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Alberto Grossi, Apuane ricchezza di chi ?

22 dicembre 2010

Qual’è il significato del titolo del Film “Aut – Out” ?

Aut – Out”, come dicevo, è un assonanza, è un latinismo che significa “ti metto di fronte ad una possibilità ad una alternativa : scegli questo o scegli l’altro”. La trasformazione, quindi, la mistificazione, se vuoi di questo titolo, è nel fatto che, approfittando di questa assonanza “Aut”, il secondo “Out” diventa “Fuori” perchè non esistono, in realtà, delle opzioni, non esistono scelte : “O fai così oppure te ne vai”.

Quali sono i motivi che ti spingono a trattare questi argomenti nei tuoi Film/Documentari?

Intanto l’amore e il rispetto per chi mi ha preceduto ed è un amore ed un rispetto che io trovo infranto nelle metodologie di lavoro che vengono usate oggi : fino a qualche tempo fa, nelle nostre montagne, lavoravano 14 mila cavatori, 14 mila cavatori, non sono passati migliaia di anni,sono passati 50 anni e adesso troviamo a lavorare nelle cave mille persone. Nel frattempo, la produzione, che era di circa 200 mila tonellate di marmo escavato a Carrara, è arrivata a 1 milione e mezzo di tonellate per anno di marmo. Non parlo di escavazione lorda, parlo di quella netta e cioè relativa al marmo. Quindi a fronte ad una diminuzione di 13 mila unità, eppure, nonostante questo, c’è un aumento vertiginoso della produzione. Attenzione! C’è un’altra mistificazione nella parolaProduzione” quando si parla di escavazione perchè dovremmo chiamarla, più correttamente,“Distruzione”. Perchè a fronte di 1 milione e mezzo di tonellate che scendono sotto forma di blocchi, ce ne sono altri 3 milioni (forse 4 e chi sa se non sono anche di più) di sfrido, di scaglie. Quindi, in realtà, noi, andiamo a distruggere effettivamente la montagna con una progressione geometrica che fa rabbrividire. Provocando, per altro, tutta una serie di problemi che non sono solamente relativi alla montagna in se, ma sono relativi all’infrangere l’acqua, che è l’elemento apicale per la vita dell’uomo (assieme all’aria) andiamo a distruggere un ambiente unico, irripetibile davvero, basti pensare che nei nostri monti ci sono circa 3 mila specie delle 5’595 specie dei fiori esistenti in Italia : più della metà! E alcune di queste sono endemiche cioè esistono soltanto qui. Allora è facile sentirsi dire “Ma allora voi siete dei poeti, vivete di poesia” Si, è vero, noi siamo dei poeti e viviamo anche di poesia. E questo cosa vuol dire? Che chi non vive di poesia ha il diritto di fare quello che vuole?

Tutti dovrebbero visitare almeno una volta le cave ?

Renderei obbligatorio dover visitare,almeno una volta all’anno,le cave. Per capire che cosa c’è lassù.

Art.4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Allora, “Responsabilità Sociale” io me la sento, sono cittadino, così come i nostri industriali sono cittadini e loro sono chiamati ad un compito ancora più alto. Si parlava anche di responsabilità sociale d’impresa, cioè, nel mio bilancio, non devo andare a guardare quanto utile produco, non devo andare a guardare quanta produzione faccio, ma anche cosa viene conforme da questa produzione : quanta acqua mi serve? Quanta distruzione faccio? Quanto è impattante il mio lavoro sul territorio? Non soltanto per quanto riguarda nel piccolo l’escavazione, ma anche per quel che riguarda il trasporto, l’incolumità, le polveri, i rumori. Se nei primi 3 mesi del 2010 è stato sforato 47 volte i limite delle PM10, io mi domando perchè a Carrara non ci sia la rivoluzione. Me lo chiedo. Quasi come se la gente fosse veramente così indifferente. Forse non sanno. Forse non capiscono qual’è il problema. Non lo so.

Qual’è la tua proposta?

Sicuramente bisogna porre fine a questa mistificazione (ancora qui ritorno) del rapporto 1 a 3 , 1 a 4, non mi convince per niente, cioè, non si può pensare con i mezzi che abbiamo a disposizione oggi, di frantumare le montagne perchè c’è un rapporto tra marmo in blocchi e sfrido che non può scendere al di sotto di questa soglia, lo contesto, tra l’altro questo dato, perchè mi risulta che in alcuni posti dove c’è marmo di qualità, si fa veramente un’escavazione di carattere “chirurgico” e, lasciatemi passare il termine, “intelligente”. Non è che poi qui ci lavorino dei santi, ci lavorano comunque degli industriali. Che però hanno una visione diversa, forse utilitaristca perchè sanno che ogni metro in più, ogni metro cubo che viene distrutto, è un metro cubo in meno di ricchezza che loro possono utilizzare.

Meno esportazione di blocchi e materiale lavorato in zona?

Dal punto di vista del tornaconto, no. Se valutiamo questa cosa sotto il profilo prettamente economico, è chiaro che ci sarebbe almeno un ritorno su un territorio che viene devastato, ci sarebbe, perlomeno, un po’ di ritorno. Come dire : una forma di risarcimento per la distruzione che viene fatta. Bhè, in termini puri, anche questo, insomma, se si parla di distruzione, non c’è la possibilità di accettarla, però ecco, dal punto di vista delle dinamiche economiche, ed occupazionali, ecc bhè, se noi riuscissimo ad avere un escavazione razionale, avere un escavazione selettiva, cioè, sui prodotti veramente di qualità, se noi avessimo una filiera forte dove si produce e dove si lavora il marmo, cioè, il marmo quando parte da qui non parte come blocco ma parte come prodotto finito, bhè, sicuramente il rapporto tra quello che è la distruzione e il beneficio che ne ricava la collettività forse sarebbe tollerabile.

One Comment leave one →
  1. silvia permalink
    5 febbraio 2011 15:56

    fate schifo

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