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La valle non si arresta

27 gennaio 2012

 

Pubblichiamo volentieri questo articolo inviatoci da Ambiente Valsusa :

NOI E LA CRISI DA QUESTA PARTE; LE OPERE INUTILI I POLITICANTI, I PROFESSORI E I BANCHIERI DEL GOVERNO DALL’ALTRA.
Ancora arresti, ancora provvedimenti ad orologeria, 2 giorni prima di una manifestazione NO TAV che si svolgerà sabato 28 nella città di Torino per informare sulla truffa  colossale del TAV, fonte inesauribile di nuovo debito pubblico, per noi, nuovo mangime per la pappatoria della politica (citazione del Giudice Imposimato), per quelli che stanno dall’altra parte.
Una ferrovia da 130 milioni a km a preventivo, 1300 a centimetro, un colossale spreco di risorse pubbliche per un’opera che non serve e che è già tecnicamente obsoleta anche se viene maldestramente venduta come icona della modernità dai faccendieri, lobbisti e corte politica.
La madre di tutte le truffe, capace di infiltrare non solo la politica corrotta, ma anche gran parte della carta stampata e alcuni settori dell’industria, generando contemporaneamente illusioni in tanti piccoli padroncini e tanti disoccupati. Una truffa che ha una sponda irresponsabile nella UE che promette briciole di finanziamento. Un’opera in grado di muovere più denaro che terra, di cui le grandi banche sono i principali beneficiari dal momento che i capitali dati in prestito produrrebbero enormi interessi con rischio pari a zero visto che i capitali utilizzati sono i nostri depositi bancari e a garantire le banche ci sarebbe lo Stato, cioè sempre gli stessi, noi contribuenti, coi nostri risparmi che copriranno i loro interessati debiti.
Una torta spartita tra chi ha la pancia già piena che se la ride pensando ai cittadini che la finanziano e ne pagheranno i costi per decenni. Diciamocelo, pagare non sarebbe neppure un dramma, ma un conto è pagare per avere servizi efficienti, un altro se dobbiamo pagare lo spreco studiato compiutamente a tavolino, un colposo tentativo di  drenare risorse  togliendole a scuola, sanità, trasporti, pensioni per fregare noi che lavoriamo che stiamo di qua e arricchire loro di là… Un piano delinquenziale che mira semplicemente a trasferire risorse dentro le tasche delle banche, dei Contraenti generali e loro amici, nelle saccocce delle imprese mafiose, sicuramente in quelle di molti politicanti corrotti.
Ormai sappiamo che i politici in buona fede favorevoli all’opera non esistono.

LA POLITICA E’ UN’ALTRA COSA.
Sia chiaro, non c’è nulla di politico in queste nostre considerazioni, il concetto è troppo semplice: quando ti viene un ladro in casa e ti ruba tutto non stai a guardare se era di destra o di sinistra. E’ un ladro, un malvivente. Si tratta di un’opera pubblica di cui non si sa ancora nulla, neppure se è realizzabile, e nel caso non prima del 2030. Un’opera da 10, 20, 30, forse 40 miliardi di Euro (80.000 miliardi di lire)che invece di creare benessere provocherà ulteriore debito pubblico. Non si tratta solo di truffa e furto, ma di un’organizzazione delinquenziale specializzata che ha lo scopo di prolungare il furto nel tempo. Semplifichiamo per analogia: è come per la Salerno Reggio Calabria, dove a nessuno importa nulla dell’opera e della sua utilità, ma ai soliti noti interessa solo che i finanziamenti pubblici, pagati dai cittadini si prolunghino all’infinito. Il Professor Angelo Tartaglia ha chiarito con una battuta: “Vogliono solo aprire il rubinetto, e tenerlo aperto all’infinito”. La “Salerno – Reggio Calabria del Nord”….

NON SI PUO’ APPROVARE UN SIMILE PROGETTO.
C’è molto di politico quando invece si parla di “prescrizioni”. Le prescrizioni ad un progetto come quello della tratta internazionale della Torino Lyon hanno due particolarità: 1) Evidenziano gravi mancanze progettuali causando una enorme lievitazione dei costi. 2) Vengono richieste dagli organi di controllo tecnici e ribadite dai decisori politici. Ognuno ha fatto formalmente il suo compito, ma nessuno controlla che le prescrizioni vengano rispettate. Controllori e controllati sono lo stesso soggetto, coincidono con i costruttori… Un bel timbro e via? Come se non bastasse la Magistratura può intervenire solo a “danno conclamato”, non prima.

LE PRESCRIZIONI, ESPRESSIONE DI UN DISASTRO ANNUNCIATO. 
A nessuno deve sfuggire che la Commissione VIA ha dato parere favorevole al progetto sulla tratta tra Chiusa San Michele ed il confine di Stato condizionandolo all’ottemperanza di 63 prescrizioni e 6 raccomandazioni di tipo ambientale. Lo strano è che nella fase successiva di approvazione la regione Piemonte ha approvato lo stesso progetto condizionandolo a oltre 150 prescrizioni. Tante prescrizioni equivalgono ad un progetto fatto coi piedi, per legge andrebbe rifatto, ma cosa fa il CIPE (Comitato Interministeriale Programmazione Economica che deve stanziare le risorse necessarie)? Approva il 3 agosto 2011 lo stesso progetto preliminare, ma con 222 prescrizioni e 5 raccomandazioni “proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”.

222 prescrizioni, come a dire che quel progetto preliminare ha lacune terribili, forse insanabili… ma approvano. Perché? semplice, se non approvassero la UE bloccherebbe la procedura di finanziamento, le famose briciole. Sta scritto proprio nella delibera CIPE… “al fine di evitare il definanziamento del contributo comunitario assegnato all’opera in  esame, si rende necessaria la sollecita approvazione del progetto in esame”.

Possiamo dire che il progetto è da rifare e che chiedere il finanziamento sulla base di queste carte è una truffa? Possiamo ribadire che l’opera non è necessaria visto che la linea attuale è utilizzata al 30%? Possiamo definire questa procedura un grande Bluff?
Ma c’è una terza truffa in questa faccenda. E’ facile verificare e lo ha spiegato benissimo Ivan Cicconi, esperto di appalti pubblici: i debiti del TAV sono fuori dalla contabilità nazionale anche se lo Stato viene regolarmente chiamato a ripianarli. Una truffa contabile sconosciuta alla UE. Si tratta di tanti debiti, roba da far accapponare la pelle, ma vengono contabilizzati a parte. Famosa in tal senso la denuncia della Corte dei Conti che metteva in guardia da questa procedura… Tutto documentato da tempo.
Orbene, sapete che c’è di nuovo?  Il Professor Monti, bocconiano doc, professionista politico travestito da tecnico, Presidente del Consiglio di uno “strano governo” fatto di banchieri per nulla pentiti, ha già la soluzione in tasca. I prossimi debiti per infrastrutture cercheremo di finanziarli con Bond europei… almeno così ha detto in TV intervistato da Fabio Fazio alcune settimane fa. Le banche li piazzeranno, come al solito guadagnandoci una bella commissione. E i cittadini sottoscriveranno (se ci sarà ancora liquidità…).
Siamo alla frutta? Forse se la sono già mangiata, ma non disperiamo, continuiamo a ragionare con la nostra testa opponendoci pacificamente ma con fermezza, come sempre, diffondiamo per quanto possibile le nostre ragioni… spieghiamo cosa rappresenta la militarizzazione di Maddalena… spieghiamo perché i pensionati, gli artigiani, i giovani, i contribuenti attenti girano con le bandiere NO TAV. Prima o poi qualche giudice come Falcone e Borsellino risorgerà. Non c’è verso! Comunque la truffa TAV di qui non passerà. Non c’è verso! Lo sanno, perciò vanno in giro nelle case dei contribuenti a perquisire ed arrestare… Nessuno che indaghi sui lacrimogeni sparati in faccia alla gente! SARA’ DURA, ma di qui non passeranno.

Le prossime manifestazioni:
28 gennaio a Torino: manifestazione No Tav “Una garanzia per il Futuro“.
Scarica l’appello con le motivazioni dell’iniziativa.
Sesta edizione del Grande Cortile 2012. Vai al sito.
Prossimamente grande manifestazione nazionale No Tav in valle di Susa con la partecipazione dei sindaci. 

 

Guardate dove sono gli storici piastroni di piazza Aranci

25 gennaio 2012

Gli storici piastroni scalpellati a mano di Piazza Aranci  saranno sostituiti da moderne lastre fatte a macchina, di per sè questa non è una bella notizia. In un centro storico dovrebbe essere la norma quella di recuperare, conservare, restaurare, invece a Massa sembra che si preferiscano sistemi più comodi che daranno alla nostra bella piazza un tono asettico e freddo. Ma la sensibilità dell’amministrazione raggiunge il paradosso utilizzando le bellissime piastre della pavimentazione stradale che circondava Piazza Aranci per “abbellire” la nuova rotonda tra viale Roma e via Carducci, a questo punto dobbiamo legittimamente chiederci dove andranno a finire i rimanenti !

Botta e risposta con il Sindaco di Cortina

12 gennaio 2012

La parola al cittadino:

Francesca Grossi

 

Mail inviata al Sindaco di Cortina:

Gentile signor sindaco di Cortina, la cosa che più mi ha indignato di questa storia è il suo atteggiamento garbato nei confronti degli evasori. Lei contesta il modo in cui il blitz è avvenuto, i finanzieri potevano agire telematicamente nel tepore dei loro uffici anzichè venire in quell’angolo di paradiso a causare tanto disordine. Certo, ai ladri, agli approfittatori, ai parassiti della nostra società va riservato garbo e riservatezza, soprattutto se arrivano in SUV, alloggiano in hotel 5 stelle e fanno shopping in centro.

Da un primo cittadino ci si aspetterebbe la difesa di altri valori, ma del resto lei è espressione di una cittadinanza che senz’altro in questa occasione ha ben rappresentato.

Le ricordo che il suo stipendiucolo di sindaco lo pagano i “non evasori”, come le scuole del suo comune, l’ospedale, le strade, l’ordine pubblico…

 Francesca Grossi, Massa (MS)

Risposta del Sindaco di Cortina:

Buonasera,

condivido come Lei la lotta all’evasione fiscale (tutte le mie dichiarazioni sono iniziate con questa frase anche se diversi mass media non l’hanno riportata), tuttavia credo sia legittimo poter esprimere le proprie perplessità sui modi con cui viene portata avanti. Per esempio è appurato che per verificare il reddito dei proprietari delle automobili di grossa cilindrata sarebbe bastato incrociare i dati del Pra con le dichiarazioni dei redditi, tutti elementi già in possesso dell’agenzia delle entrate. Per quale motivo servivano 80 agenti a Cortina, quando gli stessi in una giornata in ufficio invece di 58 casi anomali ne avrebbero potuti scovare ( e colpire!) molti di piu a Cortina e in tutto il resto d’Italia? Allo stesso modo Le sembra giusto che i dati delle verifiche effettuate il 30 dicembre siano stati comunicati solo in modo parziale ed è cosi scandaloso che io chieda di conoscere tutti i numeri del controllo per dividere le mele marce dagli operatori onesti e per capire se complessivamente il sistema imprenditoriale di Cortina sia sano oppure no? Guardi, l’Amministrazione Comunale che ho l’onore di guidare è riconosciuta, oltre che per i tantissimi errori che certamente avremo commesso, anche per aver sempre portato avanti battaglie ferocissime contro le speculazioni edilizie che nel passato avevano invaso Cortina, contro i falsi residenti (anche loro in qualche modo evasori pr quanto attiene alle tasse locali), contro un certo modo di vivere la vacanza ( ricorderà il caso Lele Mora). Non è assolutamente giusto additarci come i difensori degli evasori. Vogliamo solo conoscere i dati complessivi della verifica dell’agenzia delle entrate per difendere l’onorabilità dei nostri cittadini e dei nostri turisti e per capire se certi messaggi che sono passati sui media nazionali (Es: Gomorra delle Dolomiti) corrispondono alla realtà oppure sono il frutto di esagerazioni mediatiche. Spero che quanto Le ho scritto possa in qualche modo riuscire a farLe capire in maniera piu’ compiuta il pensiero mio e del sistema Cortina in generale.

La saluto cordialmente,

Dott. Andrea Franceschi (Sindaco)

 

Antipolitica come l’unica possibile e vera politica

29 dicembre 2011

 

La parola al cittadino:

Massimo Michelucci

 

LETTERA DI FINE ANNO

Quello che mi disturba di più nella riflessione su quest’anno tragico di crisi, che pur ha visto la fine (?) di berlusconi, sono le parole d’ordine che vedo appartenere in maniera trasversale a tante formazioni politiche ed opinion leader di diversa sponda, e purtroppo anche di quella che ritengo la mia.

Mi riferisco in breve a: 1) accettare i sacrifici; 2) vivere sopra le proprie possibilità; 3) godere di privilegi; 4) prendere una pensione che non si è pagata; 5) avere colpe e responsabilità.

Sono considerazione che rifiuto in toto perché io ho sempre fatto sacrifici secondo una educazione che mi hanno trasmesso i miei e non certo la società e la politica; non ho mai vissuto sopra le mie possibilità; non penso proprio di aver mai goduto di privilegi; sto pagando regolarmente da alcune decine di anni i contributi per la mia futura pensione nel rispetto assoluto delle leggi in materia; non mi sento addosso colpe e responsabilità che quasi tutti al fine attribuiscono al paese, quindi alla comunità, quindi al cittadino, quindi anche a me!

Non vedo perché non dovrei chiedere che a fare sacrifici siano coloro che mai l’hanno fatti, e che  sia doveroso e trasparente indicare chi ha avuto ed ha colpe e responsabilità.

È soprattutto l’ultimo discorso che viene rinfacciato un po’ a tutti gli italiani, e quindi anche a me, che non mi va giù.

Io nel sistema ci vivevo e ci vivo, sempre rispettoso delle regole, ma questo non vuol dire che mi appartenesse, che lo sentissi mio. Ho infatti sempre cercato di contrastarlo con le possibilità che la democrazia mi concedeva, in primis le mie scelte politiche, l’esprimermi nel voto, nello scegliere i rappresentanti che portassero avanti i miei stessi convincimenti. Una legge elettorale ingiusta ed iniqua a suo tempo mi ha privato in parte anche di tale possibilità.

Un’altra chance l’ho portata avanti con un processo di crescita culturale che guardava ad elementi di informazioni autonoma (libri, giornali, etc.) che purtroppo il mondo della comunicazione monopolizzato ha cercato di contrastare, finché non è apparsa la rete informatica con tutte le sue enormi possibilità di aggiornamento della democrazia.

Oggi è sancito, anche appunto nella indifferenziazione dei partiti che si evidenzia nell’appoggio ad un governo cosiddetto tecnico che in verità è profondamente politico, il profondo distacco tra i partiti e la società, il venir meno di un collegamento che costituiva un ruolo sancito addirittura dalla Costituzione.

Nessuno di tali partiti o di tali (presunti per me) opinion maker potrà mai più convincermi che i movimenti, le associazioni, alcuni giornali, alcune persone per quello che fanno e dicono a livello individuale, ed in generale la rete, tutti soggetti ai quali ormai attingo per la mia crescita personale nel desiderio di veder cambiato questo sistema sociale, siano qualificabili come antipolitica.

Anzi la battaglia del futuro credo stia proprio nell’affermarsi finalmente di questa cosiddetta antipolitica come l’unica possibile e vera politica.

Fare parte di tale progetto lo ritengo invero l’unico impegno che imponga oggi il richiamarsi alla sinistra, sicuramente la cartina al tornasole che permetterà di fare i distinguo, cioè l’esame critico ed autocritico che permette la crescita, che non è quella economica ma quella individuale, e quindi con risvolti generali del cittadino.

Buon 2012!

La Parola al cittadino è uno spazio libero messo a disposizione dei cittadini dal Blog

 

La città della “scoria”, Lavello e dintorni

21 dicembre 2011

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La parola al cittadino:

Stefano Rossi

Mi sia consentito esprimere un’opinione a proposito della L. 241 del 1990 che, assieme alla cosiddetta normativa a tutela della privacy, credo proprio sia una delle leggi più bistrattate e abusate del nostro Paese.
La potremmo definire, infatti, una legge-elastico: qualcuno l’accorcia, qualcuno l’allunga secondo i propri comodi.
Se vogliamo fare un esempio di “virtuosa” applicazione della L. 241-90, non dobbiamo andare molto lontano: si tratta del Comune di Massa.
Come già saprete, da circa 3 anni abbiamo ingaggiato una battaglia legale, con 3 denunce depositate presso la Procura della Repubblica di Massa, per aver subito 5 alluvioni in meno di 2 anni, tra la fine del 2008 e la fine del 2010.
Siamo più che certi che il pessimo stato di manutenzione ordinaria ma soprattutto straordinaria (leggasi: mancati dragaggi, centinaia di opere abusive mai rimosse, assenza totale di impianti di pompaggio, ecc.) abbia costituito se non la causa esclusiva almeno la principale concausa delle nostre pesanti e ripetute disavventure.
Prova ne è stata l’avaria totale del 31.10.2010 (per mancanza di apparecchiature funzionanti e di monitoraggio da parte degli enti preposti) degli impianti di chiuse alla confluenza del Calatella e del Bozzone con il Lavello.
Premesso questo, a fine maggio 2011 quattro persone residenti in zona Partaccia (fra cui il sottoscritto) depositano al Comune di Massa regolare istanza di accesso ai documenti ammnistrativi, chiedendo di acquisire copia di vari documenti, fra i quali il Progetto di fattibilità della rete idrografica dell’Ing. Milani, commissionato dal Sindaco di Massa nell’agosto 2010 e ultmato ad aprile 2011.
Passano i 30 giorni stabiliti ex lege e il Comune non comunica l’autorizzazione richiesta. Giunge solamente, verso fine giugno, una nota con la quale si dice che i documenti richiesti NON potevano essere ancora visionati in quanto dovevano ancora essere sottoposti alla presa d’atto della giunta comunale (!?).
Non si comprende perché un problema di dis-organizzazione interna dell’Ente debba essere fatto scontare al cittadino che ha pieno diritto di accedere ai documenti e, di fatto, se lo vede negato.
Attendiamo pazientemente la presa d’atto della giunta e trascorre l’intera estate 2011; stanco di attendere invano, mi reco in Comune e chiedo un appuntamento col Sindaco; mi viene negato; allora chiedo un appuntamento col Segretario generale; anch’esso mi viene negato.
Riesco soltanto a scambiare alcune email con lo staff del Segretario generale il quale, preso atto del fatto che sono indispettito per tanto ostruzionismo, sollecita l’Assessorato all’Ambiente (dirigente Fialdini) a ultimare l’agognato iter burocratico dei documenti richiesti.
Alla fine la montagna partorisce il topolino: giunge finalmente una nota del 10.10.2011 (alla buon’ora!) con la quale ci viene consentito l’accesso; dopo vari pellegrinaggi presso l’Assessorato all’Ambiente, riusciamo ad avere copia dello Studio di fattibilità della rete idrografica di costa (degli Ingg. Milani, Della Pina e Tonarelli) soltanto a inizio di novembre 2011. Direi che oltre 5 mesi per ottenere quello che per legge si dovrebbe ottenere in 30 giorni davvero non è male!
Ma la storia non finisce qui: avevamo già depositato il 22.09.2011 una seconda istanza di accesso (in allegato), nella quale chiedevano di poter visionare ed estrarre copia di numerosi documenti, tutti attinenti alla (mancata) messa in sicurezza della zona di costa che va da Partaccia a Lavello.
Ci giunge riscontro scritto datato 9.11.11 (anch’esso in allegato), a firma della dirigente FIaldini, soltanto alla metà di novembre, anche stavolta in violazione dei termini di legge.
Ma ciò che ci lascia stupiti non è il ritardo nella risposta, quanto piuttosto le affermazioni che la dirigente menzionata sottoscrive.
Infatti, la Fialdini nega – con motivazioni a dir poco discutibili – l’accesso agli atti relativamente ai punti 1 e 2 dell’elenco di 7 punti da noi riportato nell’istanza.
Giovedi’ scorso 24 novembre, mi reco presso l’assessorato all’ambiente per ritirare i documenti per i quali è stato consentito l’accesso (parziale) e ho modo di parlare con la dirigente Fialdini, alla quale faccio presente che analoga istanza e’ stata depositata negli scorsi mesi all’amministrazione provinciale di massa e l’accesso e’ stato consentito (nei termini, peraltro) senza tanti problemi. Domando alla Fialdini come si spiega questo strano fenomeno, secondo il quale la stessa legge e’ applicata e/o interpretata in modo opposto da due enti locali le cui sedi si trovano a poche centinaia di metri di distanza.
La Fialdini se la cava con una risposta evasiva del tipo: “evidentemente la Provincia dà un’interpretazione più estensiva della norma”.
Le replico che i cittadini sperano sempre (invano) che le leggi non siano elastici, buoni per essere allungati o accorciati secondo i comodi di ognuno, ma che siano univocamente interpretate.
Andiamo, quindil, ad analizzare i motivi addotti dalla Fialdini per negare l’acceso agli atti:

punto 1 dell’istanza: “…trattandosi di copia di atti di diffide e avvio di procedimenti nei confronti di privati detentori di presunte opere abusive a ridoso di fossi e canali, sono escluse dall’accesso per le quali si può solo comunicare il numero di atti emessi dall’Amministrazione pari a 20″ .
Se si tiene conto che l’istanza di accesso è stata ampiamente motivata e che appare di tutta evidenza un nesso di causa-effetto tra la presenza di opere abusive tutt’altro che presunte (!), allora davvero non si comprende perche’ l’accesso a tali atti dovrebbe essere pregiudicato alle parti lese!
Quando dico “tutt’altro che presunte” faccio riferimento alla relazione scritta di varie pagine, redatta dalla Polizia Provinciale di Massa a seguito del sopralluogo svolto nella zona addirittura IL 18 marzo 2009, nella quale si fa esplicito riferimento alla presenza di opere non autorizzate indicate una ad una con riferimenti ai singoli detentori e alla loro precisa collocazione (via, nr civico, ecc.).
Tale relazione fa parte, peraltro, del fascicolo d’indagine tuttora pendente presso la Procura di Massa, scaturito dalle nostre denunce. Devo arguire da quanto sottoscritto dalla Fialdini, che la dirigente del settore tutela ambientale del COmune di Massa NON sia a conoscenza di tale stato di cose, il che mi sembra preoccupante.
Ma veniamo al punto 2 dell’istanza di accesso:
la risposta recita: “…non si ritiene di dover autorizzare l’accesso al punto 2, nel quale si richiedono i carteggi intercorsi tra il Comune di Massa, la ditta Gaina Ivano e la Comunità Montana relativo alla gestione degli impianti idrovori situati nel fosso Bozzone e Calatella in quanto … non sono ammissibili istanze preordinate ad un controllo generalizzato dell’operato della pubblica amministrazione” (!?!?!?)
Sarebbe interessante svolgere un’analisi esegetica di tale panegirico per capire cosa diavolo voglia dire! L’unica cosa che mi è chiara è la volontà del Comune di Massa di non rispettare il dettato normativo, di nascondersi dietro al dito e di fare della Legge sulla trasparenza amministrativa la legge sulla torbidita’ amministrativa!!!
Ricordo che a inizio di novembre 2010, dopo aver subito l’ennesima impressionante alluvione attorno delle nostre proprietà, parlai personalmente prima con il sig. Giannelli Gianluca, dipendente della ditta Gaina Ivano, e poi con il titolare omonimo della ditta stessa; evidenzio che al 31.10.2010 tale ditta aveva ancora in affidamento (non si sa bene se con regolare contratto o no) la manutenzione e il controllo degli impianti di chiuse alla confluenza di Calatella e Bozzone con il Lavello, transitato con provvedimento di urgenza (pochi giorni dopo i disastri di Ognissanti 2010) alla Comunità Montana.
Ebbene, entrambi mi confermarono l’esistenza di un carteggio, composto da numerosi fax che nel corso degli anni Gaina avrebbe inviato al Comune di Massa per dire che i quadri elettrici erano obsoleti, che gli impianti erano privi di alcuni dispositivi indispensabili per un regolare funzionamento, che i galleggianti sparivano continuamente perché qualcuno se li rubava, ecc. ecc.
Quando chiesi a Gaina di poter avere copia di quel carteggio, mi fu negato. ora che lo chiediamo con regolare istanza al comune di massa (evidentemente reo di aver ignorato quelle segnalazioni!) il comune che fa? ci nega a sua volta l’accesso! complimenti, davvero complimenti!
Ma c’è di piu’: quando la Polizia giudiziaria ha sentito a sommarie informazioni il Giannelli Gianluca,questi ha confermato di aver segnalato “da circa 3 anni” al proprio titolare e anche direttamente all’Ufficio canali e fossi del Comune di Massa il “degrado del quadro elettrico” !!!
Non solo: quando gli è stato chiesto chiesto esplicitamente quali tipi di controlli venissero svolti presso gli impianti di chiuse, egli ha risposto che veniva svolto un sopralluogo settimanale nel caso in cui le condizioni meteo fossero state normali, più sopralluoghi al giorno in caso di allarmi meteo.
Tuttavia, il Giannelli non dice nulla (né gli viene chiesto nulla) in ordine a quanti sopralluoghi – e con quali esiti – egli (o altri suoi colleghi) avesse effettuato in quelle precise date (30 e 31 ottobre 2010) nelle quali eravamo in pieno allarme meteo!
A giudicare dalla situazione che io e il mio vicino di casa GIovanni Cucurnia trovammo alle ore 11 circa del 31.10.2010 presso le chiuse, possiamo certamente affermare che nulla fu fatto per azionarle nel momento del piu’ estremo bisogno; infatti le chiuse e le pompe furono azionate sotto i nostri occhi proprio in quel momento, dopo che la notte precedente si era verificata (a impianti completamenti fermi) la piu’ intensa precipitazione degli ultimi decenni!
Infine, vorrei aggiungere un’ultima cosa: proprio ieri ho incontrato Ceccarelli Franco, che svolge funzioni di Protezione civile in base a regolari autorizzazioni ed è persona che conosce molto bene la gravissima situazione di degrado e abbandono di tutta la rete di canali del comprensorio Partaccia e Lavello.
Ebbene, il Ceccarelli mi ha detto di aver segnalato da alcuni giorni – senza essere riuscito a suscitare il benché minimo interesse – che nel tratto finale del Lavello è presente un “tappo” di proporzioni assolutamente preoccupanti; se tale ostruzione non verrà rimossa con urgenza, costituirà sicuramente motivo di esondazioni in tutta l’area a monte, comprese quelle in cui noi abitiamo, interessate dai fossi Calatella e Bozzone (affluenti del Lavello).
Le foto sopra documentano in modo eloquente lo stato di degrado dei canali della zona e soprattutto la presenza di sconcertanti discariche a cielo aperto lungo le sponde del Lavello, adiacenti al campo nomadi, che alterano le più elementari regole di buona amministrazione dei corsi d’acqua. Evidentemente l’alluvione del 2003 a Carrara e i gravissimi fatti di Ognissanti 2010 a Massa non hanno insegnato nulla! e poi si ha il coraggio di parlare di fatalita’ quando accadono i disastri!
Ceccarelli ha anche pubblicato un trafiletto un paio di mesi fa in cui si parlava del rischio corso da un scuolabus, che per poco non finiva nel fosso Calatella lungo la Via Cucchiara (che parte da Via Baracchini e va verso il Lavello); in quel tratto di poche centinaia di metri, vi sono 3 vistosi cedimenti stradali (in un punto il muretto di contenimento è inclinato di 30 gradi!) e tutto ciò che i nostri beneamati Enti hanno saputo fare è mettere due transenne mobili con scrito “Protezione civile Comune di Massa”! Io so solo che se avessi un bambino che tutti i giorni viaggia sullo scuolabus lungo quella strada non sarei tranquillo sino a che non lo vedessi tornare a casa sano e salvo.
In quello stesso tratto di canale vi sono almeno una decina di incredibili sovrappassi in muratura, che massacrano letteralmente il corso d’acqua, riducendone drasticamente la portata e la regolarità del flusso.
Poi parlo con dipendenti del Comune e della Provincia e mi sento dire: “Abbiamo già fatto molto sino ad oggi!”. Vorrei capire a cosa alludono: forse ai provvedimenti di diffida che – dopo 2 anni di immobilismo totale e 5 alluvioni subite – nel corso del 2011 si sono finalmente decisi ad avviare nei confronti di decine di autori di opere abusive? Se fanno riferimento a quelle, allora ricordo loro che con i pezzi di carta non si mettono in sicurezza i territori! l’ordinanza 138 del 4.11.2010, firmata dal sindaco di massa, e’ tuttora lettera morta, perche’ non un solo manufatto abusivo, delle centinaia presenti, e’ stato ancora abbattuto e il rischio idrico ad oggi e’ identico a quello di 2-3 anni fa! attendiamo con ansia che gli iter di diffide e ordinanza si completino e che le opere abusive siano effettivamente rimosse e in fretta, prima che si verifichino gli ennesimi disastri! Le recenti sciagure della Lunigiana, Val di Vara, 5 terre e Genova (solo per rimanere nel circondario) sono lì a fare da monito, naturalmente per chi ha occhi e coscienza per tenerne conto.

Stefano Rossi

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Cermec, la resa dei conti ?

16 dicembre 2011

L’indagine sul Cermec si è chiusa con 19 indagati tra politici, dirigenti e soci privati. Quello che emerge da una prima valutazione è senza dubbio la trasversalità della rappresentanza politica degli indagati, a dimostrazione che governanti e oppositori altro non fanno che recitare un copione teatrale per depistare gli elettori. Purtroppo come sempre il malaffare e la condotta “allegra” delle aziende pubbliche verranno pagate dai cittadini, ai milioni di euro spariti dai bilanci del Cermec, si aggiungeranno quelli da spendere per il risanamento, quelli per pagare le multe per il mancato raggiungimento degli obiettivi sulla differenziata, quelli per i disservizi, quelli per gli impianti inutili. Ma la domanda che i cittadini si stanno facendo è sempre la stessa, qualcuno di questi signori pagherà di tasca propria? Qualcuno di questi signori si dimetterà dal proprio incarico pubblico? Si ripresenteranno alle prossime elezioni? Non vi illudete, come al solito i partiti e i loro soci in affari passeranno indenni anche questo ennesimo scandalo..

Riflettiamo: se tutto questo noi l’avevamo già intuito quando abbiamo depositato le osservazioni, nei termini di legge dopo la presentazione dell’impianto di bricchettaggio, è difficile credere che sindaco, giunta e consiglieri non sapessero niente della disonesta gestione di questa struttura quando ogni anno a mani basse dispensavano milioni di euro, dei nostri sudati soldi, a ripianamento dei loro buchi di bilancio.

Cari cittadini, iniziamo a non votare piú i partiti coinvolti in questi scandali, iniziamo a togliere il terreno sotto i piedi di questi comitati di affari. Il prossimo anno possiamo iniziare da Carrara votando la lista del MoVimento 5 stelle, poi sarà la volta di Massa, non ci fermeranno più; se avete un parente o un amico che vota spendete qualche minuto per dirgli che l’opportunità di cambiare è arrivata. Facciamolo insieme!!

Elenco degli indagati:

Lucio Barani, deputato del Psi-Pdl;

Ezio Ronchieri, consigliere provinciale del Pdl;

Marco Andreani, Api, presidente del consiglio comunale di Massa;

Marco Betti esponente di Sel ed ex assessore regionale all’Ambiente;

Valter Picchi assessore all’ambiente della provincia di Pisa, PD

Domenico Del Carlo, legale rappresentante di Delca, la società di trattamento rifiuti di Vicopisano principale fornitrice di Cermec e socia al 49% dello stesso Cermec in ErreErre;

Luciano Bertoneri ex presidente di Cermec,

Carlo Righini, funzionario dell’Arpat,

Roberto Vaira già presidente e poi direttore di Cermec;

Michele Del Freo, componente del Cda di Cermec;

Giovanni Menna, dirigente della Provincia di Massa Carrara ora in pensione,

Fabio Vernazza, imprenditore (la sua azienda ha in pratica costruito l’impianto ErreErre); Piero Pregliasco, ingegnere, direttore dei lavori per l’impianto di ErreErre;

Giampiero Scuaglia tecnico di Delca,

Emilio Tassoni, Angelo Zucca, Renato Biagioni, Augusto Cardinotti componente del Cda di ErreErre in quiota a Delca,

Carlo Grassi.

 

I tecnici, i comitati, i politici

12 dicembre 2011


 Ormai è un ritornello che conosce bene chi da anni si occupa di criticità del territorio: quando la politica non riesce a far digerire le sue scelte ai cittadini viene chiamato in causa il Tecnico. Il copione viene rappresentato generalmente in un’ assemblea pubblica dove, insieme al politico di turno, compare il tecnico che con dati incontrovertibili, solo di sua conoscenza, inonda di numeri e percentuali i presenti concludendo sempre che la scelta proposta dall’amministrazione è innocua e vantaggiosa per la popolazione e per le casse pubbliche, senza dar modo ai cittadini di ricevere informazioni da altre fonti non legate alle istituzioni

Peccato che quasi sempre non è così, negli anni abbiamo assistito alle più grandi bugie della storia avallate dal tecnico di turno, inceneritori, industrie chimiche etc sono sempre stati presentati così. Noi siamo convinti che la strada giusta sia quella della “saggezza popolare”, le persone da sempre intuiscono cosa sia giusto per la loro famiglia senza bisogno di tecnici, poveri tutti quelli che negli anni si sono basati sui loro consigli nelle proprie scelte ! I cittadini hanno ormai i mezzi per informarsi e formulare domande alle quali deve rispondere la politica, non di certo il tecnico di turno. Noi crediamo che, in certe scelte, i cittadini debbano essere parte in causa della decisione e non inermi spettatori di soluzioni già prese dai politici (che lo ricordiamo sono NOSTRI DIPENDENTI) . Riteniamo corretto che prima di affrontare la messa in cantiere di unʼopera pubblica la popolazione sia chiamata a discuterne con lʼamministrazione, formulando domande, controproposte e modifiche sulla base di reali esigenze e richieste nate dal territorio. Ad esempio una piazza se deve servire per riqualificare un centro storico, deve essere la cittadinanza a dare unʼidea di come dovrebbe essere il progetto perchè sono i cittadini che devono viverla!

Recentemente poi c’è stata un’ ulteriore evoluzione della specie, il tecnico-politico; i sostenitori di questa figura decantano la possibilità di coniugare tecnicismo a politica dimenticando che proprio il tecnicismo porta la politica distante dai cittadini. Noi preferiamo pensare che la politica debba essere di tutte le persone che insieme riescono a prendere le decisioni migliori per il loro territorio, gli eletti devono essere portavoce dei cittadini non di università, banche o studi legali. Stiamo tristemente subendo il mondo dei tecnocrati, ma adesso basta, il futuro devono deciderlo insieme le persone lavorando e scambiandosi le idee, ” intelligenza collettiva“!

P.S. Dimenticavamo il terzo tipo di tecnico che è il tuttologo, ovvero quello che avvalendosi di un titolo generico, ad esempio professore in qualcosa, presta la sua opera al bisogno, leggendo qualche scheda tecnica diventa esperto di qualsiasi argomento, in funzione del mandatario di turno, che per arroganza rifiuta il confronto sull’argomento e per supponenza deride le opinioni altrui.

Istruzioni per l’uso: evitare accuratamente di ascoltarlo!

 I compromessi sono finiti, I cittadini hanno il diritto di decidere il futuro del proprio territorio, la risposta per questi signori è senza dubbio quella suggerita da Woody Allen nel video ….

 

C’ERA UNA VOLTA IL CANTAFIABE DIRA’, E UN’ALTRA FAVOLA COMINCERA’…….

4 dicembre 2011

La parola al cittadino:

Luana Mencarelli

C’ERA UNA VOLTA IL CANTAFIABE DIRA’, E UN’ALTRA FAVOLA COMINCERA’…….

 Ve lo ricordate questo motivetto, era la presentazione delle favole sonore dei nostri tempi, prima sui 45 giri in vinile e poi, in tempi più tecnologici, in audiocassette. Adesso non so neppure se sono ancora commercializzate, ma probabilmente i cantafiabe sono stati messi in mobilità e ad “interim” si sono assunti questo compito i giornalisti e gli uomini di governo e i politici forniscono le trame. Le storie non sono più quelle che piacevano tanto ai bambini, dove il cattivo finiva sempre sconfitto e punito, mentre il buono dopo aver subito le più dure angherie aveva sempre il piacere di trionfare, erano storie che ti riempivano della speranza che se tu ti fossi comportato bene prima o poi saresti stato premiato. Da qualche anno le storie sono profondamente cambiate, non ci sono più il protagonista e l’antagonista, ma un calderone di attori principali e la giustizia non è più vincente. Quando infatti decidiamo di ascoltare un telegiornale non diciamo più “vediamo cosa è successo”, ma “sentiamo cosa ci raccontano”.

La nuova favola è “Monti, il galletto dalle uova d’oro”, solo che a cagarle non è lui, ma sempre la stessa parte sociale, gli onesti. Oddio dire tutti gli onesti forse non è corretto, diciamo quelli che non hanno la possibilità di frodare, perché mediamente l’italiano non ha un profondo senso civico e tende persino ad invidiare chi può farlo. La convinzione che chi non paga le tasse sia un furbo ha sbilanciato i nostri sentimenti, così c’è chi si sente un “coglione” e chi si assume l’arroganza di chi si sente “ganzo”, questo ci ha riempiti di risentimento e ci ha fatto soprattutto perdere la speranza che qualcuno animato di dignità e senso del dovere possa esistere e prendersi cura della cosa pubblica. “Tanto sono tutti uguali” e “vanno lì solo per rubare”, io invece dico: non ascoltate solo le parole, guardate bene i fatti prima di decidere la prossima volta.

Intanto assistiamo alla manovra di correzione della manovra aggiuntiva alla manovrina iniziale e tutte “lacrime e sangue”, d’altronde il debito è altissimo e i soldi ci dicono che non ci sono; eppure Guarguaglini si dimette perché inquisito e prende una buonuscita di 4.000.000 di euro. Strano vero? Eppure nel registro degli indagati c’è finito proprio perché il suo comportamento all’interno di Finmeccanica pare non sia stato così irreprensibile, e allora addirittura gli riconosciamo un premio? Perché invece tutti quelli come lui che fanno danni all’interno di società o enti pubblici non sono costretti a rimborsare a noi il maltolto? Lo sapevate che tutte le cariche politiche e gli eletti a livello nazionale, regionale e provinciale percepiscono anche un’indennità di fine mandato, che indipendentemente dalla sua durata gli è riconosciuto comunque per 5 anni, oltre ad un vitalizio? Ed anche se non è uguale per tutti, spesso le cifre sono astronomiche, tanto più in periodi nei quali ci vengono richiesti sacrifici enormi perché le casse sono vuote. Consiglieri provinciali italiani: 3246, consiglieri regionali 1117, parlamentari 945, più i relativi assessori, presidenti e vicepresidenti, ministri e amministratori. Fatevi due conti i dati sono su internet. In un periodo di recessione come questo non si può sentire che vengano chiuse fabbriche, mandata a spasso tanta gente, che a loro volta diventano un fardello sulle spalle di chi ancora lavora e paga le tasse e questi delinquenti siano beatamente all’ingrasso dei loro conti in paradisi fiscali, senza neppure la coscienza di rinunciare tutti ai vitalizi, alle buoneuscite, di imporre, volente o nolente, Questa potrebbe essere la prima vera manovra equa: abolizione delle provincie con un risparmio di circa 296.497.992 euro all’anno (a cui sommare le indennità di fine mandato), abolizione del rimborso elettorale con un risparmio di circa 468.853.675 euro per camera e senato e 36.428.507,56 per consigli regionali all’anno (riconosciuto per 5 anche se il mandato non arriva al termine), revisione del contributo all’editoria di giornali e riviste con un risparmio di oltre 150.000.000 di euro solo nel 2010 (c’è chi ha dimostrato che si può sopravvivere senza, anche piccole realtà), riappianamento disavanzo erariale del Monopolio di Stato per tasse non pagate per giochi e giochetti (le sale Bingo sono quasi tutte concessioni ai politici) che nel 2007 era di 98.000.000.000 di euro, patrimoniale sui capitali conservati sui conti svizzeri (l’Inghilterra ha fatto un accordo con le banche svizzere per un prelievo forzoso del 27% sui redditi da capitale, il 40% sui dividendi e il 48% sugli interessi, previsto anche un pregresso, mantenendo l’anonimato del cliente), aggiustamento del prelievo fiscale sulle somme rientrate in Italia e salvate dallo scudo fiscale (Germania e Inghilterra applicano un tasso dal 19 al 34% in base agli anni di detenzione all’estero dei capitali), tassazione sui patrimoni cumulativi di nuclei familiari sino alla terza generazione in linea retta e collaterale, per evitare che i furbetti frazionino le loro ricchezze intestandole a figli, nipoti, mogli, cognati ecc.

Di idee ne avrei altre, ma già con queste si riuscirebbe a coprire l’ammontare della manovra prevista e ne avanzerebbero pure per investire nel nostro maledetto futuro!

Il caso del pirogassificatore di Castelfranco-PI

28 novembre 2011

Dal sito di Ambiente Futuro :

IL CASO DEL PIROGASSIFICATORE DI CASTELFRANCO (PI): UN CASO INDECENTE DI COMMISTIONE DI AFFARI, POLITICA, AUTORITARISMO SENZA PRECEDENTI…MA NON PASSERA’!

 Prima imponenti manifestazioni di migliaia di persone, poi lo svolgimento di un “normato” PROCESSO PARTECIPATIVO ai sensi della legge regionale toscana promossa dall’allora assessore AGOSTINO FRAGAI ORA PROMOTER (pagato) del pirogassificatore CHE HA SANCITO ALL’UNANIMITA’ DELLA GIURIA POPOLARE INCARICATA DEL PARERE DEFINITIVO LA BOCCIATURA DELL’IMPIANTO.

ORA, il 9 novembre la Giunta Regionale ed in primis IL GOVERNATORE/PODESTA’ ROSSI impugnando una normativa regionale vergognosa approvata in tutta fretta nell’agosto scorso  che “per motivi strategici” legati alla realizzazione di impianti ed interventi permettere di SCAVALCARE le decisioni dei cittadini e degli stessi enti locali (il consiglio comunale di Castelfranco e tutti i sindaci del comprensorio del cuoio si erano espressi contro l’inceneritore per rifiuti speciali  della WASTE RECYCLING, progettato e commercializzato da NSE)  DA’ IL VIA LIBERA ALL’IMPIANTO.

Si consuma cosi’ in modo indecente il tasso di ipocrisia che da sempre caratterizza il centro sinistra toscano che questa volta però sembra averla combinata “troppo grossa”. Si sono spesi 130.000 euro nel processo partecipativo applicando una normativa con la quale il Governo Toscano si era “pavoneggiato” ed ora, ironia della sorte, è lo stesso presidente della Giunta Regionale a “sbeffeggiarla” dopo aver dilapidato soldi pubblici. Evidentemente non siamo in una”regione normale”! Finora si era pensato che la “democrazia” potesse essere “addomesticata” e depotenziata prevedendo per legge i processi partecipativi i cui esiti non avrebbero dovuto ledere il “principe” o gli interessi precostituiti. Ora che i cittadini hanno dimostrato la MATURITA’ di utilizzare le leggi per far giungere forte i propri pareri non negoziabili quando si parla di SALUTE, di AMBIENTE E DI ALTERNATIVE IL “PRINCIPE” perde la testa e…LA FACCIA rivelando il volto aggressivo ed autoritario di chi tenta di ridurre il governo a comando.

Non accetteremo (anche perchè testimoni attivi di questa clamorosa TRUFFA) mai che I CITTADINI SIANO TRATTATI DA MERE COMPARSE E CHE LE LORO DECISIONI VENGANO CONSIDERATE SPAZZATURA.

La RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO anche su appello delle realtà locali METTE IN PRIORITA’ QUESTA BATTAGLIA DI…DECENZA E FARA’ DI TUTTO PERCHE’ QUESTA EVIDENTE COMMISTIONE DI AFFARI E POLITICA NON PASSI.

Rossano Ercolini

Lunedì 28 Novembre

BEPPE GRILLO

ROSSANO ERCOLINI

e

Prof. PAUL CONNETT

Prof. di Chimica Ambientale alla St. Lawrence University di New York,

consulente ONU nel settore rifiuti per la sostenibilità ambientale

ed ideatore della strategia Rifiuti Zero adottata da molte città americane e canadesi

10 Passi verso Rifiuti Zero

In Toscana si stanno elaborando piani che prevedono un ampio ricorso all’incenerimento dei rifiuti: ma non se ne può davvero fare a meno?

un’altra realtà è possibile,
un’altra realtà è già in atto!

Lunedì 28 Novembre 2011

ore 21.30

Palazzetto dello Sport

Piazza Mazzini a Castelfranco di Sotto (PI)

SIETE TUTTI INVITATI

DALLA TOSCANA IL 26 NOVEMBRE IN PIAZZA PER L’ACQUA, I BENI COMUNI E LA DEMOCRAZIA

25 novembre 2011

DALLA TOSCANA IL 26 NOVEMBRE IN PIAZZA PER L’ACQUA,

I BENI COMUNI E LA DEMOCRAZIA

PER IL RISPETTO DELL’ESITO REFERENDARIO, PER UN’USCITA ALTERNATIVA DALLA CRISI

Roma, ore 14.00 – Piazza della Repubblica

Il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l’uscita dell’acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico.

Un voto netto e chiaro, con il quale 27 milioni di donne e uomini, per la prima volta dopo decenni, hanno ripreso fiducia nella partecipazione attiva alla vita politica del nostro paese e hanno indicato un’inversione di rotta rispetto all’idea del mercato come unico regolatore sociale.

Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari, gli enti locali – ad eccezione del Comune di Napoli – proseguono la gestione dei servizi idrici attraverso S.p.A. e nessun gestore ha tolto i profitti dalla tariffa.

Non solo. Con l’alibi della crisi e dei diktat della Banca Centrale Europea, il Governo ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva, una nuova stagione di privatizzazioni dei servizi pubblici locali, addirittura riproponendo il famigerato”Decreto Ronchi” abrogato dal referendum.

Governo e Confindustria, poteri finanziari e lobbies territoriali, resisi conto che il popolo ha votato contro di loro, hanno semplicemente deciso di abolire il popolo, producendo una nuova e gigantesca espropriazione di democrazia.

IL RISULTATO REFERENDARIO DEVE ESSERE RISPETTATO

E TROVARE IMMEDIATA APPLICAZIONE

Per questo, il movimento per l’acqua si prepara a lanciare la campagna nazionale “Obbedienza civile”, ovvero una campagna che, obbedendo al mandato del popolo italiano, produrrà in tutti i territori e con tutti i cittadini percorsi auto organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe dell’acqua, secondo quanto stabilito dal voto referendario.

Quello che avviene per l’acqua è solo il paradigma di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale. Un sistema insostenibile è giunto al capolinea. I poteri forti invece di prenderne atto invertendo la rotta, ne hanno deciso la prosecuzione, attraverso la continua restrizione del ruolo del pubblico a colpi di necessità imposte dalla riduzione del debito e dai patti di stabilità, la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro anche attraverso l’art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società e la conseguente riduzione degli spazi di democrazia.

Indietro non si torna. Dalla crisi non si esce se non cambiando sistema, per vedere garantiti: il benessere sociale, la tutela dei beni comuni e dell’ambiente, la fine della precarietà del lavoro e della vita delle persone, un futuro dignitoso e cooperativo per le nuove generazioni.

Un altro modello di società è necessario per l’intero pianeta. Insieme proveremo a costruirlo anche nei prossimi appuntamenti internazionali, come la conferenza sui cambiamenti climatici di Durban di fine novembre e a Marsiglia nel Forum Alternativo Mondiale dell’acqua a Marzo 2012.

Siamo vicini ai popoli che subiscono violenze, ingiustizie e vengono privati del diritto all’acqua come in Palestina, di cui ricorre il 29 novembre la Giornata internazionale di solidarietà proclamata dall’Assemblea della Nazioni Unite.

Per tutti questi motivi il popolo dell’acqua tornerà in piazza il prossimo 26 novembre

e invita tutte e tutti a costruire una grande e partecipata manifestazione nazionale.

Vogliamo che sia il luogo di tutte e di tutti, da qui l’invito a costruirlo insieme, come sempre è stata l’esperienza del movimento per l’acqua. Un movimento che ha sempre praticato la radicalità nei contenuti e la massima inclusione, con modalità condivise, allegre, pacifiche e determinate nelle forme di mobilitazione, considerando le une inseparabili dalle altre.

Per questo, nel prepararci a costruire l’appuntamento con la massima inclusione possibile, altrettanto francamente dichiariamo indesiderabile la presenza di chi non intenda rispettare il modo di esprimersi di questa ricchissima esperienza.

Vogliamo costruire una giornata in cui siano le donne e gli uomini di questo paese a riprendersi la piazza e la democrazia, invitando ad essere presenti tutte e tutti quelli che condividono questi contenuti e le nostre forme di mobilitazione, portando le energie migliori di una società in movimento, che, tra la Borsa e la Vita, ha scelto la Vita.

E un futuro diverso per tutte e tutti.

 

Promuove: Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

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Il Movimento 5 Stelle di Massa e di Montignoso aderisce e sarà presente alla manifestazione con una delegazione.

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