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Via libera al Maxi-inceneritore

3 febbraio 2011

“Grazie a un nuovo “termovalorizzatore” tecnologicamente all’avanguardia Livorno potrebbe diventare il punto di riferimento sul territorio per il trattamento dei rifiuti” con queste terrificanti parole dell’assessore provinciale all’ambiente Nista, L’Unità del 1 febbraio inizia l’articolo che costituisce la presentazione ufficiale del progetto di megainceneritore a Livorno. “Sputtanati” dalla denuncia di Vertenza Livorno di 15 giorni fa, gli amministratori provinciali che avevano cercato di fare tutto “alla zitta” sono stati costretti a venire allo scoperto. Il costo del nuovo impianto “dovrebbe oscillare fra 200 e 300 milioni”, una cifra enorme ma probabilmente sottostimata se è vero che il solo raddoppio dell’attuale impianto del Picchianti (da 60mila tonnellate/anno a 120mila tonnellate/anno) è stata valutata attorno ai 90 milioni di euro. Il nuovo megainceneritore “potrebbe” essere utilizzato per dare il riscaldamento “ad un intero quartiere” sull’esempio di quanto già accade a Brescia dove funziona uno degli inceritori più grandi d’Europa, oggetto di grandi contestazioni da parte del movimento ecologista che ha più volte denunciato la presenza nei dintorni dell’impianto di alti tassi di diossina, uno dei più micidiali inquinanti prodotto dalla combustione e non solo dei rifiuti. Il nuovo impianto “potrebbe” impiegare una trentina di lavoratori (cioè, ma questo Nista non lo dice, lo stesso numero di quelli impiegati nell’attuale inceneritore del Picchianti) ma soprattutto il nuovo inceneritore costituirebbe il fulcro di “polo ecologico comprensivo di attività per il trattamento rifiuti e per la produzione di energia”. Ecco quindi che il megainceneritore assume le vesti dell’elemento centrale di quel “polo energetico” toscano di cui parlava Rossi nel 2010 durante la campagna elettorale per le regionali. “Polo energetico” fatto di inceneritori, centrali a biomasse e centrali elettriche. Più che “polo energetico” si tratterebbe di un “polo delle nocività” visto il tasso di inquinamento che questi impianti “garantiscono” al territorio. Ricordiamoci che gli inceneritori altro non sono che macchine che concentrano in un territorio ristretto il potenziale inquinamento creato dai rifiuti raccolti in aree ben più vaste, inquinamento che si potrebbe però facilmente evitare con una accorta politica fatta di diminuzione alla fonte dei rifiuti prodotti, di riuso e di riciclaggio. La vulgata propagandistica di amministratori locali e Confindustria definisce  gli inceneritori di rifiuti come “termovalorizzatori”, a causa della poca energia elettrica che riescono a produrre. In realtà questi impianti dovrebbero essere, semmai, descritti come “cancro valorizzatori” considerata l’enorme quantità di porcherie che emettono: dalla citata diossina alle nano particelle e ai metalli pesanti, tutte porcherie che possono causare cancri e altre malattie anche genetiche. Nella sua intervista all’Unità, Nista precisa che quella del megainceneritore è solo una delle ipotesi: sarà meglio che le popolazioni che vivono a Livorno e nei suoi dintorni, i comitati, le associazioni, i partiti e i sindacati facciano capire chiaramente la loro contrarietà al progetto suicida dell’amministrazione provinciale visto che del “confronto con cittadini, associazioni e istituzioni” di cui parla Nista finora non si è vista traccia.

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One Comment leave one →
  1. luca BIANCHI permalink
    3 febbraio 2011 17:02

    basta basta basta se iniziano a costruirli non resta altro che andarli a smontare pezzo per pezzo!!!!

    Mi piace

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