Skip to content

EVAM: una truffa da 3 milioni di euro?

3 dicembre 2014

E.V.A.M. S.p.A. (Ente Valorizzazione Acque Minerali) è una società costituita nel 1973 per “valorizzare, sfruttare e commercializzare le acque minerali del territorio del Comune di Massa e del comprensorio delle Alpi Apuane” e occuparsi delle “Terme del Monte Belvedere“.
Il Comune di Massa, socio di maggioranza col 97,31% delle quote, ha avvallato una gestione spregiudicata della società dal 2000 al 2007, segnata da gravissime perdite in termini di vendite e bilancio, effetto perlopiù di inutili operazioni di investimento e marketing, fino a determinare, per bocca dell’allora sindaco Neri (PD), l’avvio di una procedura di vendita.
Quest’ultima non è mai avvenuta ma abbiamo appreso che l’ex Presidente di EVAM ha presentato una denuncia in Procura per una truffa di 3 milioni di euro, scegliendo poi di dimettersi tre mesi dopo.

In relazione a questo il Movimento 5 Stelle Massa, per voce della consigliera Luana Mencarelli, ha presentato un’interrogazione al Sindaco e all’Assessore competente al fine di invitarli a relazionare al Consiglio Comunale sulla situazione EVAM, chiarendo in particolare

  • se l’attuale situazione di crisi non sia propedeutica ad una nuova intenzione di dismissione o come invece possono garantire che non vi sia alcuna intenzione di cessione;
  • se sono a rischio i posti di lavoro;
  • se il cambio di presidenza ha prodotto un nuovo Piano Industriale oltre che di assetto;
  • come mai, nonostante le affermazioni in campagna elettorale, si torna a procedere alla nomina della figura del Direttore, abolita in precedenza per spending review;
  • se l’amministrazione non ritiene sia il caso di nominare un’apposita Commissione Speciale d’inchiesta;
  • se l’amministrazione non crede che sarebbe opportuno scegliere per EVAM una forma societaria di diritto esclusivamente pubblico per enti strumentali;
  • se l’amministrazione, qualora fosse avviato un procedimento per l’accertamento delle responsabilità, si costituirà Parte Civile.

Nell’attesa delle opportune risposte invitiamo la cittadinanza al riflettere su questo ulteriore scandalo, frutto delle scelte operata da una maggioranza identica a quella che oggi governa ancora la nostra città.

Due cenni storici su EVAM
Per molti anni l’azienda ha funzionato, aggiudicandosi una fetta di mercato, buona parte delle attività turistico ricettive locali e non, con distribuzione in vetro e vuoto a rendere.
Le vendite erano di circa 25 milioni di bottiglie l’anno di acqua Fonteviva e di 10 milioni di Amorosa-Humana. I posti di lavoro assicurati erano 26 a tempo indeterminato e 5/6 stagionali. L’indiscussa qualità delle acque del bacino Apuano la rende ricercata ed appetibile, tanto che anche Humana, tramite una joint venture con Evam, commercializza l’acqua Amorosa, che trova mercato nelle farmacie alla cifra di euro 1,50 ogni 75 cl.
Negli anni ’90 incominciano i problemi per EVAM e spesso viene ricapitalizzata per salvare azienda e lavoratori dai deficit derivanti dalle gestioni sempre meno limpide, accorte e in linea con lo sviluppo del mercato.

Agli inizi degli anni 2000, l’allora presidente Norberto Ricci, nonostante i bilanci sofferenti, avvia la realizzazione di un magazzino nei pressi dello stabilimento d’imbottigliamento di Canevara, però mai completato, tanto che ancora oggi il magazzino si trova in località le Jare, sotto il mercato ortofrutticolo. Viene realizzato infatti solo il doppio muro di contenimento di 15 mt di altezza e 50/60 mt di lunghezza unito in testa da un muro di circa 15/20 mt che, come risulta da informazioni di stampa, ha avuto un costo di ben 6.000.000.000 (sei miliardi) di lire.
Nel 2003 il nuovo presidente Antonelli fa ulteriori scelte aziendali discutibili: dismette la linea produttiva del vetro a rendere, svende i macchinari per l’imbottigliamento del vetro e distrugge l’intera dotazione di casse in plastica, bottiglie di vetro ed pancali.
Le vendite di Fonteviva in pet (plastica) calano a circa 7 milioni di bottiglie , con una perdita prossima alle 18 milioni di bottiglie.

Nel 2004 la maggioranza promuove una modifica allo statuto dell’azienda per poterne avviare la privatizzazione e nel 2008 la giunta Neri di Massa avvia la procedura di vendita di Evam, giustificandola con il continuo indebitamento dell’azienda. Sarebbe stata svenduta ad una delle multinazionali senza l’intervento del Comitato per l’Acqua Pubblica formato da cittadini/e e lavoratori di Evam. Il Comitato riesce a preservare EVAM come ente pubblico, valorizzando il suo statuto particolare, a cui il comune di Massa aveva affidato tre concessioni di acque minerali, bene assai prezioso per la nostra comunità.
Nel frattempo la presidenza di Evam passa a Del Punta e, nonostante i problemi, pare che i bilanci piano piano vengano assestati.
Nel 2008 assume questo incarico Antonello Galleni, con funzione anche di direttore, con cui l’azienda ottiene, pur minimi, dei risultati positivi di bilancio, anche se con diminuzione del personale, ma la nomina di un direttore qualità.
Tre mesi prima di dimettersi, nel settembre 2014, Galleni presenta un’esposto alla Procura della Repubblica (di cui abbiamo raccontato all’inizio dell’articolo) per un’ipotesi di truffa ai danni della stessa azienda per circa 3 milioni di euro, relativa al magazzino di stoccaggio mai completato, ma pagato interamente dal Presidente in carica al momento, Norberto Ricci, e di cui il Presidente Galleni dice di aver scoperto le condizioni negli anni 2011-2012 quando la Provincia chiede all’azienda di provvedere alla regimentazione delle acque in quell’area, e per cui l’ Evam sta ancora pagando un mutuo di euro 190.000,00 all’anno.
Pur apprezzando la denuncia dell’ex presidente, non può non tenersi in considerazione che già nel 2008 il Comitato per l’Acqua Pubblica denunciava pubblicamente la malagestione dell’azienda e lo sperpero di soldi per la realizzazione del muro del magazzino.
Non è plausibile credere che chi assume la presidenza di una società dovrebbe conoscere molto bene la situazione patrimoniale, quella debitoria e i piani industriali dell’azienda, i pregi e i difetti, ma sopratutto le criticità?
Il ritardo nel fare denunce può avvantaggiare chi eventualmente ha commesso il reato, che più facilmente può sperare nella prescrizione.

Il Nuovo Ospedale Apuano e l’emergenza idrogeologica

1 dicembre 2014

Abbiamo depositato il 17 novembre un’interpellanza sulla sicurezza del sito in cui è in edificazione il Nuovo Ospedale Apuano (NOA). A stimolare la nostra domanda il fatto che tra le aree di destinazione dove avrebbe potuto essere ubicato il NOA fu indicata anche quella Villa Ceci a Carrara che è risultata al centro dell’esondazione del Carrione.

Di qui la nostra richiesta al Sindaco Alessandro Volpi “se i criteri di sicurezza da esondazioni dell’area dove stanno costruendo il Nuovo Ospedale Apuano garantiranno la normale attività sanitaria in caso di emergenza idrogeologica”.

Oltre alla preoccupazione per la continuità dei servizi nel Nuovo Ospedale Apuano e di piani di evacuazione in casi di emergenza ormai non più “anomali”, abbiamo rinnovato le nostre domande sull’incidenza del NOA rispetto alla sicurezza idraulica delle “abitazioni” a questo prossime e quindi l’eventuale “esistenza di un piano di emergenza per la cittadinanza” che vi vive dentro.

Vogliamo vedere documenti, studi e relazioni tecniche perché la sicurezza della cittadinanza passa prima di tutto dalla prevenzione dei fenomeni e dall’organizzazione, anch’essa preventiva, dei piani di emergenza.

Riccardo Ricciardi
Consigliere Comunale M5S Massa

Eaton. Coi lavoratori, tutti, senza ipocrisie

28 novembre 2014

Il M5S ha scelto di non partecipare al voto sul documento prodotto dalla maggioranza sul caso Eaton e auspica con questo comunicato di chiarire al meglio la sua posizione sul tema.
In premessa ci teniamo a segnalare che, con la sua scelta, il gruppo consiliare del M5S ha consentito al Sindaco Volpi di ottenere dal Consiglio comunale quel mandato unanime che aveva richiesto per portare avanti in sede istituzionale le proprie istanze sul caso Eaton. Non abbiamo votato contro, né ci siamo astenuti. Abbiamo scelto di uscire dall’aula.

Il motivo della nostra scelta è di metodo e di merito.
Di metodo perché il documento ci è stato presentato un minuto prima dell’avvio del Consiglio Comunale, sottraendoci la possibilità di condividere con la nostra “base” di attivisti il dibattito partecipativo sul tema (condizione per noi irrinunciabile per pervenire a scelte di indirizzo diverse dal programma elettorale per il quale siamo stati votati).

Come accennato, oltre a questo, la nostra scelta è dipesa anche dal merito della questione.
Abbiamo trovato nel documento molti passaggi che non condividiamo.
Nella sua premessa la politica non fa alcuna autocritica sulla decadenza industriale che ha avuto il nostro territorio e sceglie di avvallare finanziamenti per fantomatici Piani Industriali che, molte volte, esauriscono risorse economiche senza aver creato lavoro duraturo.
Inoltre in nessuna parte del documento si parla del Consorzio Zona Industriale e della sua inefficace azione in tutti questi anni.

Noi vogliamo aprire un dibattito serio, a livello locale e nazionale, sul presente post-industriale della nostra zona e questo dovrà passare anche dall’identificazione delle responsabilità politiche e gestionali su quanto accaduto.

Abbiamo letto in quel documento l’ennesimo inganno di questa politica di cui i sindacati sono spesso purtroppo vittima, talora, nei propri vertici, consapevole.

Il Consiglio comunale di Massa, lo ricordiamo, è guidato da una coalizione a maggioranza PD, quel PD che è attualmente impegnata nell’approvazione del Jobs Act, proteso in direzione opposta all’interesse della tutela dei lavoratori espressa nell’atto del consiglio.
Il M5S ha presentato il progetto per il Reddito di Cittadinanza e la sua copertura finanziaria, ben altra cosa da zainetti e ammortizzatori sociali.
Troviamo ipocrita quel milione di euro suddivisi in 9 Comuni per lavori socialmente utili, capaci di essere un buon titolo per i giornali ma non certo di risolvere in modo solido e duraturo i problemi dei cassaintegrati Eaton. Tantomeno servono per mitigare i problemi derivanti dal dissesto idrogeologico del territorio che sappiamo impattare per diverse centinaia di milioni di euro solamente per il Comune di Massa.

Quel documento denota infine un errore di approccio fondamentale: perché ormai è chiaro a tutti che la re-industrializzazione non potrà esserci se non con produzioni ad alto valore aggiunto estranee a quanto proposto. I nostri mercati ormai sono saturi e si va a lucrare in Paesi in via di sviluppo. Come il Movimento 5 Stelle sottolinea da tempo la finanza mondiale ha spostato la fonte di introiti e di guadagni dalla produzione di beni ai servizi.

Quanta poca fantasia, quanta poca visione del futuro, quanta ignoranza possono avere questi ragionieri della politica che siedono nei banchi della maggioranza del Comune di Massa.
Si appellano ai santi nel paradiso romano, Nardi e Rigoni, che si manifestano solitamente per chiedere voti e per produrre assai pochi miracoli, mentre erano in parlamento il 25 novembre a votare la legge delega al governo per il Jobs act.

Avanti così! Un altro anno di sopravvivenza sarà assicurata agli ex Eaton che come parco voti ricattabile sotto elezioni va sempre bene e proprio per questo la politica regionale e locale si vedrà bene da risolvere i loro problemi. E nel frattempo, chiediamo noi, tutti i disoccupati, senza tutele, del nostro territorio cosa dovrebbero dire?

E per quanto riguarda il Frigido…la sicurezza qual’è?!

25 novembre 2014
Fiume Frigido

Fiume Frigido

Dopo i recenti fatti avvenuti a Carrara, che purtroppo hanno messo in evidenza la fragilità del nostro territorio, il Movimento 5 Stelle Massa ha pensato fosse necessario interrogare l’amministrazione sullo “stato di sicurezza” riguardante il nostro Fiume Frigido.

Considerando come per l’ennesima volta cambiamenti climatici, interventi sbagliati e la mancanza di un adeguato programma di prevenzione amplifichino i danni derivanti dal dissesto idrogeologico, il M5S chiede (tenendo presente che già molto tempo fa è stato organizzato sulla carta un piano di Protezione Civile) delucidazioni per comprendere meglio la situazione attuale del nostro territorio e in particolare quali azioni e programmi di prevenzione siano previsti per affrontare un eventuale stato critico.

Entrando nello specifico se gli abitanti sono a conoscenza del Piano di Evacuazione della cittadinanza nelle zone più a rischio e se sono state previste “simulazioni di allarme” in modo da permettere alla cittadinanza di entrare in confidenza con tali procedure.

Ancora se è previsto un progetto di intervento a breve, atto a mitigare il rischio di esondazione e di venirne a conoscenza. Infine se sono state contemplate apposite postazioni di allarme lungo il tratto fluviale atte a segnalare tempestivamente superamenti dei livelli di guardia per avvisare preventivamente la popolazione.

Nell’interpellanza inoltre si richiede al Sindaco e all’Assessore di riferimento una copia di tutti gli atti, studi e relazioni tecniche a sostegno della risposta.

Interpellanza sicurezza Fiume Frigido

Risposta amministrazione

Quando la politica fa acqua da tutte le parti…

21 novembre 2014

nogaiaspaC’è sgomento e preoccupazione in molte famiglie massesi, e non solo, di fronte al continuo aumento delle tariffe dell’acqua mentre le risposte date dalla politica soprattutto quella locale appaiono deboli, se non inconsistenti.
Risposte che si trincerano dietro al fatto che le tariffe sono imposte dall’Autorità Idrica Toscana, che ci sono contratti da rispettare con l’ente gestore, GAIA S.p.A, e che bisogna rispettare vincoli finanziari e di bilancio.
Quelli che sicuramente non vengono rispettati sono però i cittadini che oltre a pagare, salatamente, sprechi e inefficienze, vengono beatamente presi in giro.
Leggendo la cronaca di questi giorni scopri infatti che la presidenza dell’AIT (Autorità Idrica Toscana), doveva essere affidata, da statuto, a Filippo Nogarin, sindaco di Livorno, eletto tra le fila del Movimento Cinque Stelle, da sempre a favore di una gestione trasparente, efficace e pubblica del servizio idrico, di un minimo vitale garantito e di tariffe eque.
Cosa succede però durante l’ultima assemblea dell’AIT, composta da diversi sindaci della Toscana?! che il Partito Democratico, si inventa una delibera che esautora del titolo il Sindaco di Livorno, per nominare un suo rappresentante, creando imbarazzo anche tra le proprie fila: nove sindaci infatti non sono stati favorevoli.
Altra scoperta ancora, Carrara, Massa e Viareggio detengono più del cinquanta per cento delle azioni di GAIA S.p.a., ma i rispettivi Sindaci non impongono iniziative che salvaguardino il portafoglio dei cittadini; capitolo a parte meriterebbe la salvaguardia della salute, considerati i km di tubature in amianto, ancora dislocate nella rete idrica toscana, e il Tallio, il veleno, tanto caro alla scrittrice Agatha Christie, presente, fino alla settimana scorsa, nell’acqua di Pietrasanta.
Pure la Corte dei Conti si interessa di GAIA S.p.a. e in una recente ricognizione segnala un’anomalia nell’amministrazione: i Comuni, rappresentati dai Sindaci, sono contemporaneamente azionisti, creditori e decisori delle tariffe; una gestione che ha portato GAIA S.p.A ha indebitarsi oltre modo: circa 60 milioni di euro.

Il Movimento cinque stelle di Massa, sabato 22 novembre, dalle ore 15 alle ore 20 sarà presente, con un suo gazebo in piazza Bertagnini, per spiegare la composizione delle bollette di GAIA ed illustrare alla cittadinanza le prime proposte elaborate per contrastare questo aumento indiscriminato delle tariffe oltre alle tante altre iniziative in cui i pentastellati sono coinvolti.
Nell’occasione sarà anche possibile chiedere la consulenza gratuita di uno degli esperti dello Sportello al cittadino, l’iniziativa targata cinque stelle che mette le competenze di quattro professionisti (un avvocato, un commercialista, uno psicologo e un geometra) a disposizione della cittadinanza, a titolo gratuito, sia per un primo approccio che per un ulteriore incontro di approfondimento.

Cimitero di Forno a rischio

19 novembre 2014

Schermata 2014-11-19 alle 09.09.09Pochi giorni fa presso il Cimitero di Forno si è letteralmente spaccata una grossa lastra di compensato intrisa d’acqua che componeva la pannellatura di separazione della zona franata da quella frequentabile. Tale caduta sembra sia stata provocata dalla mancanza di un corretto controllo dello stato di corretta conservazione delle opere e probabilmente per una errata scelta dei materiali delle pannellature, evidentemente non adatti ad essere collocati per lungo tempo in tale posizione di esposizione agli eventi atmosferici.
Fortunatamente tale fatto non ha provocato alcun danno fisico alle persone, aspetto fortuito comunque da non sottovalutare, bensì da sottolineare.
Considerando infatti il peso della lastra, se essa fosse caduta addosso ad una persona, tanto più se anziana o un bambino, avrebbe potuto provocare gravi danni alla salute personale di essi.
Il Movimento 5 Stelle, ritenendo che sia dovere dell’amministrazione garantire la sicurezza fisica dei frequentatori del cimitero e considerando lo stato sofferente che da anni affligge il paese di Forno, tramite interpellanza si appresta a chiedere al Sindaco e l’assessore competente:
-se siano al corrente di tale situazione di pericolo presso il cimitero di Forno;
-se è stato disposto un regolare piano di controllo e monitoraggio delle attrezzature e della frana in essere e nell’eventualità e nell’ottica della trasparenza, che sia dimostrato;
-se sono state individuate le responsabilità a riguardo e se sono stati presi provvedimenti.

Interpellanza sicurezza cimitero di Forno

Sportello al Cittadino: quattro professionisti per consulenze gratuite

13 novembre 2014

10696170_10202944960532964_1558874348789610253_nNuova iniziativa per lo “Sportello al cittadino” che si fa in quattro come i quattro professionisti che i cittadini massesi potranno consultare presso la sede del Movimento 5 Stelle MAssa in Galleria Sanzio. I 4 professionisti metteranno le loro competenze a disposizione della cittadinanza a titolo gratuito sia per un primo approccio che per un ulteriore incontro di approfondimento.

In un clima di confusione e smarrimento sociale, dove ogni riferimento sindacale e politico sembra venir meno, “lo sportello al cittadino” diviene un luogo amico, aperto a tutti, dove ogni cittadino possa reperire informazioni e risposte utili al fine di orientarsi nelle piccole e grandi problematiche quotidiane.

Il servizio nasce e si sviluppa su principi di vicinanza sociale e collaborazione.

In particolare le figure professionali che offriranno la loro consulenza orientativa sono:

  • Avv. Massimiliano Paolicchi: per coloro che necessitano di informazioni legali su questioni personali o si trovano a dover affrontare situazioni giuridiche complesse, o più semplicemente chi vuole conoscere l’estensione e la portata dei propri diritti. In questo modo il cittadino potrà scegliere consapevolmente conoscendo ogni conseguenza connessa alla propria scelta;
  • Dott. Edgar Alhadeff (psicologo-psicoterapeuta): per approfondire e individuare le possibili soluzioni di una qualsiasi problematica psicologica individuale, di relazione interpersonale o comportamentale. Un aiuto qualificato per orientarsi sui possibili percorsi risolutivi da mettere in atto;
  • Dott. Gianni Cencetti (commercialista): per consulenze fiscali, aziendali e societarie, finalizzate ad orientare il cittadino e la piccola e media impresa tra le opportunità che la vita economica del paese può fornire;
  • Angelo Fagnini (geometra): per meglio destreggiarsi tra pratiche catastali, compravendita di immobili, contratti di affitto, successioni, divisioni patrimoniali, agibilità, abitabilità, computi metrici e capitolati d’appalto.

Ribadiamo che i professionisti sono a disposizione per un primo incontro di valutazione ed uno successivo di approfondimento, a titolo gratuito, senza alcun impegno da parte del cittadino e del professionista stesso.

Qualsiasi cittadina/o che necessitasse di un incontro con i professionisti può rivolgersi allo Sportello al Cittadino, aperto lunedì, mercoledì e venerdì  dalle 18 alle 20. Raccolta la sua istanza sarà fissato il primo appuntamento possibile con il professionista richiesto.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 3.968 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: