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L’acqua non si vende !

20 luglio 2010

Ma quanto è bello il popolo dell’acqua !!!  Diciamocelo !!!!

Grazie ancora a tutti i cittadini della provincia di Massa-Carrara che hanno firmato !

2 commenti leave one →
  1. gian marco permalink
    21 luglio 2010 11:02

    voglio proprio vedere il pd, o quello che ne rimane, come si porrà di fronte al referendum vedremo quale balle o “Lanzillotte” inventerà alla sua base, se ancora ha una base……., vedremo idv arrampicarsi sugli specchi e fingere come sempre….. vedremo l’informazione di regime come informerà sul referendum, vedremo tante cose, belle e brutte, ma sopratutto vedremo il popolo dell’acqua mobilitato,il popolo dell’acqua contro tutto e tutti il popolo dell’acqua che vincerà salvando acqua e democrazia, forse è un sogno , ma se tutti ci diamo da fare può diventare realtà.
    Grazie a tutti quelli che hanno regalato il proprio tempo alla raccolta e alla certificazione delle firme.

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  2. gian marco permalink
    21 luglio 2010 11:08

    copio e incollo…….

    Carissimi/e, sono/siamo consapevoli delle contraddizioni interne al PD (in utta Italia e in particolare in Toscana ed Emilia, dove l’ubriacatura delle Spa pubblico/private è andata più avanti e aperto la strada alla privatizzazione definitiva dei servizi idrici), ma se vogliamo vincere i referendum l’orientamento che assumerà il PD e chi vota per il PD è decisivo (anche nel milione e 400mila firme la maggioranza è sicuramente di persone che votano per il PD).

    Anche in Toscana, per la prima volta dopo molti anni, in molti Comuni il Pd si è schierato a sostegno dei referendum e si è impegnato nei banchetti unitari per la raccolta delle firme e questa è una novità importante.

    Se andate sul sito http://pdacquapubblica.wordpress.com/aderiscono/ potete leggere un elenco lunghissimo di adesioni (di interi comitati regionali, federazioni e circoli del PD) e mi sembra che questa novità sia importante valorizzarla (per vincere i refendum l’astio sulle responsabilità passate non serve a niente, anzi è controproducente, a mio parere bisogna valorizzare chi oggi ha scelto di stare “dalla parte giusta” anche perché è il risultato della forza delle nostre ragioni).

    Un caro saluto a tutti/e.
    Giuliano
    P.S. – di seguito un mio commento polemico che ho inserito sul sito http://noreferendumacqua.wordpress.com/aderisci-allappello/ promosso da personaggi del Pd (ma che hanno avuto scarsissime adesioni nel Pd)
    e – sempre di seguito – il bellissimo articolo di Carlo Petrini, Presidente di Slow Food :

    ………………………………………………….

    http://noreferendumacqua.wordpress.com/aderisci-allappello/

    Giuliano Ciampolini scrive:
    luglio 21, 2010 alle 7:40 am
    Accidenti… state ottenendo un successo dietro l’altro: la pubblicazione della vostra lettera su Il Sole 24 ore, il sostegno di Federutility, l’adesione di Benedetto Della Vedova (e magari di tutto il PDL): complimenti… avete un futuro assicurato.
    Giuliano
    P.S. 1 – a proposito di mistificazioni: nel movimento per la gestione pubblica dei servizi idrici nessuno propone il ritorno alle gestioni in economia del Comune: tutti proponiamo una gestione tramite aziende consortili pubbliche a livello di bacini idrici (se non sbaglio, anche negli Usa… dove venderebbero anche la propria madre… i servizi idrici sono gestiti da aziende pubbliche).
    P.S. 2 – Sul sito http://pdacquapubblica.wordpress.com/aderiscono/
    c’è qualche adesione in più e più degna di un partito come il PD
    ………………………………………………………………….

    20 luglio 2010 la Repubblica
    La politica del bene comune
    di CARLO PETRINI

    Un milione e 400 mila firme contro la privatizzazione dell’acqua. Raccolte in circa tre mesi. Un record, ma la notizia è che la società civile non è morta, che si può provare a sopraffarla finché si vuole, ma c’è sempre un limite. Il retro della medaglia è l’immagine di una classe politica che di fronte alla rete che si è formata per raccogliere le firme dovrebbe impallidire, farsi piccola, capire quant’è inadeguata, vuota e fuori dal mondo. C’è chi non è in grado di raccogliere le firme necessarie a presentare una lista elettorale e mette nei guai a posteriori il recente governatore del Piemonte.

    C’è chi caverebbe soldi anche da una rapa, se fosse possibile, e fa decreti per privatizzare i nostri beni comuni o condonare qualsiasi cosa, dall’acqua alle spiagge passando per l’archeologia e i mostri edilizi. C’è chi si distingue per intrallazzare fino all’inverosimile pur di coprire pulciosi interessi economici e personali e chi, bontà sua, non riesce proprio a opporsi e cade in tutti i tranelli possibili di un ménage politico stantio, autoreferenziale, basato solo su un apparire sempre più elemosinato al Cesare, sui personalismi ma con sempre meno personalità.

    Un milione e 400 mila firme per dire che l’acqua non si può privatizzare sono molto di più della sacrosanta difesa del bene comune per eccellenza, sono un urlo urlato con dignità e buon senso, il frutto di un’indignazione seria e civile, una lezione per chiunque voglia fare politica in Italia. I tre quesiti referendari hanno senso, sono ben congegnati per bloccare giusto in tempo la strada di una privatizzazione generalizzata entro il 2011, da cui sarebbe difficilissimo, o costosissimo, tornare indietro. Invece ora ce la si può fare: se l’iter verrà rispettato, se la volontà di quel milione e mezzo di italiani non sarà calpestata per l’ennesima volta, nella primavera del prossimo anno la lezione data alla politica nostrana sarà completa.

    La rete del Forum dei movimenti per l’acqua, che è nata e si è propagata con una naturalezza disarmante per chiunque faccia il raccattatore di voti di professione, è una speranza per la democrazia nel nostro Paese. I banchetti volanti al Giro d’Italia, quelli nei mercati (li ho visti, sempre con la gente in educata fila), ai concerti, dove si fanno gli aperitivi tanto di moda, nelle piazze e vie di fronte agli strusci consumistici: mai un simbolo di partito, chi si è messo a disposizione l’ha fatto per l’acqua perché di fronte all’acqua sparisce qualsiasi colore, qualsiasi ideologia, qualsiasi altro interesse. Non è un caso che chi abbia tentato di cavalcare l’onda pro domo sua abbia fallito miseramente.

    Il cibo, l’acqua, la nostra terra, il bello e il buono che non si devono necessariamente comprare: forse c’è la speranza che non si portino via tutto. Sono le cose che stanno più a cuore alle persone umili che cercano di vivere bene la propria vita in un mare di difficoltà che non si sono per niente cercate: è la dimostrazione che i temi della politica dovrebbero essere altri, se la politica fosse nobile, se la politica sapesse.

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