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I troton di via Gorine

29 luglio 2010

Allagamento via Gorine

Basta un temporale come quello di stamani e via Gorine si trasforma in un torrente pieno di troton, proprio come quelli di via Marchetti …. i tombini saltano e le fogne escono allagando le cantine, le case, i campi ed i giardini. Gli abitanti confinati in casa  da questa situazione  che si ripresenta ad ogni temporale sono stanchi e incaz…!  Le cause conosciute  sono la mancata manutenzione/pulizia delle gore di drenaggio e l’insufficiente sistema fognario. La causa meno conosciuta, ma non meno importante è il consumo del territorio dovuto ad una indiscriminata cementificazione che costruisce senza le minime regole di gestione sostenibile delle acque e toglie i naturali spazi di assorbimento andando a congestionare i non idonei sistemi di deflusso.  Il Comune di Massa sprovvisto da sempre di un piano regolatore urbanistico brilla particolarmente per aver costruito senza regole e per la volontà di continuare a farlo, anche questa giunta continua a fare gli interessi del partito del cemento, facendo costruire nuove edifici e strade inutili senza avere una minima idea di città fondata sulla sostenibilità del territorio.

Come sarebbe bello abitare in un Comune come Cassinetta di Lugagnano dove c’è un Sindaco illuminato che ha deciso di non aumentare di un solo metro cubo il cemento esistente !

Se qualche amministratore legge questo blog, gli diamo una informazione preziosa, il 18 e 19 Settembre a Sarzana si terrà l’assemblea nazionale di Stop al consumo del territorio, andate ad imparare qualche cosa con la mente libera…. dovete fare poca strada.

La nostra proposta è che si adotti anche a Massa la crescita zero delle cubature edilizie e si appronti da subito un piano di gestione sostenibile delle acque. Salviamo il nostro terrritorio !!!

6 commenti leave one →
  1. Gianni permalink
    29 luglio 2010 23:47

    Si, ma prima vengono i “progetti sostenibili” del PIUSS come la ripavimentazione di piazza Aranci e piazza Mercurio e le scale mobili “per il castello” (per il ristorante sotto il castello)

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  2. gian marco permalink
    30 luglio 2010 13:19

    pare che si sia allagata anche la Stazione, come del resto succede ogni volta che la pioggia insiste, che dire, qui aumentano sempre le case ma le fognature rimangono sempre le solite, bianche nere miste è tutto un casino, i tombini ieri sera sono scoppiati un po da tutte le parti , io ero a Mirteto e la strada era un torrente in piena quasi da paura ……

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  3. luca permalink
    30 luglio 2010 15:13

    viale della repubblica idem ieri. Io sono passato per un pelo. Rotonda (nuova )in fondo al viale roma era il solito lago(ma con che criterio l’hanno costruita?) ogni volta sempre peggio na cosa c’è da attendere che ci scappi il morto?.

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  4. Nino permalink
    30 luglio 2010 21:10

    Che dire di tutta la zona di Romagnano/Castagnara invece? Tra le strade-fiume da segnalare Via Romagnano, Via del Pozzo, Via Valgimigli, Via Catagnina. Tutto defluisce poi in Via Aurelia. Qui i progettisti, pare strano, ma ne abbiamo avuti di bravi anche in Italia, avevano previsto pista ciclabile, strada a schiena d’asino per il deflusso delle acque e ampie canaline di raccolta ai lati. Tutto quando a Massa anche una bicicletta era un lusso. Le canaline adesso sono ostruite e anche la statale diventa peggio del Nilo in piena.
    Avere un po’ di manutenzione ordinaria costa, è vero, ma ci risparmia spese maggiori in caso di temporali. Semplice! Non è vero? Si sa che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina: non sarà per caso proprio questo il fine ultimo?

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  5. gian marco permalink
    31 luglio 2010 18:26

    http://www.stopalconsumoditerritorio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=18&Itemid=37

    questa la soluzione

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  6. Paolo permalink
    22 ottobre 2010 22:44

    Le pioggie assumeranno sempre più questa tipologia di rovesci, specialmente dopo ondate di caldo. Il problema secondo me non è da ricercare nelle fognature (che con tali proporzioni di acqua) sarebbero ugualmente inadeguate. Il problema sono i muri di confine che non lasciano sfogo al normale deflusso verso il mare.

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