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Venerdì 25, Gioacchino Genchi a Massa

21 febbraio 2011

Venerdì 25 Febbraio alle ore 21, a Palazzo Bourdillon in Piazza Mercurio, si terrà il secondo appuntamento della serie “Incontri a 5 Stelle 2011”. Il percorso organizzato dal MoVimento di Massa-Montignoso e Carrara vuole essere un cammino della conoscenza e dell’informazione per aiutare i cittadini a crearsi un opinione autonoma su quanto sta accadendo nel nostro paese.

Ecco una breve scheda introduttiva dell’importantissimo ospite che avremo Venerdì prossimo :

Luglio 1992, la Sicilia è dilaniata dalle stragi. In città c’è un poliziotto maledettamente bravo con le tecnologie. Ha lavorato con Falcone e sono tre anni che si occupa dei misteri di Palermo. Si chiama Gioacchino Genchi, è a lui
che chiedono di scoprire qualcosa sulle agende elettroniche del giudice. E di capire dai telefoni se qualcuno spiasse Paolo Borsellino. E lui qualcosa scopre. Scova file cancellati e li ritrova. Poi ipot…izza una pista per via D’Amelio: date, nomi, luoghi. Diventa vice del gruppo Falcone-Borsellino. Ma quell’indagine non la finirà mai. Una mattina, mentre l’Italia esulta per l’arresto dei killer, all’improvviso sbatte la porta. E se ne va. Da allora non ne ha
mai parlato. Lo chiamano nei processi più delicati: le talpe nel Ros di Palermo, il caso Dell’Utri. I capi di Cosa Nostra e i colletti bianchi. La vicenda Cuffaro e la sanità siciliana. Le sue consulenze sui telefoni ribaltano giudizi, fanno condannare centinaia di persone e assolvere miriadi di innocenti. Da vent’anni è considerato il più abile consulente telematico delle Procure. Ogni anno la polizia stila graduatorie e gli assegna un punto più del massimo per le «eccezionali doti morali» e il prestigio che ne consegue. Finché approda a Catanzaro, per la Why Not di Luigi De Magistris. Una mattina accende il pc, guarda i tabulati telefonici. E all’improvviso sbianca. Ma non fa in tempo a stendere una relazione: revocato l’incarico, indagato e perquisito, sequestrato ‘l’archivio’ con tutti i dati fin dal 1992. Attaccato da ogni parte politica. Sospeso dalla polizia. E altrove quattro magistrati perdono il posto. E allora cosa c’era in Why Not, cosa c’era in quei
tabulati? C’erano giudici a contatto con boss, magistrati amici degli indagati e dei loro avvocati. Ma c’era soprattutto un intreccio telefonico economico-politico-giudiziario che da Catanzaro saliva a Roma, incrociando i processi sulle scalate bancarie, la vicenda Umts, i crac Cirio e Parmalat e lo spionaggio Telecom, incuneandosi indietro nel tempo all’origine e al declino di Tangentopoli e a tante, troppe inchieste di cui si era occupato. E agli stessi nomi su cui indagava per via D’Amelio, quando se ne andò sbattendo la porta. E ora che per difendersi ha depositato in tribunale le sue scoperte, può finalmente raccontarlo: perché lasciò allora, perché è stato fermato adesso. Con nomi, date e luoghi. Perché questo lungo e complesso racconto non è la storia di un’inchiesta bloccata a Catanzaro. Questa è la storia della seconda Repubblica.

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