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Alpi Apuane, colpite a morte dalla speculazione !

11 dicembre 2010

[Massa5Stelle]
Elia Pegollo, cosa sta succedendo nelle Alpi Apuane, in questo momento?
[Elia Pegollo]
In questo momento nelle Alpi Apuane si sta distruggendo,
c’è una economia di rapina, una vera e propria economia di rapina,
che sta creando problemi enormi.
Fra l’altro, i problemi che ora viviamo, nei versanti che stanno franando,
molto probabilmente non sono, voglio dire, molto lontani da quello che succede
più in alto nelle nostre montagne.
E’ evidente che quello che facciamo nelle cave, poi, ricade sistematicamente
anche nel territorio a valle.
Nelle Alpi Apuane, l’economia, è un’economia di rapina : il mercato dice che questa
è una economia che distrugge per creare, per creare, per creare che cosa?
Per creare ricchezza, ricchezza per chi?
C’è un gruppo, che si chiama “Carrara Ribelle”, che su “Facebook” ha denunciato
un fatto molto, ma molto, impressionante : questi dicono che sulle Alpi Apuane
attraverso questa economia di rapina, la ricchezza prodotta è valutabile in
1miliardo e 500 mila Euro, mentre, i concessionari, denunciano 10 milioni di Euro.
Siccome nessuno ha denunciato “Carrara Ribelle” ho l’impressione che, le cifre
che loro danno, siano cifre corrette e questo è davvero agghiacciante perchè, non solo si
sta rovinando la montagna e la rovina della montagna, poi, ha una ripercussione
diretta sull’impoverimento delle nostre risorse idriche, non solo si fa questo, ma
anche si evade, perchè una ricchezza così enorme, che non viene dichiarata,
comporta un minor gettito fiscale e cioè non ha ricadute sull’intera popolazione
come, invece, dovrebbe succedere.
Tra l’altro, poi, ci sono meccanismi concessori assolutamente pericolosi :
attualmente basta che si dichiari che il 20% della montagna distrutta sarà tradotto
in blocchi, per avere la possibilità di aprire le cave; allora l’80% della montagna distrutta
diventa scaglia e nella realtà, poi, questa proporzione è ancora ingigantita perchè ci
sono cave nelle quali il 90%, addirittura, è risultato materiale di scarto e questo non
è possibile, non è accettabile, con i macchinari dei quali si dispone adesso, con le lame,
le catene diamantate, che tagliano il marmo come se fosse burro, non siamo più ai
tempi in cui si doveva intervenire sistematicamente con la polvere pirica per poter
arrivare al marmo buono : ora ci si arriva in maniera diversa, non dico che lo scarto
non ci debba essere, ma deve essere molto ragionevole, lo scarto non deve superare,
io invertirei la proporzione : scarto 20%, marmo in blocchi 80%.
Poi, se davvero si volesse approfondire l’indagine, dovremmo anche cercare di creare
situazioni di rilevanza locale nella valorizzazione di questi blocchi che vengono
estratti dalle Alpi Apuane e che prendono le vie del mare e vanno altrove.
A Carrara è rimasto un solo laboratorio di pregio che è il laboratorio di Coli, nella nostra
zona stanno chiudendo, ora, non chiediamo che si ripetano i miracoli che ha fatto
Michelangelo con il marmo delle Alpi Apuane, sarà un po’ difficile che ci siano
“nuovi Michelangelo” che riescano a fare queste cose.
Ma insomma, di artisti ne esistono e poi noi ci accontentiamo anche di un’oggettistica
di valore purchè il marmo non venga macinato, trasformato in polvere e che questa
polvere poi venga immessa in circuiti industriali particolarmente inquietanti perchè,
pare che anche generi alimentari, il dentifricio/ lo zucchero/ la pasta, trovino, in questa
polvere di marmo, un aiuto non indifferente.

[M5S]
Ci sono le multinazionali dietro questo?

[EP]
Ci sono le multinazionali. Per esempio, il Sagro, viene sistematicamente distrutto
da una multinazionale che si chiama Ania, se non sbaglio, la quale è li che
distrugge completamente questa montagna e, Fosdinovo, qualche giorno fa, la
gente si è rivoltata contro i camion che attraversavano la zona con le scaglie
ed è questo un sintomo particolarmente importante perchè il problema sta
diventando un problema della collettività.

[M5S]
Quante famiglie gestiscono il marmo a Carrara?

[EP]
Poche. Sono molto poche. Credo che si potrebbero anche contare sulle dita
delle mani, ora esattamente il numero non lo so, so semplicemente che con le
nuove tecnologie, che danno a queste persone la possibilità di realizzare profitti
veramente ingenti, si è passati da una occupazione che è fin verso il 1950
vedeva impiegati nelle cave ben 15mila/16mila cavatori   al 998 di oggi.
Il che è veramente, ma veramente impressionante : una volta tante mani
riuscivano a produrre poco marmo, ora, poche mani, con l’ausilio di queste
macchinari devastanti riescono a produrre quantitativi enormi.
Tra l’altro bisogna anche notare che, per esempio, gli aumenti salariari per coloro
che lavorano in cava, sono legati all’aumento della produttività.
Attualmente, mi pare che la produttività si aggiri sulle 1500 tonellate per addetto
che è veramente una cosa impressionante : 1500 tonellate per addetto significa
che, nell’anno, sono 1 milione 500 mila tonellate contando i lavoratori che operano
in questo settore.
Ma se si pensa che questo sia semplicemente il 20% della montagna distrutta,
allora cosa distruggiamo sulle Alpi Apuane? Siamo oltre 5 milioni di tonellate
all’anno!
Ma roba che si potrebbe, con questo materiale estratto dalle Alpi Apuane, materiale
lapideo e anche scarti, costruire un parellelepipendo con una base quadrata
di 50 mt e un’altezza di 600 mt oppure lastricare con mattonelle, di 1mt x 1mt
spessore di 2 cm, quattro corsie per 2500 km, quella distanza che intercorre tra
Firenze e Stoccolma, ad esempio.
Ma poi, se vogliamo andare ancora più in profondità, visto e considerato che,
attraverso Carrara, sono transitati 1000 camion al giorno, di scaglie, e, visto e
considerato che ogni camion ha una portata di 12 mc, e visto e considerato che il
marmo ha un peso specifico di 2,8 ton/mc, ogni camion ne trasporta 35 (ton);
siccome sono mille, in una giornata, sono 35mila (ton); se poi riportiamo questo
dato su base mensile o annua, saltano fuori valori catastrofici!
Si arriva a 10 milioni di ton all’anno! I monoliti non sono più uno, di 50 mt di lato/
base quadrata per 600 mt di altezza, sono due! E’ una cosa insostenibile, sotto
ogni qualsiasi aspetto!

[M5S]
L’ultima cosa. La conservazione ambientale, come la trovi?

[EP]
La conservazione ambientale, la trovo disastrosa! Ovviamente! E non può non essere
così!
Il missionario che viene dall’Africa, prima parlava, di quelle creature innocenti che
sono le piante, che non hanno voce, le quali non trovano nessun meccanismo di difesa
nel nostro ambiente e così come non lo trovano le piante, i fiori delle Alpi Apuane,
che sono una ricchezza inestimabile, oltre il 50% delle 5.595 specie floristiche
note, d’Italia, sono presenti in questo piccolo tratto di terra che ha una lunghezza di
55 km con uno spessore di 23 km.
Noi abbiamo oltre il 50% della flora nota d’Italia, ragion per cui, i botanici, dicono che
le Apuane sono il giardino di Europa!
Ma non è tutto li il danno, il danno non è neanche nella montagna distrutta, il danno
è nell’acqua : perchè questa antropizzazione, queste cave di alta quota, queste cave
in ambienti fragilissimi come il Passo della Focolaccia, come i Piastretta sul Sella,
come le cave alla base della parete nord del Pizzo d’Uccello, come le cave del Corchia,
sono fenomeni di una gravità abbissale! Sono fenomeni veramente agghiaccianti!

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One Comment leave one →
  1. 17 dicembre 2010 12:47

    ci avete anticipato……maledetti!

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