Tutto questo sotto la supervisione complice della Commissione Europea e del Consiglio Europeo.

Advertisements
2 commenti leave one →
  1. 29 marzo 2011 09:39

    Segnalo che anche la Cassa di Risparmio di La Spezia, dal 1 Gennaio 2011 è diventata del gruppo Credit Agricole…

    Mi piace

  2. stefano permalink
    30 marzo 2011 10:41

    e mentre la Francia colonizza l’Italia, foraggia gli immigrati di 1^, 2^ e 3^ generazione, fra i quali molti zingari che si guardano bene dal lavorare e vivono di sussidi, con 600 euro al mese per ogni figlio. CI sono giorni della settimana che negli uffici postali di Nizza periferia uno non può andare a ritirare 100 euro dal proprio conto, perché quella mattina i soldi bastano appena per pagare i sussidi e c’è la fila fuori ad aspettare.
    NEanche a dirlo che vi sono centinaia di migliaia di ragazze-madri che della procreazione indiscriminata hanno fatto la loro fonte di sostentamento (e della numerosa prole).
    Ma i cittadini per bene vengono tartassati più che in Italia; la mia compagna ha lasciato Nizza nel 2010 ed è bombardata da richieste pretestuose di pagamenti, rimborsi e quant’altro, per cui uno non è libero nemmeno di venirsene via dalla Francia.
    Non voglio allargare troppo il dibattito, ma credo che l’origine dei mali stia non nella colonizzazione, bensì nella decolonizzazione. Dopo che la Francia ha abbandonato l’Algeria, quanti attentati terroristici vi sono stati in quel paese? e le tribù autoctone hanno forse trovato la loro strada? non mi pare proprio: va peggio che prima e di molto anche.
    E pensare che in quegli anni drammatici (inizio anni 60) i pieds noirs (i coloni francesi) sono stati costretti ad abbandonare in fretta (col motto: o la valigia o la bara) quanto avevano conquistato in 3-4 generazioni e 1 milione di persone (di profughi) si riversò sulle banchine dei porti mediterranei: donne, bambini in tenerissima età senza nessuno che portasse loro cibo e acqua. Andate a vedere su Wikipedia la storia dei pieds noirs e la conflittualità atavica dell’Algeria sin da secoli prima dell’arrivo dei coloni (e dopo la loro fuga). Per cui, si può ben dire che la Francia – alla faccia del celeberrimo motto liberté, egalité, fraternité – non ha saputo (o voluto) tutelare nemmeno i propri stessi cittadini, costringendoli a vivere per anni ed anni in alloggi di fortuna.
    QUesta è stata l’esperienza drammatica della madre della mia compagna, che si è portata nella tomba il rimpianto della sua terra, da cui fu costretta a scappare per non rischiare di subire esecuzioni in piena regola lungo le strade.
    Concludendo: è proprio un bel paese la Francia.

    Stefano

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: