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Un futuro da precario.

7 dicembre 2010

Un futuro da precario, ecco il sentimento con il quale debbono convivere i nostri giovani, affrontare la scuola sapendo di non avere un futuro in questo paese. La politica e l’industria italiana li condannano a questo; il sistema scolastico, smantellato sistematicamente pezzo per pezzo tra lo stordimento di genitori inconsapevoli, ogni giorno fa un passo indietro. Proprio i genitori, che dovrebbero essere in piazza per primi a garantire il diritto allo studio,  sembrano i grandi assenti.

Acqua, scuola, sanità, quando si sveglierà questa Italia, probabilmente i grandi giochi saranno fatti, il potere avrà raggiunto il suo scopo, saremo tutti precari alla sua mercè. Dovremo ringraziare ogni giorno per lavori malpagati, studieranno solo i figli delle famiglie abbienti e si curerà chi potrà, sempre che non ci chiudano i rubinetti dell’acqua per darla a qualche paese più ricco….

4 commenti leave one →
  1. Lia permalink
    7 dicembre 2010 11:51

    io dico soltanto che da studentessa faccio una gran fatica a trovare anche solo uno stage GRATIS in cui andare a fare esperienza…. figuriamoci un impiego pagato! Ammetto di avere molta paura!
    Un saluto,
    Lia

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  2. 7 dicembre 2010 14:58

    Chi mi conosce sa che l’ argomento trattato in questo post mi accalora particolarmente, quindi scusatemi se non riuscirò a controllare le mie parole, ma ci proverò.
    Si, sono convinta che proprio la superficialità di troppi genitori ci abbia condotto alla situazione attuale. Genitori che oltre ad aver procreato con una leggerezza inaccettabile, non si sono poi sentiti neppure in dovere di difendere il diritto ad una crescita sana dei loro figli. Genitori che non si informano di ciò che sta accadendo tutto intorno a loro, al limite possono leggere la carta stampata dai sussistiti dei partiti, o guardare i telegiornali prezzolati, credendo di aver già fatto molto commentando i vari argomenti sventolati ad arte per confonderli. Sanno tutto su chi abita la casa del GF,sui rigori della domenica oppure sui casi di processi infiniti, proprio perché fa comodo avere una di queste notizie per distrarre l’attenzione dai problemi comuni che farebbero incazzare pericolosamente troppa gente, ma non sanno nulla sulle riforme, sulle finanziarie, sul Trattato di Lisbona, sul segreto di Stato o sulla nostra cara Costituzione.
    Genitori che non riflettono sulle vere conseguenze della loro immobilità, conseguenze che ricadono inevitabilmente anche sui loro figli.
    Siate certi però che loro l’hanno capito, ed è per questo che i giovani sono inquieti, che molti di loro li perdiamo in assurdi incidenti stradali causati dall’uso di alcool e droga, che alcuni hanno pensieri deviati o che gli stupefacenti hanno colmato il vuoto di condivisione, di dialogo, di interesse devoto di famiglie troppo occupate a “consumare”. Quando vedete un genitore tronfio che scende dalla sua super macchina, in molti casi un Suv, che ostenta qualche firma fashion, anche tarocca, guardate negli occhi i suoi figli e cercate di capire se sono veramente felici di essere così in basso nella scala dei valori familiari.
    La vera cultura non è quella che fanno i calciatori, le veline o le multinazionali, è quella fatta nel preteso rispetto dei diritti fondamentali di ognuno di noi. Invece sono i nostri figli che devono scendere in piazza per chiederli a gran voce e con il rischio di essere picchiati selvaggiamente dalla polizia, che con la scusa di rispondere ad ordini impartiti dimentica di avere una coscienza e dei diritti comuni da difendere.
    Come abbiamo fatto a ridurli così!!

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  3. Alessandra permalink
    7 dicembre 2010 18:21

    Condivido in pieno il commento di Luana ! Dove sono i genitori ? Dove sono i genitori !?? In piazza dovremmo esserci tutti !

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  4. leonardo lucetti permalink
    8 dicembre 2010 01:03

    Mi spiace ma non posso essere d’accordo, non tutti i genitori sono così, ci sono anche quelli costantemente in piazza, che non seguono il GF, che non sono interessati alle partite della domenica, ma seguono i propri figli forse con troppa apprensione.
    Che condividono le lotte degli studenti, dei precari, dei disoccupati ecc…….
    Che pensano ad un mondo ecosostenibile e cercano di adoperarsi per farlo
    I genitori non sono tutti uguali; lo spero molto verso i mie figli
    leonardo lucetti

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